Interrogazione in classe per l’assessore Elena Donazzan

Visti tutti i trascorsi di militanza nelle varie organizzazioni di destra, penso che Elena Donazzan si sia informata su quali ideologie si poggia il suo pensiero politico, e quali siano quindi i fatti storici che meritano una profonda critica. Credo si possa affermare che, l’azione politica si deve basare sulla responsabilità personale, come ben è stato sottolineato dal processo di Norimberga: particolarmente per un politico di professione. La responsabilità etica e morale delle proprie azioni ha una valenza che può e essere considerata a 360°, per questo siamo chiamati a risponderne sempre.

Come è noto per quanto riguarda il fascismo italiano non è stata fatta nessuna Norimberga, e per questo i crimini sono rimasti impuniti, anzi molti di coloro che hanno militato nelle organizzazioni fasciste, a vario livello, si sono poi riciclati nel PCI, nella classica modalità italiana in “cui tutto cambia affinché nulla cambi”.

La recente partecipazione alla trasmissione radiofonica “ La Zanzara” da parte dell’assessore Elena Donazzan, che ci ha permesso di scoprirne la vocazione canora, con un maldestro tentativo d’intonare “Faccetta nera”, mostrando peraltro di non ricordarne la gran parte del testo. Smemoratezza che contraddistingue gli italiani, rispetto alle canzoni nazional-tricolori: pochi infatti conoscono tutte le strofe dell’inno di mameli (invitiamo i lettori a cercarle per poter apprezzare a pieno l’assurdità dell’inno nazionale italiano).

Come Patriota Veneto mi è d’obbligo porre l’attenzione su alcuni fatti, probabilmente, volutamente omessi dalla cinguettante esponente politica.

Cosa ne pensa Donazzan dei gas usati dagli italiani nella guerra di Etiopia?

E dei campi di concentramento del duce per i civili Sloveni? Della pulizia etnica del duo Roatta e Robotti nei confronti della popolazione Slovena?

Qual’è la sua opinione in merito al volenteroso contributo dell’italia fascista alla Shaoh?

Ed infine, da italiana, qual’essa è, ma anche (ahinoi!) da assessore della regione Veneto, come giudica la cessione della provincia di Belluno, durante il secondo conflitto, da parte della Repubblica Sociale Italiana al Reich tedesco?

Questi temi sono centrali per capire il suo punto di vista. Non per negare libertà di pensiero, tutt’altro, per chiamare alla coerenza, alla responsabilità individuale. Ognuno di noi dovrebbe conoscere e quindi responsabilmente rispondere in merito alle conseguenze che i fatti della storia contemporanea della penisola hanno prodotto rispetto alla situazione attuale. Preme quindi ricordare alla nostra che, come a scuola, anche nella vita di ogni giorno, non rispondere significa dare risposta.

Alla luce poi delle considerazioni da lui stesso pubblicamente espresse, chiediamo al Presidente Luca Zaia, di valutare bene il comportamento dell’assessore, di domandare a questa che risponda alle domande qui proposte e che, in base alle risposte, o non risposte, valuti la revoca o meno alle deleghe. Crediamo infatti che, come Assessore all’istruzione sia opportuno avere una persona che diffonda messaggi di vita, non di morte, sopratutto particolarmente in considerazione del difficilissimo periodo e delle restrizioni che il Popolo Veneto sta sopportando.

Attendiamo quindi risposte, o possiamo prevedere, pur considerati i nostri numerosi impegni, di aiutare la nostra a compiere un approfondito ripasso.

Ai Veneti l’incarico di dare il voto (esattamente dome dovrebbe avvenire a scuola) sulle conoscenze storiche dell’assessore, voglia usarci la cortesia di non saltare l’interrogazione…non sarebbe un bel esempio per i nostri studenti Veneti.

Venezia-Longarone 14 gennaio 2021

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia