Tibet: si avvicinano le olimpiadi e Pechino prosegue la repressione

…Dietro le ipocrite dichiarazioni di tal Qin Yizhi, dirigente locale del partito comunista, secondo cui il passaggio della fiaccola "ha infiammato ulteriormente lo spirito patriottico del popolo", vi è la realtà quotidiana del Tibet, oggetto di annichilimento culturale e persecuzione dei propri patrioti…


Free Tibet now!

La tedofora Yin Xiangmei ha dunque fatto sfilare la fiaccola olimpica attraverso le strade di Lhasa, capitale del Tibet. Lo show è durato solamente un giorno, a fronte dei tre programmati in origine, ma è stato sufficiente perché il regime dispotico cinese mostrasse ancora una volta il suo volto.
Dietro le ipocrite dichiarazioni di tal Qin Yizhi, dirigente locale del partito comunista, secondo cui il passaggio della fiaccola "ha infiammato ulteriormente lo spirito patriottico del popolo", vi è la realtà quotidiana del Tibet, oggetto di annichilimento culturale e persecuzione dei propri patrioti.
La stessa organizzazione dell’evento prevedeva solo un modesto numero di persone, ovviamente filocinesi, accreditate ai lati del percorso; per il resto tibetani costretti in casa, negozi obbligatoriamente chiusi e città "off limits" per giornalisti e corrispondenti stranieri.
Nel frattempo i tibetani incarcerati per la rivolta dello scorso marzo, nella totale indifferenza di cancellerie e pacifisti vari, continuano a patire nelle carceri cinesi. Per chi è ancora libero, se mai lo si può essere in un paese senza contatti con il resto del mondo, proseguono maltrattamenti e violazioni dei diritti umani fondamentali.
Frattanto, avvicinandosi la data di apertura dei giochi olimpici, sembra doveroso ricordare a tutti gli uomini liberi che il silenzio e l’omertà nei confronti dei misfatti di Pechino in Tibet significano appoggio a tale regime liberticida nonché alla sua scellerata politica.
In considerazione dei recenti sviluppi, il Veneto Serenissimo Governo, in qualità di erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica invita i Veneti atleti a boicottare i prossimi giochi olimpici e a dimettersi da ogni federazione affiliata al comitato olimpico italiano che non ha ancora preso posizione sui fatti tibetani.

Free Tibet now!

Venezia, 23 giugno `08

Il responsabile Dip. Gioventù e Sport
Andrea Bonesso