Il personale sanitario non è carne da cannone

Ci troviamo di fronte ad un parallelismo storico inquietante, tra ciò che è avvenuto in trincea nel primo conflitto mondiale e ciò che avviene nelle corsie delle strutture sanitarie. Inquietante, quasi fantascientifico, ma quando si parla dello Stato italiano il peggio diventa possibile e tristemente reale.

Il personale sanitario è la prima linea che combatte l’emergenza Covid-19, come in prima linea furono mandati al massacro i fanti.

Quando gli operatori sanitari chiedono aiuto e supporto, la risposta italiana è “tutti eroi o tutti morti”. L’aiuto viene da un vaccino, le cui dosi disponibili, oggi scopriamo, sono state diminuite, e chi ne patirà una grossa riduzione sarà proprio il Veneto: il solito trattamento riservato alla colonia da far morire.

Quelli che ieri erano considerati gli angeli, oggi vengono trattati ad andar bene come carne da cannone, sacrificabili sull’altare di un’epidemia di cui nessuno si assume le responsabilità, né per la sua nascita, né per la diffusione, né tanto meno per la gestione. L’attenzione dei politicanti romani è centrata solo su come dividersi i “soldi” dell’Europa, che, l’esperienza ci dice, mai arriveranno. Dall’UE, è bene ricordarlo, arrivano solo idiote norme su come rinominare padre e madre nelle carte d’identità, o regolamenti che autorizzano a mangiare insetti (come se non ci fosse bastato lo schifo pandemico arrivato dalla Cina).

L’italia è guidata da dei novelli Cadorna, generali sanguinari che non hanno rispetto per il popolo che ritengono impropriamente ed illegalmente di rappresentare. Lo Stato italiano sta utilizzando questa emergenza per ridurre i pochi spazi di autonomia previsti per le regioni, ogni scusa viene utilizzata per accentrare, per indebolire, per mortificare, per impoverire. Dobbiamo sempre ricordare che, con la scusa dell’emergenza sanitaria, gli squallidi giochi di palazzo romani celano il progetto di annullare ogni rivendicazione di autonomia.

L’occupante italiano non ha fatto memoria della propria pietosa storia, come fu travolto dai reduci tornati dalle trincee e trattati come feccia della società, oggi verrà travolto dalla rabbia e dal dolore dei lavoratori in prima linea per questa emergenza.

È chiaro che il vaccino più importante per il Veneto si chiama indipendenza.

Venezia-Longarone 17 gennaio 2021

Ufficio di Presidenza