Geopolitica: Italia-Jugoslavia a confronto

Studio di Demetrio Serraglia sulla geopolitica dell’ex Jugoslavia

Ogni movimento di liberazione non può limitarsi a guardare esclusivamente alla propria politica interna ma deve rapportarsi con gli insegnamenti che la storia e la politica estera gli danno. Per noi Veneti è necessaria un’analisi delle dinamiche che portarono nel recente passato i popoli della Mitteleuropa a riacquistare il proprio libero arbitrio.
Nell’analizzare la storia jugoslava e le innegabili contraddizioni di quell’area molti esperti fanno coincidere e confondono le rivendicazioni di autodeterminazione, sancite da vari trattati internazionali, con le idee personali dei vari leaders nazionalisti:  bisogna distinguere le affermazioni di principio con la loro applicazione pratica e quindi con la loro interpretazione. Giusto è il principio dell’autodeterminazione, sbagliata e la sua interpretazione a fini nazionalistici. Molti si ergono a giudici della liceità di queste rivendicazioni, non sta a noi valutare se uno Stato abbia avuto interessi a proclamarsi indipendente, ma è giusto che nell’applicare il proprio diritto all’autodeterminazione sia mantenuto il medesimo diritto anche per le eventuali minoranze al proprio interno.
Nella Jugoslavia è bene ricordare che non sono state le repubbliche a causare i conflitti, ma il central-colonialismo Belgradese che voleva mantenere il proprio potere burocratico parassitario sull’intera federazione.
Nella sua storia la Jugoslavia ha sempre avuto difficoltà a confrontarsi con le questioni nazionali e religiose al proprio interno, difatti è composta da diversi popoli (principalmente Sloveno, Croato, Ungherese, Serbo, Macedone, Albanese, Montenegrino), e da diverse religioni (Cattolica, Ortodossa, Islamica). Tale varietà di composizione ha creato problemi di convivenza ed è stata la causa delle diverse istanze e rivendicazioni territoriali al suo interno. Nel dopoguerra, per ovviare a questi problemi, si è cercato di trovare delle soluzioni a livello costituzionale; l’artefice principale di questi tentativi è lo sloveno Edvard Kardelj, uno dei collaboratori più stretti di Tito. Tutte le costituzioni che si susseguirono nei 40 anni della Repubblica Jugoslava erano fondate sui principi cardine del diritto all’autodeterminazione e alla secessione, e grazie a questi due diritti inalienabili di tutti i popoli le Repubbliche costituenti la Federazione Jugoslava riuscirono a conquistare la loro indipendenza.
L’Italia, nonostante affermi di battersi per la libertà dei popoli e di essere uno Stato democratico, continua a reprimere i popoli che durante il XIX secolo ha unito forzatamente negando ogni diritto all’autodecisione. È bene ricordare che ciò che è successo in Jugoslavia nel recente passato è successo in Italia nel corso del 1800, e che il ruolo dei carnefici era interpretato dagli antenati dell’odierna repubblica italiana: il Regno di Sardegna. Vanno sempre ricordati i campi di concentramento e le deportazioni fatte in ogni parte d’Italia da parte dei sabaudi all’unico fine di allargare il loro staterello.
A questo punto della mia analisi è difficile affermare chi sia meglio tra Italia e la vituperata Jugoslavia.
Molti non sanno che sul finire della seconda guerra mondiale si discusse se le regioni del nord est italiano dovessero essere incorporate dalla Jugoslavia, non so quanto avremmo sofferto ma so che ora saremo indipendenti. Pensate che io abbia dimenticato le foibe? No! Non ho dimenticato le foibe ma tantomeno non dimentico le continue violenze che vengono fatte da parte dell’occupante italiano nei confronti  del Popolo Veneto. Violenze di ogni tipo: contro chi lotta per l’autodeterminazione della Veneta Nazione; contro la cultura Veneta (lingua, tradizioni, usi e costumi). Quello che sta perpetrando lo Stato Italiano nei confronti del Veneto è un etnocidio culturale che nulla ha a da invidiare a quanto hanno fatto i regimi più reazionari e antidemocratici. Non bisogna scordare che da quando il Veneto è stato occupato dall’Italia ben 9 milioni di Veneti sono stati costretti a lasciare la loro terra natale per evitare la sicura morte per stenti: questa è la nostra diaspora!
Non pretendiamo che l’Italia conceda al Veneto le stesse libertà che la costituzione Jugoslava ha concesso alla Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Macedonia, ci auguriamo che la comunità internazionale non rimanga sorda alle istanze di autodeterminazione del Veneto Serenissimo Governo quale rappresentante del Popolo Veneto e unico erede della Veneta Serenissima Repubblica.

Demetrio Serraglia
Componente del Veneto Serenissimo Governo