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NUOVO PIANO ECONOMICO (piano Guardiola)

NUOVO PIANO ECONOMICO  

(piano Guardiola)    

 

Pubblichiamo il lavoro del responsabile economico del Veneto Serenissimo Governo, Valerio Serraglia: Nuovo Piano Economico per la rinascita della Veneta Serenissima Repubblica

PREAMBOLO POLITICO

Il Veneto Serenissimo Governo,nel constatare la lungimiranza delle proprie indicazioni e delle proprie analisi degli ultimi 30 anni ritiene indispensabile puntualizzare, aggiornare e arricchire il piano economico, elaborato nel 2005, che dava dei suggerimenti sul futuro sviluppo della nostra patria.

FALLIMENTO DELLA GLOBALIZZAZIONE

E’ evidente che in questi 12 anni molte cose si sono trasformate, si è da prima imposto la globalizzazione come unica strada percorribile nell’interesse (di tutti), siano essi le classi dominanti sia le grandi masse subalterne, il richiamo è stato: “tutti insieme nell’interesse comune”. In realtà il divario tra sempre più ristrette cerchie di multimiliardari e le masse è aumentato vertiginosamente. Da qualche anno tutto questo è stato messo in discussione proprio dall’aumento di tale forbice e le masse si sono ribellate; questo da un punto di vista economico.

STUDIO CONSAPEVOLEZZA CAMBIAMENTO LOTTA

A fronte di tali sconvolgimenti non controllabili da parte del vecchio sistema,si stanno profilando delle rivoluzioni epocali che porteranno a nuovi assetti geopolitici.Sta a noi predisporre la nostra patria ad affrontare tali cambiamenti,che fanno tremare i polsi.Non possiamo commettere gli errori del passato;la neutralità non è pagante.Il Veneto ne ha tragica esperienza storica;il mondo procede sempre attraverso processi dinamici con conseguenti riassetti economici altrettanto dinamici.Questo documento vuole creare i presupposti per un dibattito e una consapevolezza;sta ad ogni patriota assumersi responsabilità individuali e collettive,abbandonando il soggettivismo,che non può portare altro che alla subalternità.

DAL MONDO UNIPOLARE AL MONDO MULTIPOLARE

Da un punto di vista politico il tentativo di costruire un mondo monopolare (con la caduta del muro di Berlino) si è infranto contro lo sviluppo economico ineguale. Due sono gli elementi per cui non può esserci pianificazione globale, questi sono il valore aggiunto dato dalle proprietà tecnologiche e dal costo della manodopera. Possiamo anche aggiungerne un terzo: sviluppo demografico.

Tutto ciò non può né essere controllato né pianificato. Tant’è che nel 2017 vediamo che nuovi assetti geopolitici stanno prendendo forma (nuova Via della seta della Cina, nuovo sviluppo

 

manifatturiero della Federazione Russa, riordino complessivo economico-politico-militare della        presidenza Trump, inserimento prepotente nel settore informatico dell’India).

NOSTRI COMPITI IN QUESTO MONDO MULTIPOLARE

E’ evidente che in questa situazione si sia aperto un nuovo sviluppo diplomatico, alla ricerca di diverse alleanze, per fronteggiare una inedita era politica, economica, militare. Gli USA partono in palese svantaggio: sono isolati e devono necessariamente trovare nuove strade e nuove alleanze. Tale processo sarà difficilissimo, in quanto le macerie lasciate dall’ultimo periodo Bush e dai mandati di Obama ostacoleranno il percorso.

COSTRUIRE NUOVI RAPPORTI TRA PAESI GRANDI; MEDI; PICCOLI

Mentre Russia, Cina, India hanno già costruito degli strumenti con cui confrontarsi, programmare e finanziare una nuova politica economica (BRICS ), il proliferare di forum, di conferenze e di nuovi accordi, soprattutto da parte sia della Russia (SPIEF) e sia della Cina, ha un significato importante, in quanto si cerca di capire le necessità dei paesi coinvolti in questi progetti, nel tentativo non di

imporre le loro necessità, ma di rendere compatibili e possibilmente integrarli ai paesi coinvolti. E’  ormai chiaro, anche ai più scettici, che qualsiasi intervento che si limiti a depauperare le risorse dei paesi terzi non può che sfociare in ribellioni, disordini e instabilità.

QUALI ESPERIENZE

La Federazione Russa ha un’esperienza in questo campo, sia ai tempi dell’URSS sia come Federazione Russa; il multilateralismo religioso e le sue etnie costringono le autorità centrali a un continuo confronto, alla ricerca di soluzioni che siano in grado di mantenere una collaborazione e una coesistenza, e di sviluppare rapporti positivi. Sembra che il Presidente Wladimir Putin e il governo russo abbiano intrapreso una giusta strada: non russificare la Federazione Russa, ma rispettare la storia, cultura, tradizioni e religioni di tutte le etnie del suo immenso territorio.

Proprio partendo da queste considerazioni noi ci aspettiamo degli approcci positivi dai nuovi assetti geopolitici .

FINE DELL’EUROPA

In questa prospettiva chi, non solo rimane ai margini, ma non è presa in considerazione, è l’attuale Unione Europea. Le nostre considerazioni devono partire da questo assunto. Nei nostri incontri politici, diplomatici, economici abbiamo approfondito un nuovo quadro, e un riassetto della vecchia Europa.

 

NUOVA JALTA PER PORRE FINE ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Nei futuri incontri, tra il Presidente Wladimir Putin e il Presidente Donald Trump questi saranno gli argomenti in discussione.

Il Veneto Serenissimo Governo ha posto all’ordine del giorno, con energia, delle soluzioni che già si trovano nelle conferenze interalleate scaturite durante la 2° Guerra mondiale, ma mai attuate, in virtù del cambio di presidenza avvenuta negli USA alla morte del Presidente Roosevelt e alla salita

 

del vice Truman, che ha rovesciato il tavolo e non ha rispettato nessuna delle decisioni prese impostando la “ Dottrina Truman “.

Febbraio 1943 Conferenza di Casablanca;

Agosto 1943 Prima Conferenza di Quebec;

Ottobre 1943 Conferenza di Mosca;

Novembre 1943 Conferenza de Il Cairo;

Dicembre 1943 Conferenza di Teheran;

Settembre 1944 Seconda Conferenza di Quebec (Piano Morgentau);

Febbraio 1945 Conferenza di Yalta;

Quindi si può affermare, senza tema di smentita, che la 2° Guerra mondiale non si è conclusa con un trattato di pace, ma con un complesso armistizio.

Non è sbagliato, alla luce di tali considerazioni, dire che quanto affermato da Hitler si è verificato nei fatti: cioè l’alleanza degli USA e della Gran Bretagna con la Germania, non più con il Terzo Reich, ma con la Repubblica Federale Tedesca, e in prospettiva affidando alla Germania, possibilmente unificata, la guida dell’Europa.

Questo è il nostro preambolo politico; spetta ai popoli europei  presentare un piano economico,partendo dalle nostre storie,culture e tradizioni, che  permetta loro di gestire le  risorse mantenendo il diritto all’autodeterminazione.

SENTIERO PER LA RINASCITA DEL VENETO

Quando si va ad impostare un piano economico per un paese bisogna avere chiari i quadri geopolitici internazionali, perché è la politica ad influenzare e gestire l’economia: ed è per questa ragione che il Veneto Serenissimo Governo ha inteso proporre il Nuovo Piano Economico, partendo da un mutato scenario politico planetario, illustrato nella prima parte di questo documento.

PIANO CIRCOLARE

Crediamo che le richieste di chiarimento del perché abbiamo convenzionalmente chiamato il nostro piano economico “piano Guardiola” trovi la risposta del Veneto Serenissimo Governo nel dare uno sviluppo alla rinascente Veneta Serenissima Repubblica, in un sistema circolare, e abbia come fine

 

 

che quanto prodotto dal popolo ritorni al popolo stesso,in varia natura.Inoltre esiste un aspetto geografico-economico, che parte dalla nostra collocazione all’interno del Mare Mediterraneo; e anche questo è un elemento che va illustrato.

POSIZIONE GEOGRAFICA

Noi affermiamo che la nostra storia, cultura e tradizioni hanno al loro interno tutti gli elementi per trovare una strada economicamente praticabile, con tutte le sue varianti materialistico-dialettiche. La Veneta Serenissima Repubblica aveva nel commercio un elemento primario del suo sistema economico, in virtù della sua posizione geografica, poiché il Mar Mediterraneo era il centro del sistema dei trasporti marittimi, e il Golfo di Venezia ne era il naturale sbocco per l’interazione europea con il resto del mondo conosciuto a quell’epoca.

La caduta di tale funzione è stata causata dallo spostamento su altre rotte del traffico commerciale.

A fronte della crisi della globalizzazione unipolare, il Mar Mediterraneo riassume un ruolo importante, anche senza raggiungere i valori precolombiani.

ROTTERDAM DEL SUD

E’ del tutto evidente, alla luce degli ultimi decenni, che il traffico commerciale deve trovare un giusto e integrato equilibrio tra vie marittime e ferroviarie: nessun porto può essere strategico senza un adeguato e sicuro sbocco ferroviario. Ne è un esempio eclatante il porto del Pireo, il quale da decenni non riesce a realizzare uno sbocco ferroviario praticabile e sicuro al suo originario disegno strategico.

Il ricorso di vie alternative ai trasporti marittimi, via della seta ferrata Cina-Russia-Rotterdam può essere complementare e non alternativa alle vie marittime, e comunque è costosissima e non raggiunge l’obiettivo di coprire il Mar Mediterraneo e i suoi paesi rivieraschi, nonché l’Europa centromeridionale.

 

EUROPA DI CENTRO: TRENI COMMERCIALI- PASSEGGERI AD ALTA VELOCITA’

In questo contesto il nostro obiettivo strategico è costruire ex novo una” Rotterdam del sud”, nel nord Adriatico, aprendo un rapporto di collaborazione con tutti i popoli e le nazioni dell’Europa di centro; dando uno sbocco commerciale a questo progetto costruendo un grande porto e ovviamente avere un supporto, per un trasporto ferroviario veloce, in grado di collegare Venezia- Trieste- Lubiana- Budapest- Bratislava- Vienna- Praga- Monaco di Baviera- Zurigo- Milano- Verona- Venezia, integrato da una linea diretta Monaco-Vienna-Venezia.

SITI STOCCAGGIO ENERGIA

L’elevato consumo di materia energetica nel 3° millennio ci costringe a predisporre adeguati siti per stoccare tali prodotti di varia natura, provenienti dai paesi produttori, via Mediterraneo e Adriatico, successivamente smistarli nel resto dei paesi della Mitteleuropa, i quali dovrebbero garantirne la sicurezza nella distribuzione, attraverso la costituzione di appositi reparti militari composti dai paesi interessati.

NAZIONI MEDIO PICCOLE

Tutto questo riguarda parte degli aspetti di politica economica e dei rapporti con popoli e nazioni contermini, partendo da un esame scientifico dell’attuale stato dell’economia globale. E’ evidente che, come precedentemente asserito, nessuna nazione o popolo di dimensioni medio-piccole, appartenenti al 1° e al 2° mondo, è in grado di reggere un’economia manifatturiera di grandi dimensioni, sia per il valore aggiunto determinato dai costi della forza lavoro sia per il livello socioeconomico fin qui raggiunti.

DEINDUSTRIALIZZARE

Quindi bisogna rapidamente deindustrializzare tutto il territorio veneto, con il compito di recuperarlo, ristabilizzando un rapporto eco-compatibile tra natura-esseri viventi-economia, bloccando e invertendo il depauperamento, determinato da oltre 2 secoli di colonizzazione politica, economica e culturale. Questo ha comportato un’assimilazione della cosiddetta classe dirigente veneta che si è piegata agli interessi complessivi dell’occupante di turno, specialmente al centralismo economico di Roma, ricavandone qualche piccolo interesse; questo per chiarire che non basta essere veneti per essere bravi e buoni: anche nel Veneto esistono non pochi monsignor Tiso.

 

LE NOSTRE OPPORTUNITA’

 

1)      Ogni comunità deve produrre ciò che gli è più consono. Quello che le grandi potenze economiche non potranno mai riprodurre è il Veneto stesso con tutte le sue immense risorse

 

paesaggistiche e storiche: Venezia, Verona, Padova, Vicenza, Cortina, l’Altopiano di Asiago, il Lago di Garda, le Terme, le Spiagge, le Dolomiti, …

2) Arrivare attraverso un piano complessivo e con svolte graduali a sviluppare produzioni di qualità, nell’artigianato e nell’agroalimentare di eccellenza. Le vendite dei prodotti della Veneta Serenissima Repubblica si faranno solo sul territorio della Repubblica con certificazione del marchio Veneto a prescindere dal valore. Questi e altri rapporti economici con i Paesi esteri non possono essere in funzione della richiesta ma in funzione delle necessità economiche e sociali della Veneta Serenissima Repubblica.

3) Riconversione totale dell’economia e bonifica del territorio.

4) Costruire un’economia legata al movimento turistico di qualità e a un sistema sanitario proiettato alla cura e riabilitazione degli ammalati di tutto il mondo.

5) Realizzare un sistema di produzione integrato dell’agro-alimentare con il sanitario, avendo nel made in Veneto gli unici prodotti commerciali garantiti di qualità, quali arma vincente .

6) Sviluppo avanzato della ricerca scientifica legata al territorio, alle sue dinamiche economiche e al servizio del nostro popolo e della sua economia.

FUORI DALL’EURO

È evidente che il sistema economico monetario UE-Euro non è in grado di soddisfare le necessità di ogni singolo Stato; in quanto qualsiasi persona, anche ignorante di economia, si rende conto che ad uno sviluppo ineguale corrisponde un sistema economico e monetario necessariamente flessibile. La lira è entrata nell’euro abbondantemente sovrastimata. Nessuna nazione per quanto grande o per quanto piccola può sopravvivere al distorto concetto di globalizzazione e a un suo essere presente nei flussi economici del terzo millennio.

METROPOLITANA DI SUPERFICIE “ORSA MAGGIORE”

Un’altra questione decisiva riguarda la viabilità interna, che noi chiamiamo “Orsa maggiore”; occorre costruire una metropolitana di superficie che congiunga le seguenti città: Venezia-Treviso-Conegliano Veneto-Montebelluna-Bassano del Grappa-Schio-Thiene-Vicenza-Verona-Padova-Venezia, con una integrazione Verona-Rovigo-Padova a sud ovest e a nord Conegliano-Belluno-Calalzo di Cadore-Cortina.

Ridurre al minimo l’utilizzo del gommato.

Mettere a disposizione gratuita la mobilità ciclo-elettrica, collegata alle stazioni metropolitane; i taxi non devono essere a combustione interna.

SVILUPPO ENERGIA ECOCOMPATIBILE

Sviluppo della ricerca energetica alternativa, e comunque evitare grossi complessi produttivi di energia; quest’ultima deve essere diffusa nel territorio coinvolgendo la popolazione nel suo insieme, e nella rapida prospettiva, di rendere autosufficienti le comunità locali.

DIFESA E SVILUPPO ECONOMICO

Nel quadro del Nuovo piano economico non può essere ignorato l’aspetto della difesa militare e socio civile della nostra patria, sia per gli aspetti economici sia per la necessità di ricostruire un rapporto di amore tra la costituente armata che deve essere vista come elemento di familiarità e difesa del territorio e del suo popolo.

Il disastro commesso dall’occupante italiano in questi 150 anni è evidente, quindi nostro compito è quello di azzerare tutto e ripartire dalla nostra storia, cultura e tradizioni anche da un punto di vista militare.

1) Costituire una armata di 3 reggimenti (da mar, de terra e celeste) di pronto intervento, di leva volontaria di ambo i sessi, 30 mesi, più l’istituzione di un quarto reggimento (Gran Guardia) con compiti di sicurezza e difesa strategica a disposizione del governo per interventi mirati.

2) Leva obbligatoria per ambo i sessi, di 6 mesi, (milizia territoriale) con addestramento in loco, con richiami periodici ogni 2 anni, da impiegare per aggiornamento e per interventi di stabilizzazione del territorio; mobilitabile in qualsiasi momento in caso di necessità.

3) Abolizione della Protezione Civile, affidandone tutte le competenze alla milizia territoriale, con il supporto dei battaglioni di pronto intervento.

CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA VENETA

La cittadinanza veneta può essere concessa a chi ama e conosce la nostra patria, non certamente con un atto formale; quindi i richiedenti dovranno dimostrare nei fatti i loro sentimenti. La strada da percorrere sarà: servire per 60 mesi nei reggimenti di pronto intervento dell’armata, che avrà il compito di educarli alla nostra storia, cultura, tradizioni e lingua. Per quanto riguarda le unioni con cittadino/cittadina veneto/veneta: stessa procedura, ma di soli 30 mesi nelle milizie territoriali (con compiti adeguati alle proprie capacità psicofisiche); alla fine di tali periodi verrà emesso un giudizio insindacabile.

CONCLUSIONI

Questo è un ulteriore contributo che fa seguito al documento “Pace e autodeterminazione dei popoli” settembre 2015. Esso dovrebbe aprire un dibattito, al fine di salvaguardare i diritti dei popoli all’autodeterminazione e alle loro scelte economiche, attraverso un riappropriarsi delle storie, culture e tradizioni; ci auguriamo che esso sia foriero di rapporti positivi, amichevoli e di collaborazione tra tutti i popoli europei e quelli del Mediterraneo.

Il Veneto Serenissimo Governo presenterà questo suo documento programmatico in tutti gli incontri ai prossimi forum internazionali, alle Cancellerie e ai movimenti che ci sono affini.

Longarone, 25 febbraio 2017

per il Veneto Serenissimo Governo

il responsabile economico

Valerio Serraglia

 

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