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Il tema di storia per gli esami di maturità 2009

“Nel 2011 si celebreranno i 150 anni dell’unità d’Italia. La storia dello Stato nazionale italiano si caratterizza per la successione di tre tipi di regime: liberale monarchico, fascista e democratico repubblicano.
Il candidato si soffermi sulle fasi di passaggio dal regime liberale monarchico a quello fascista e dal regime fascista a quello democratico repubblicano. Evidenzi, inoltre, le caratteristiche fondamentali dei tre tipi di regime.”


È opportuno riflettere su questa traccia di tema di storia che l’occupante italiano propone agli studenti, diciamo che ad un osservatore, anche non attento, emerge un termine chiave: “regime”.
Quando si parla di Stato italiano e della sua evoluzione storica dalla sua costituzione fino ad oggigiorno il termine regime non può che essere visto nella sua eccezione negativa, nell’eccezione oppressiva di controllo e di indirizzo coatto del Popolo.
La successione dei tre regimi non presenta cesure, un filo rosso lega l’esperienza unitaria italiana, o per meglio dire l’espansione del Regno di Sardegna al resto della penisola.
L’Italia si è formata, così come la conosciamo oggi con una serie di guerre d’aggressione (le tre guerre d’“indipendenza”, le guerre coloniali, la prima e seconda guerra mondiale, e altre guerre minori di cui l’Italia è stata partecipe), lo stato italiano in queste guerre si è macchiato dei crimini più brutali (campi di concentramento e sterminio, uso dei gas, violenze indiscriminate sulle popolazioni civili, brutalità di ogni genere, ecc.), l’Italia è divenuta così come la conosciamo ora in spregio anche al minimo rispetto delle popolazioni che sosteneva di rappresentare (i regimi che si sono susseguiti hanno usato le popolazioni come merce di scambio per ottenere benefici economici e materiali, sia nei movimenti di emigrazione che hanno caratterizzato il 1800 e 1900 che nei movimenti di immigrazione che caratterizzano il periodo attuale).
La storia unitaria come la raccontano gli storici di regime è un falso; la storia unitaria italiana costruita con l’accorrere di migliaia di volontari da ogni parte della penisola è una pia illusione di qualche accademico; i militari che muoiono pronunciando “viva l’Italia” è una menzogna degli uffici storici dell’esercito/dell’aeronautica/della marina. I fatti e i documenti dimostrano che nelle guerre risorgimentali le maggior parti delle popolazioni della penisola combatterono contro l’unità e contro i Savoia per difendersi dai soprusi e delle violenze:
–         Cosa ci dicono gli intellettuali italiani del “sacco di Genova” in cui i bersaglieri si macchiarono di orrendi crimini che nulla hanno ad invidiare alle SS?
–         Lo stesso Verga ci insegna cosa fece l’occupante italiano a Bronte in Sicilia.
–         Ci spieghino gli storici italiani come venivano trattati i patrioti duosiciliani nel lager di Fenestrelle;
–         Ci illuminino gli intellettuali ascari del regime sul come mai nel 1866 durante la cosiddetta terza guerra d’indipendenza in Veneto non ci furono diserzioni, e anzi perché i marinai istro-veneti al grido di “Viva San Marco” affondarono la nave ammiraglia italiana?
–         Perché durante la prima guerra mondiale i carabinieri sparavo alla schiena dei fanti e degli alpini per evitare che questi si ritirassero? Non c’era forse uno spirito patriottico che spingeva tutto l’esercito?
–         Come mai non furono mai consegnati alle autorità internazionali i criminali italiani della seconda guerra mondiale? Perchè non c’è stata una Norimberga italiana? Nonostante si sia andata a propugnare la nomea di “Italiani brava gente”.
–         Perché il regime italiano ha permesso l’occupazione di terre cosiddette italiane da parte della canaglia nazista?
–         Perché il regime italiano ha permesso che la propria popolazione di religione ebraica fosse perseguitata, e anzi si è reso complice di questo crimine?
Questi sono dei brevi cenni per dare l’idea che le caratteristiche dei tre regimi sono similari, anzi sono l’evoluzione uno dell’altro, o per meglio dire sono la degenerazione l’uno dell’altro. Ora la situazione è più subdola e sotterranea, ma le ripercussioni dei crimini commessi dal regime italiano le subiamo tuttora: ricordiamoci che, ad esempio, il plebiscito che portò il Veneto ad essere occupato dall’Italia fu fatto in violazione del diritto internazionale, e il diritto internazionale non cade in prescrizione. Quindi paradossalmente il Veneto, come anche le altre terre della penisola, si trovano in uno stato di illegale occupazione, nel XXI secolo i popoli della penisola italiana si trovano ad essere una delle ultime colonie del globo. L’Italia non è solo un’espressione geografica come sosteneva il Principe Metternich, ma è un anacronismo della storia, un agglomerato territoriale che non ha ragione di esistere.
Quindi, sempre se l’Italia arriverà al 2011, si troverà ad essere uno Stato che va a festeggiare non la propria unità, ma l’espansione del Regno di Sardegna, l’Italia e le sue istituzioni andranno a festeggiare un secolo e mezzo di crimini e di violazioni del diritto internazionale….. che bella soddisfazione.
Probabilmente con questa traccia di tema lo Stato occupante cerca di fare l’ennesimo lavaggio di cervello al proprio popolo, ma la forza travolgente della storia farà emergere la verità e sotterrerà nella cloaca ogni menzogna.
Perché il regime italiano, durante tutta la sua esistenza, ha sempre temuto il popolo? Perché il regime italiano rifiuta di mettersi ad un tavolo di trattative con le forze patriottiche della penisola? Perché il regime italiano rifiuta di applicare il diritto di autodeterminazione dei popoli? Queste domande rimangono sempre senza risposta, e questo silenzio sarà sempre più assordante: ormai il regime è nudo ed è il solo ad non accorgersi delle proprie nudità. Non sarà una traccia di tema di storia ad intossicare le menti dei Popoli della penisola.
Longarone, 26 giugno ’09

Per il Veneto Serenissimo Governo
Il Responsabile del Dipartimento Scolastico
Mario Bonamigo

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