Dalla Resistenza Veneta alla Resilienza Veneta

“La resilienza è l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.” Chi più del Popolo Veneto ha fatto suo questo concetto nella vita di ogni giorno? Da sempre noi Veneti non ci siamo fermati di fronte alle avversità ma siamo andati sempre avanti, e questo anche nella nostra rivendicazione di libertà, di governarci da soli, di ritornare ad essere nazione tra le nazioni, popolo libero tra i popoli del consesso internazionale. Proprio per questo anelito di libertà, dalla fine degli anni settanta del secolo scorso, noi Veneti ci siamo mossi sia culturalmente che politicamente per contrastare l’occupazione italiana, e con essa il costante etnocidio culturale da parte italiana dall’occupazione del 1866 fino ad oggi.

Nell’ottobre del 2017 noi popolo veneto come un sol corpo ci siamo mossi e democraticamente, attraverso un referendum, abbiamo affermato di essere qualcun’altro, qualcos’altro rispetto all’Italia e agli italiani: né meglio, né peggio, altro. Con il referendum sull’autonomia la resistenza veneta è finita, si è evoluta, si è andati oltre. I numeri dicono chiaramente che la maggioranza dei Veneti ha deciso di rivendicare a sé la propria autonomia, il sentimento che rivendica l’autodeterminazione è chiaro, e nessuno potrà fermare questa onda, e il consesso internazionale non potrà far altro che ratificare le istanze di libertà che provengono dal nostro Popolo. Ciò nonostante, chi si era assunto il compito a livello istituzionale di farsi carico del risultato del voto, ha dimostrato nei fatti di non essere Veneto ma italiano. Ricordiamo all’interlocutore italiano che noi Veneti stiamo vigilando e non ci accontenteremo delle promesse italiane.

Come Veneto Serenissimo Governo abbiamo sempre affermato che saranno i Veneti a decidere il grado di autonomia che desiderano. Per rivendicare e praticare il libero arbitrio è necessario iniziare a praticare la propria libertà nel quotidiano, nei paesi e nei comuni dove si vive.

La terra veneta è la nostra ricchezza, il nostro retaggio e il nostro futuro, solo riacquistando la piena consapevole proprietà delle terre in cui viviamo possiamo aspirare compiutamente a rivendicare la nostra autodeterminazione. Dobbiamo quindi uscire totalmente fuori dal sistema economico e politico italiano e riappropriarci della nostra terra. L’italia sta cadendo in un buco nero economico, non possiamo fidarci del sistema finanziario italiano che ha depredato la nostra economia, ultimo caso la vicenda delle banche venete. Proclamiamo prima di tutto le nostre proprietà “Liberi Territori Veneti”, perché la terra Veneta è la nostra ricchezza e dobbiamo gestirla noi Veneti. E nel contempo dobbiamo riappropriarci della gestione dei nostri comuni, costituendo liste per le prossime consultazioni che rivendicando la vittoria referendaria dell’ottobre 2017 proclamino i nostri comuni Liberi Territori Veneti quale primo embrione della futura Veneta Serenissima Repubblica.

Con questo passaggio il tempo della resistenza politica per i Veneti è finito e si passerà al nuovo capitolo: la Resilienza Veneta.

Come Veneto Serenissimo Governo mettiamo a disposizione a tutte le liste che lo vorranno il Piano Economico per la Rinascita della Veneta Serenissima Repubblica (piano Guardiola) quale piattaforma comune per costruire i programmi economici delle singole comunità Venete. Inoltre saremo collettori a livello interno ed internazionale perché la rinascita Veneta sia all’insegna dell’armonia tra le persone e tra le persone e la natura.

Facciamo appello ai singoli e a tutte le organizzazioni patriottiche venete perché si muovano in tal senso, così da inaugurare presto la prima Assemblea Costituente dei Liberi Territori Veneti, guardiamo avanti, andiamo oltre, il Veneto non è, e non sarà mai un’italia in piccolo.

Venezia, Longarone 11 febbraio 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Vicepresidente Demetrio Serraglia

Veneto Serenissimo Governo