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Veneti della Diaspora:"Siamo indignati del fatto che il Presidente Napolitano venga a Varese"

Amiche ed amici Veneti della diaspora non festeggia i 150 anni dei crimini italiane, ignorate la venuta del presidente Napolitano a Varese ed esponete alle vostre finestre il gonfalone della millenaria Veneta Serenissima Repubblica

http://www.varese7press.it/?p=25023

http://www.ecodelverbano.it/index.php/articoli-lettere-e-opinioni/98-veneti-della-diaspora-qdisertiamo-la-venuta-di-napolitano-a-vareseq
 

Varese, 3 febbraio 2011- Leggo con particolare tristezza che Giorgio Napolitano sarà a Varese per festeggiare i 150 anni dalla cosiddetta unità d’italia. Come Veneto della diaspora, domiciliato qui a Varese, sono particolarmente indignato di come si possa concepire di festeggiare  l’unità dello Stato occupante italiano, unità che ha causato lutti e drammi, senza dimenticare un’emigrazione di portata biblica di milioni di Veneti. Zona di emigrazione per i Veneti fu anche la Lombardia e la Provincia di Varese, basta scorrere i cognomi dell’elenco telefonico per imbattersi in decine di origine sicuramente Veneta.
Prima di festeggiare questo Stato è bene ricordarsi che l’Italia come oggi la conosciamo si è formata, con una serie di guerre d’aggressione (le tre guerre d’indipendenza, le guerre coloniali, la prima e seconda guerra mondiale, e altre guerre minori di cui l’Italia è stata partecipe), lo Stato italiano in queste guerre si è macchiato dei crimini più brutali (campi di concentramento e sterminio, uso dei gas, violenze indiscriminate sulle popolazioni civili, brutalità di ogni genere, ecc.), l’italia ha agito sempre in spregio anche al minimo rispetto delle popolazioni che sosteneva di rappresentare (i regimi che si sono susseguiti hanno usato le popolazioni come merce di scambio per ottenere benefici economici e materiali, sia nei movimenti di emigrazione che hanno caratterizzato il 1800 e 1900 che nei movimenti di immigrazione che caratterizzano il periodo attuale).
La storia unitaria come la raccontano i politici italiani di vario rango e gli storici di regime è un falso; la storia unitaria italiana costruita con l’accorrere di migliaia di volontari da ogni parte della penisola è una pia illusione di qualche accademico; i militari che muoiono pronunciando "viva l’Italia" è una menzogna degli uffici storici degli Stati maggiori. I fatti e i documenti dimostrano che nelle guerre risorgimentali le maggior parti delle popolazioni della penisola combatterono contro l’unità e contro i Savoia per difendersi dai soprusi e delle violenze. Cosa ci dicono gli intellettuali italiani del "sacco di Genova" in cui i bersaglieri si macchiarono di orrendi crimini che nulla hanno ad invidiare alle SS? Lo stesso Verga ci insegna cosa fece l’occupante italiano a Bronte in Sicilia. Ci spieghino gli storici italiani come venivano trattati i patrioti duosiciliani nel lager di Fenestrelle; ci illuminino gli intellettuali ascari del regime sul come mai nel 1866 durante la cosiddetta terza guerra d’indipendenza in Veneto non ci furono diserzioni, e anzi perché i marinai istro-veneti al grido di "Viva San Marco" affondarono la nave ammiraglia italiana? E come mai, invece, ci furono diserzioni nelle file dell’esercito italiano? Perché durante la prima guerra mondiale i carabinieri sparavano alla schiena dei fanti e degli alpini per evitare che questi si ritirassero? Non c’era forse uno spirito patriottico che spingeva tutto l’esercito? Come mai non furono mai consegnati alle autorità internazionali i criminali italiani della seconda guerra mondiale? Perchè non c’è stata una Norimberga italiana? Nonostante ciò oggi sentiamo da ogni dove propugnare la nomea di "Italiani brava gente". Perché il regime italiano ha permesso l’occupazione di terre cosiddette italiane da parte della canaglia nazista? Perché il regime italiano ha permesso che la propria popolazione di religione ebraica fosse perseguitata, e anzi si è reso complice di questo crimine? Perché l’Italia ha permesso che avvenisse il tremendo crimine del Vajont?
Si è stanchi di sentire, ormai quotidianamente una serie di fesserie sull’unità d’italia, tutti a strapparsi le vesti per difendere il tricolore e l’italianità. Non è sufficiente nascondere i fatti ma farli cancellare dalla memoria collettiva.
Inoltre è bene che ogni donna e uomo Veneto, sia residente che della diaspora, sappia che il Veneto è stato illegalmente occupato dall’italia nel 1866: a conclusione della guerra d’aggressione italiana, in cui è bene ricordare che l’Italia inanellò una serie di sconfitte militari senza precedenti, il Popolo Veneto si trova di fronte ad un’occupazione italiana imposta con una truffa plebiscitaria il cui risultato è 641.758 sì – 69 no – 273 nulli; i soli 69 voti contrari all’Italia dimostrano in tutta la sua essenza la truffa.  L’italia allora come oggi viola il diritto internazionale ed il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto (Armistizio di Cormons, Convenzione per le Venezie, Pace di Vienna) e da inizio al saccheggio delle terre venete, una depredazione che continua tutt’oggi con una gestione delle nostre terre come fossero delle colonie.
Quindi il mio appello è quello di diffidare dalla storia ufficiale italiana, una storia ricca di omissis e di volute imprecisioni, andando a ricercare quella che è la realtà dei fatti con quella giusta curiosità che ha fatto del Popolo Veneto in tutta la sua storia un Popolo pronto a scoprire e ricercare il nuovo ed il nascosto come elemento di crescita e sviluppo.
Amiche ed amici Veneti della diaspora non festeggia i 150 anni dei crimini italiane, ignorate la venuta del presidente Napolitano a Varese ed esponete alle vostre finestre il gonfalone della millenaria Veneta Serenissima Repubblica.
Demetrio Serraglia
Responsabile del Dipartimento per

i rapporti con i Veneti della Diaspora

Del Veneto Serenissimo Governo

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