Comunicati Rassegna Stampa

Ipotesi di dialogo in Libia

 
…Molti avrebbero dovuto notare, come scrive nel suo sito Demetrio Serraglia, che esiste uno strano traffico d’armi che in partenza dall’Iran arriva a Bengasi mentre un rivolo va verso il Libano….

11.04.2011, 15:39
 
Dalla Libia arrivano notizie confortanti. Sembrerebbe che la missione dell’Unione Africana abbia registrato un primo successo. Dopo l’accordo al dialogo di Gheddafi adesso la palla passa a Bengasi verso cui e’ partito il presidente del Sud Africa.
Il piano accettato prevede l’immediato cessate il fuoco, l’afflusso di aiuti umanitari alle zone toccate dal conflitto e l’avvio del dialogo fra i diversi gruppi sociali e tribali.
In questo contesto la sospensione delle incursioni aeree atlantiche potrebbe favorire  questo processo
Sui possibili sboccchi della crisi  si sofferma Aleksei Podzerob, ex ambasciatore della Russia in Libia:
"Dal mio punto di vista Gheddafi fara’ tutto il possibile per realizzare questa iniziativa che fra l’altro corrisponde alla politica fin qui seguita. Gia’’ in passato egli aveva lanciato l’idea di un negoziato, respinto pero’ dagli insorti".
Adesso e’ piu’ probabile che essa venga accolta.
In Libia la situazione attraversa una fase di stallo. Nonostante le incursioni aeree della Nato gli insorti si trovano sulla difensiva e arretrano dinanzi alle truppe lealiste.
Adesso la palla passa all’Occidente. Difficile dire quale sara’ la sua reazione. Comunque e’ evidente che si apre uno spiraglio di soluzione politica.
Intanto diventa sempre piu’ evidente che, defilatesi gli Stati Uniti per chiari propositi elettorali, l’Europa e’ incapace di esercitare un ruolo decisivo. A dispetto delle dichiarazioni propagandistiche della prima ora il potenziale bellico di Gheddafi e’ stato appena intaccato. I contatti diplomatici con l’opposizione creano imbarazzo e sconcerto.    Nessuno sa veramente chi siano questi insorti e quale guerra stia combattendo in Libia l’Occidente. E intanto si chiudono gli occhi  sul fatto che Al Qaaeda e’ veramente presente in Libia.
Molti avrebbero dovuto notare, come scrive nel suo sito Demetrio Serraglia, che esiste uno strano traffico d’armi che in partenza dall’Iran arriva a Bengasi mentre un rivolo va verso il Libano.
Al di la’ delle eccentricita’ care al cosiddetto “Serenissimo governo del veneto” sarebbe opportuno concentrarsi sui fatti e cioe’ sulla presenza o meno fra i capi della rivolta libica di due terroristi di Al Qaaeda.
In questo bisognerebbe tener presente il rischio di una somalizzazione della Libia a qualche decina di miglia dalle coste italiane.

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