L’italia con i propri rappresentanti deve rendere conto dei propri crimini alla Corte Penale Internazionale

Topolsica, Slovenia, dove il 9 maggio 1945 le forze nazifasciste dell’Europa sudorientale si arresero alle forze armate iugoslave

L’italia con i propri rappresentanti ha una responsabilità oggettiva per i crimini commessi durante il secondo conflitto mondiale.

In questi giorni si fa un gran parlare delle foibe, affermando che anche l’italia ha avuto il suo genocidio e che quindi non ha da chiedere scusa a nessuno ma che ha anch’essa da piangere il proprio olocausto, il tutto in un grande processo di omologazione in cui vengono cancellate le colpe e le responsabilità. Occorre ricordare che l’italia fascista fu complice ed artefice della Shoah, e che decise di emulare il proprio alleato germanico attuando la propria soluzione finale per gli abitanti di Slovenia e Dalmazia. Crediamo quindi sia necessario chiarire che, il dramma delle foibe, deve essere contestualizzato ed inquadrato nei crimini di guerra perpetrati da parte dell’esercito italiano nei Balcani, e questo non significa giustificarlo ma leggere i fatti nella giusta prospettiva storica.

Alla fine del secondo conflitto mondiale l’italia non consegnò alle autorità Jugoslave nessun criminale di guerra, ma neppure condannò essa stessa i criminali di guerra del proprio esercito o delle proprie amministrazioni di occupazione.

Oggi, nel 2019, dobbiamo perfino ascoltare gli attuali rappresentanti dello Stato italiano fare proclami nazionalisti e revanscisti rispetto ai territori di Istria e Dalmazia, che furono occupati dall’Italia per un ventennio. Ricordiamo ai politicanti italiani che le terre di Istria e Dalmazia non c’entrano nulla con l’italia ma che furono parte della millenaria Repubblica Serenissima, e che è quindi un insulto alla libertà dei Popoli affiancare l’italia alla millenaria Veneta Serenissima Repubblica.

L’italia a tutt’oggi deve ancora pagare per i crimini commessi durante tutte le guerre di aggressione che ha intrapreso dalla sua “nascita”, ma questa è una prassi che deve finire.

Personaggi italiani che ricoprono le più alte cariche europee hanno appoggiato la repressione al Popolo Catalano durante il referendum del 2017 e oggi nel 2019 inneggiano all’italianità di terre in cui l’italia ha commesso crimini contro l’umanità. Noi Veneti affermiamo con forza che con l’italia non c’entriamo nulla e che ne subiamo ancora l’occupazione nonostante nell’ottobre del 2017 attraverso un referendum abbiamo rivendicato la nostra autodeterminazione.

Chiediamo alla comunità internazionale, vista l’impunità riservata ai criminali di guerra italiani, che vengano riconsiderati gli accordi del secondo conflitto mondiale riguardo la penisola italiana e l’italia stessa venga disgregata come proposto alla Conferenza di Theran del dicembre 1943.

Venezia, Longarone 12 febbraio 2019

per il Veneto Serenissimo Governo

il Ministro degli Esteri

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia