Le multe per violazioni alla reclusione Covid hanno pagato il riscatto ai terroristi islamici

Ci risiamo, l’italia ripercorre le vecchie mai sopite abitudini di sostenere il terrorismo, una parentesi tra le limitazioni Covid-19 del governo italiano finalizzate ad inondare la penisola di spazzatura dei loro amici cinesi.

Ieri, 09/05/2020, è stata liberata una delle varie cosiddette cooperanti, ovvero neocolonialiste spinte dalla sindrome di Stoccolma che odiano la propria cultura e anelano al mito del buon selvaggio. Più che di liberazione ci troviamo di fronte all’ennesimo pagamento di riscatto… un pagamento che sostanzialmente è un finanziamento palese al terrorismo, un incitamento ai criminali islamici a rapire ancora gli italiani perché questi sono un bancomat sicuro da cui prelevare. Ma questa è solo un’evoluzione del lodo moro che ha visto l’italia, ormai da decenni, barattare la propria complicità con il terrorismo per non subirne attentati in perfetta coerenza con l’etica nazionaltricolore

Viene il dubbio che le, spesso assurde, sanzioni per la violazione delle norme di “reclusione” Covid-19 siano servite per pagare il riscatto di questa cooperante. Altra cosa scandalosa è che al momento della liberazione, quando dovrebbe essere in mani sicure, questa signora si rifiuta di mettere gli abiti occidentali, perché convertita all’islam: quindi oltre al danno la beffa o per meglio dire la conferma del motivo per cui queste persone vanno nelle enclave islamiche.

Ma dal punto di vista più immediato, della vita quotidiana di tutti noi, il vero insulto sta nel fatto che si decide di pagare riscatti a dei terroristi per liberare delle avventuriere, ma si decide di ignorare le richieste di cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, di finanziamenti per le partite IVA e per le imprese. Se queste signore avessero veramente voglia di aiutare il prossimo allora perché non decidono di lavorare per il disagio che purtroppo è molto diffuso sulla penisola italiana? La loro in realtà è un rifiuto della nostra società e dei valori su cui essa si basa, un’ammirazione per culture maschiliste che vogliono la donna sottomessa, un’elevazione del mito del buon selvaggio a cui sottomettersi. È più semplice fare le colonialiste del XXI secolo che tentare di lavorare in patria perché il mondo migliori. Queste si fanno rapire per finanziare le organizzazioni del terrore, e poi rientrano a casa per fare le quinte colonne della nuova fede che hanno abbracciato.

È giunto il tempo di scovare chi si nasconde dietro le organizzazioni che sponsorizzano le cooperanti, e se queste vogliono andarsene dalle terre che le ha viste nascere e crescere nessuno le trattiene, ma sia ben chiaro che nessuno riscatto deve essere pagato per finte liberazioni.

Venezia-Longarone, 10 maggio 2020

Il Ministro degli Esteri

del Veneto Serenissimo Governo

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia