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1866-2006: 140 anni di occupazione Italiana del Veneto

 

…nel 1866 in Veneto è stato perpetrato un crimine da parte dell’Italia contro la Popolazione Veneta e il suo diritto all’autodeterminazione. Ora è giunto il tempo per i Veneti di riprendere in mano il proprio destino di Nazione Storica d’Europa, il Veneto deve far sentire la propria voce nel consesso internazionale per far sì che il diritto all’autodeterminazione venga sancito anche in Veneto…

 

 

Ottobre 1866, questo mese è ricco di significati per la storia del Popolo Veneto, ma è ancor più ricco di valore per l’oggi della nostra terra.
140 anni sono passati da quel fatidico mese: infatti è da 140 anni che la terra Veneta è occupata dall’invasore italiano, e quest’occupazione è avvenuta al di fuori dal diritto internazionale e dai patti sottoscritti attraverso un referendum/plebiscito truffa. Di questo referendum non occorre dire molto, i soli risultati dimostrano l’inganno e la violenza perpetrata nei confronti dei Veneti tutti: 641.758 SI, 69 NO, 273 NULLI. I soli 69 voti contrari all’Italia dimostrano in tutta la sua essenza la truffa, che poi le infauste cronache di quei giorni ci rendono ancor più chiara: ricordiamoci che in tutti i campi di battaglia i Veneti, nel 1866, si sono distinti per l’ardore con cui si sono opposti all’invasione italiana, e ricordiamo a tutti che l’Italia nel 1866 non ha mai vinto una battaglia (anche la presunta "vittoria" di Garibaldi a Bezzecca e il suo "Obbedisco!" sono tutti da dimostrare). I libri di scuola dicono altro, ma cosa ci possiamo aspettare? Che chi ha truffato e continua a truffare in ogni modo i Popoli italiani possa ammettere che tutta la storia italiana è da riscrivere, e che la prezzolata "intellighenzia" italiota dalla cosiddetta unità d’Italia ad oggi non ha fatto altro che del negazionismo?
Quindi la conclusione è ovvia: nel 1866 in Veneto è stato perpetrato un crimine da parte dell’Italia contro la Popolazione Veneta e il suo diritto all’autodeterminazione. Ora è giunto il tempo per i Veneti di riprendere in mano il proprio destino di Nazione Storica d’Europa, il Veneto deve far sentire la propria voce nel consesso internazionale per far sì che il diritto all’autodeterminazione venga sancito anche in Veneto. 140 anni di violazione dei trattati internazionali da parte dell’Italia sono troppi, ora è necessario che l’ONU adotti una risoluzione che sancisca il diritto dei Veneti all’autodeterminazione tramite libero referendum con garanzie internazionali certe; ciò è necessario altrimenti il dubbio che nelle organizzazioni internazionali esistano popoli di serie A e popoli di serie B diventerà certezza. Se lo Stato Italiano ha avuto una deroga al rispetto degli accordi e del diritto internazionale il Popolo Veneto vorrebbe saperlo.
La storia recente e la cronaca internazionale di questi giorni stanno a dimostrare come i Popoli si sono risvegliati dal torpore portato dagli Stati Nazionali nel XIX secolo, e come la questione dell’autodeterminazione dei Popoli sia tornata all’ordine del giorno. Una seria e lucida analisi ci fa capire che il diritto al libero arbitrio di ogni Popolo e l’avere confini stabili e sicuri è la via che appianerà i conflitti tra le varie etnie e nazioni. Gli esempi più recenti (Balcani, Afghanistan, Irak, e vari stati Africani) sono lì a dimostrare come la mania di voler creare a tutti i costi Stati che non hanno omogeneità di storia, cultura e tradizioni porta inevitabilmente ad attriti che se non sanati scoppiano. L’escalation scoppiata con la caduta del muro di Berlino, come ogni giorno possiamo leggere nei giornali, sta avendo un effetto domino in tutto il mondo e l’onda d’urto prima o poi colpirà anche il Veneto e con esso tutti gli altri Popoli e Stati della penisola Italiana.
L’identità di un Popolo o di una Nazione con 1100 anni di storia, come lo è la Veneta Serenissima Repubblica e i sui Popoli, è come una pianta: anche se viene tagliata le radici che rimangono sono così forti, profonde e difficili da estirpare, che se tolte causano una frana di proporzioni inimmaginabili.
Il diritto alla libertà non viene cancellato con un colpo di spugna come vuole farci credere lo Stato occupante Italiano, il 21 ottobre (anniversario del referendum farsa) deve essere il giorno in cui i veneti iniziano a riappropriarsi della propria identità di Nazione storica d’Europa.
L’Italia è uno Stato fantoccio che sta crollando sotto l’immenso peso delle sue contradizioni, tutti i Popoli della Penisola non devono rimanere a guardare ma devono far crollare questa "Nazione" che ha portato solo tragedie e lutti di proporzioni inimmaginabili, e che ci spinge sempre di più sull’orlo del baratro.
L’ultimo dei più beceri colonialismi, lo straccioimperialismo italiano, deve terminare e i Veneti come tutti gli altri Popoli sotto il giogo italiano devono ritornare padroni del Proprio destino. La rinascita della Veneta Serenissima Repubblica è scritta nel destino della nostra terra, più passa il tempo è più le contraddizioni in seno allo Stato Italiano diverranno aspre.
Il diritto all’autodeterminazione e alla resistenza è l’ossigeno dei Popoli, lo Stato italiano con le sue scellerate scelte (politica economica, politica estera, giustizia, alleanze, scelte in campo morale, ecc.) sta mettendo a rischio la sicurezza del Popolo Veneto e ciò non potrà che aggravare la posizione dell’Italia di fronte al consesso internazionale.
Per questo noi del Veneto Serenissimo Governo abbiamo indetto una raccolta di firme per rifare il Referendum che aggregò il Veneto all’Italia, avente questo testo: "Noi, Popolo Veneto, chiediamo che il referendum del 21 ottobre 1866, avente come oggetto l’unione o meno del Veneto all’Italia, venga rifatto, in quanto il medesimo non si è svolto secondo gli accordi internazionali bensì in violazione anche delle più elementari regole democratiche. Inoltre, chiediamo che, sotto la supervisione dell’ONU, i Rappresentanti di Francia, Austria, Italia e del Veneto Serenissimo Governo istituiscano un tavolo di trattative per stabilire le modalità e le regole d’indizione del nuovo referendum."
Il rifacimento del Referendum del 1866 è l’ultima possibilità che il Veneto dà all’Italia per sanare quella violazione del diritto internazionale che ormai da 140 anni si perpetua.

 

Demetrio Serraglia
Ufficio Storico
del Veneto Serenissimo Governo

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