Parigi brucia!

Oggi, all’indomani del rogo di Notre Dame, c’è chi piange sulle macerie, c’è chi dice che un simbolo dell’occidente è andato in cenere, un simbolo sopravvissuto anche alla barbarie nazista. Quello che dobbiamo constatare è che l’Europa è ormai al collasso, un collasso etico e morale oltre che fisico e materiale. L’Europa ha ammainato la bandiera e tutto ciò che rappresenta. Prima ancora che i vigili del fuoco spegnessero le fiamme, e che quindi le autorità inquirenti verificassero la causa dell’incendio, le autorità francesi si sono prestate a dire che tutto poteva essere ad aver causato l’incendio tranne il terrorismo, ma d’altronde cosa possiamo aspettarci da chi ha derubricato gli attacchi terroristici ad atti di pazzia dei cosiddetti “lupi solitari”?

Il problema ormai va oltre il fatto che l’incendio sia un atto terroristico o un tragica fatalità dovuta all’imperizia di un cantiere di lavori. Tutto può essere, ma ciò che non deve passare sotto traccia è il fatto che nei siti jihadisti e nelle pagine social di questi criminali è presente tutto un susseguirsi di commenti che festeggiano il rogo. Ma non solo, appaiono selfie di musulmani sorridenti con alle spalle la cattedrale in fiamme.

Cosa dire? Ormai l’Europa è in balia del proprio relativismo culturale e del proprio buonismo. È sotto ricatto dei vari lazzaroni islamisti che per mantenere il potere minacciano attraverso le principali testate giornalistiche europee che se non saranno accontentati allora scatterà l’invasione di 800.000 terroristi. Questi criminali vengono accolti con tutti gli onori nelle varie sedi della politica internazionale, come già è successo negli anni 90 con i terroristi talebani.

La questione non è essere sovranisti a parole ma cedere a tutto campo con i fatti, non è essere nazionalisti ma poi a qualsiasi incidente evocare lo spauracchio del complotto internazionale, non è essere terzomondisti per nascondere il proprio razzismo e neoschiavismo, non è essere per la democrazia e poi invocare l’uomo forte: il dato di fatto è che è giunto il momento di assumersi direttamente le proprie responsabilità, ed agire nella consapevolezza che la salvezza e la sopravvivenza arriva solo da noi. È giunto il momento di divenire patrioti, ovvero persone che attraverso il libero arbitrio decidano di rimboccarsi le maniche per lavorare per ottenere una società diversa con una base etica. L’Europa che conosciamo oggi ha perso, ha abdicato alle proprie radici storiche e culturali, pensando che avere la pace significasse non lottare più per nulla. La pace è un processo di crescita e non di negazione, se lo vogliono i popoli europei possono rimpossessarsi del proprio futuro agendo con una prospettiva che li permetta di raggiungere la felicità, ma questa è possibile soltanto sapendo quale è il nostro passato e traendo lezioni positive da esso. Se i popoli europei continueranno a giocare al rimpiattino e cederanno alla paura di avere un passato, anche doloroso, allora saranno destinati a soccombere a chi li vuole occupare e rendere schiavi utilizzando le loro stesse paure e la loro stessa democrazia.

Longarone-Venezia, 16 aprile 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo