Separatismo opzione naturale

Studio di Maria Fasolo

 

 

In quest’epoca di crescente meccanizzazione e di rapporti impersonali sembra andare di moda il seducente suffisso "uni-" di derivazione latina. Ovunque, dai negozi di abbigliamento ai saloni di bellezza si trova l’etichetta onnipresente "unisex" come se l’omogeneizzazione dei sessi fosse qualcosa da desiderare.
Le chiese cristiane, divise da sempre su fondamentali ideologie teologiche adesso manifestano una tendenza forte verso l’unificazione. Altre tendenze che cercano di raggiungere l’unità spirituale ed etnica si manifestano nella forma del "panislamismo-panarabismo" ecc…
Sul piano politico-economico i giornali sono pronti a lodare i progetti per un sistema monetario unificato, per un Europa unita: un denaro un popolo ecc… ma benché questi notevoli sforzi di consolidamento e unità possono sembrare lodevoli a prima vista, dentro tutto ciò esiste una minaccia occulta alla dignità e all’individualità dell’uomo .
Questo fatto è stato pienamente capito da molte nazioni e gruppi etnici almeno all’inizio del secolo XIX , quando il "diritto divino" a perpetrare l’espansionismo coloniale comincia ad essere seriamente messo in dubbio quando i popoli oppressi del mondo cominciano ad affermare il loro "Diritto naturale" a essere liberi e indipendenti.
Le lotte di liberazione, che si sono susseguite durante tutto il XIX secolo, si sono molto accentuate nel secolo successivo, culminando nella dissoluzione di una parte considerevole degli imperi, e nel glorioso raggiungimento della libertà per molti popoli oppressi.
Purtroppo, con il crescente potere di due mostruose superpotenze nella prima parte del XX secolo, USA-URSS, l’espansionismo territoriale-economico assume un allarmante dimensione neocolonialista, neo-imperialista: un nuovo tipo di infiltrazione ideologica cinica e insidiosa, fortificata da una seria dominazione economica.
Questa è una forma di penetrazione internazionale che è durata fino ad oggi e questo grazie anche ad alcuni antichi poteri Europei, oggi ridotti alla mediocrità, che hanno potuto mantenere alcuni dei loro "territori" illecitamente annessi (…).
L’italia, questo puzzle malfatto, nato soltanto nel secolo scorso lotta contro corrente per mantenere nella sua sfera politica nazioni di origine etnica molto diversa e senza affinità culturali, come i Veneti, i Sardi, i popoli nordici del Sud Tirolo. ecc…
Nel nome di un unità prepotente e soffocante il desiderio di sommergere l’individualità etnica dentro il concetto monolitico dello stato indivisibile alcune nazioni oggi deliberatamente chiudono gli occhi alla palese diversità culturale sociale politica dentro le loro frontiere artificialmente create.
L’unità oggi è classificata come la più alta delle virtù. Nonostante ciò, è evidente che la sua vera tendenza non è verso l’unità politica -territoriale, bensì verso l’affermazione etnica e verso il separatismo. Uno dopo l’altro i vasti imperi moderni si sono disintegrati; i componenti individuali ritornano alla loro condizione naturale preimperiali di nazioni sovrane. Cosi, le repubbliche obbligate ad aderire all’URSS sono di nuovo libere e indipendenti; le antiche colonie Inglesi, adesso fanno le proprie leggi e prendono le loro decisioni; l’Asia, l’America latina, l’Africa non sono più obbligate ad inchinarsi davanti agli egoistici padroni stranieri.
Nessuno dibatte la giustezza della causa di queste lotte per l’indipendenza, nemmeno il diritto di quei popoli al separatismo. Ciò nonostante ci sono altre nazioni storiche, alcune molto antiche, che ancora portano le catene di un’oppressione mascherata.
Uno dei popoli che ha contribuito alla formazione della civiltà Europea e alla diffusione degli ideali di libertà, giustizia e armonia sociale, quello Veneto, è ancora costretto a subire i capricci di uno stato invasore e centralista che non vuole accettare il rifiorire di uno spirito di autodeterminazione.
I veri frutti del separatismo non sono lutti e miserie, ma il benessere sociale la prosperità e nuove speranze per il futuro.
L’uomo torna alla sua condizione naturale primordiale di abitante di una comunità nella quale lui ha avuto una partecipazione nella formazione dei diritti politici e giuridici senza obblighi imposti da altri individui atti a sottometterlo a metodi di vita uguali per tutti .
Il concetto fondamentale è questo "come tutti i popoli possiedono il diritto a unirsi ad un altro stato per il beneficio di entrambi, possono anche separarsi eventualmente da quello stato, quando vedono che i loro propri interessi fondamentali, benessere o cultura sono minacciati."
                                                                       

Maria  Fasolo