Contro la truffa tricolore

La gestione dell’emergenza Covid-19 ci pone, ancora una volta, di fronte all’incapacità dello stato occupante italiano, alla miseria umana del suo culturame e dei suoi prezzolati ascari. I crimini italiani sono stati nascosti, se non addirittura giustificati, dietro la glorificazione del tricolore, innumerevoli volte. In queste settimane di forzata reclusione lo stato occupante italiano non ha agito per la salvaguardia della salute e del benessere delle popolazioni che inopportunamente ritiene di rappresentare, ma ha messo le basi per instaurare una serie di misure che con la scusa dell’emergenza tendono a diventare definitive e a limitare la libertà e a controllare a 360° la vita delle persone. Abbiamo imparato che in italia nulla è più definitivo di quello che viene sbandierato come provvisorio. Oggi si limita la libertà di movimento anche dopo la fase acuta dell’emergenza, domani cosa vorranno farci subire? Temiamo che, scenari visti nei più inquietanti film di fantascienza, divengano realtà.

Tornando al tricolore è chiaro che per chi governa l’italia, e per i suoi organi di propaganda, le crisi sono linfa vitale per mistificare la storia e fare del becero nazionalismo straccione. Nonostante quello che tende a propinarci la cosiddetta storia patria della penisola, la realtà e ben altra, i Veneti, durante le guerre risorgimentali non hanno mai voluto l’italia: sia nel 1848 con le Repubblica Veneta di Manin che nel 1866 con la truffa plebiscitaria savoiarda. Dobbiamo ricordare e sottolineare agli smemorati ascari del regime italiano che nel 1866, a Lissa per i Veneti, il tricolore fu bottino di guerra, infatti la marineria Veneta affondò l’ammiraglia italiana al grido di “Viva San Marco”.

Siamo in prossimità del 25 aprile, giorno importantissimo per i Veneti: una festa patria che ricorda l’amore per la propria terra e la volontà di essere nazione indipendente e non più soggiogata da qualsivoglia occupante. Una festa che non deve essere l’occasione per estemporanee manifestazioni anarco-individualiste che mettono a repentaglio la salute del Popolo Veneto. Queste considerazioni non hanno il significato di rigettare la vittoria sul nazifascismo, piuttosto ricollocarla nelle date corrette: Venezia fu liberata tra il 28 e 29 aprile 1945. Ma soprattutto vogliamo ricordare che la vittoria sul nazifascismo fu per noi Veneti, una vittoria parziale perché non ci liberò dall’occupazione italiana, purtroppo a distanza di 75 anni constatiamo che la sovranità veneta è ancora da venire.

Questa del Covid-19 è sì un’epidemia ma anche una guerra portata avanti contro i Veneti da parte dell’occupante italiano, e ciò indipendentemente dall’età, dal genere, dal ceto. L’italia si è resa complice della pandemia cinese, l’italia di Conte e Di Maio ha preso il posto dell’Albania come quinta colonna del potere cinese in europa. Questa che stiamo subendo sulla nostra pelle è una guerra combattuta con armi non convenzionali per far mantenere l’egemonia mondiale alla Cina. Non stiamo dando voce ad un ipotetico complotto, stiamo analizzando i fatti attraverso il materialismo storico e l’analisi scientifica della società.

Noi Veneti abbiamo una via d’uscita, ovvero proclamare l’indipendenza del Veneto e lasciare l’italia con i suoi alleati cinesi nella pattumiera della storia.

Venezia-Longarone, 23 aprile 2020

per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia