Il governo italiano dichiara guerra al Veneto

Come era prevedibile, visto il susseguirsi di annunci e note da parte di membri del governo dello Stato occupante italiano, il presidente del consiglio italiano riceve la fiducia, scongiurando una immediata crisi di governo, affermando, tra le altre fesserie, che è necessario riformare il titolo quinto della costituzione in senso centralistico.

Colui che si definisce l’avvocato degli italiani dovrebbe ripassare un po la storia, ma anche il diritto internazionale. Alcuni punti sono alla base del diritto del popolo Veneto all’autodeterminazione, ed è bene ricordarli sempre:

  • il Veneto è stato occupato illegalmente dall’italia nel 1866;
  • il Referendum del 1866 che ratificò l’illegale occupazione del Veneto da parte dell’italia si è svolto al di fuori del diritto internazionale (Armistizio di Cormons – Convenzione per la Venezia – Pace di Vienna), ed è quindi da ritenersi nullo;
  • il Popolo Veneto, come atto di buona volontà e di pace nel 2017, intraprendendo la via referendaria per rivendicare il proprio diritto all’autodeterminazione, ha votato a stragrande maggioranza per riavere la propria autonomia, e ridefinire i propri rapporti di collaborazione con lo Stato italiano. A fronte del risultato della consultazione è ovvio che saranno solo i Veneti, conformemente alla vittoria referendaria del 2017, a decidere liberamente il grado di autonomia che desiderano.

Le dichiarazioni del presidente del consiglio italiano rispetto ai temi dell’autonomia sono di fatto un atto di guerra nei confronti del Popolo Veneto, e una violazione dei trattati internazionali che sanciscono il diritto dei Popoli ad autodeterminarsi.

A seguito dei discorsi governativi italiani sull’autonomia, il presidente Luca Zaia dimostra di essere un patriota e fa propria la linea segnata nel 1997 dal Veneto Serenissimo Governo con la liberazione di Piazza San Marco, affermando la necessità di indossare la mimetica per resistere alla sopraffazione italiana.

La violenza quotidiana italiana nei confronti dei Veneti si è accentuata e definitivamente palesata durante l’emergenza Covid-19: la direzione della sanità, e delle misure economiche conseguenti, pretesa dallo stato occupante italiano sta piegando la capacità economica delle famiglie e delle imprese venete, oltre ad aver causato migliaia di vittime. La gestione italiana del vaccino sta diventando come le sirene di Ulisse, ci porterà al definitivo naufragio: vaccini che non arrivano e con dosaggi adattati alle necessità mediatico/propagandiste, contratti con le aziende farmaceutiche segretati, delega della trattativa in ambito farmaceutico alla UE, nessuna campagna informativa per affiancare alla soluzione farmacologica uno stile di vita finalizzato al benessere e non alla reclusione domiciliare e al ricatto.

L’italia ha processato e condannato agli arresti domiciliari, alla povertà ed alla malattia, per non avere commesso alcun crimine, il Popolo Veneto, questo sta accadendo solo perché noi gli riconosciamo il potere di eseguire la condanna pur sapendo d’essere innocenti.

Quindi, oggi come durante il referendum del 2017, noi Veneti dobbiamo muoverci come un sol corpo e pretendere che quanto abbiamo votato sia rispettato. Conseguentemente ai continui soprusi perpetrati dall’occupante italiano nei confronti delle popolazioni Venete chiediamo alla comunità internazionale e agli organi preposti del diritto internazionale che venga predisposto per il Veneto un accordo internazionale che vada parzialmente a sanare lo Status giuridico internazionale del Veneto. Per questa procedura proponiamo come piattaforma gli accordi De Gasperi-Gruber (accordo di Parigi del 1946) in cui fu sancita la base per l’autonomia del Sud Tirolo e tutta la normativa conseguente ad essi.

Dobbiamo abbandonare la bagnarola italiana, abbiamo già l’acqua al collo, a nulla servirà il vaccino quando saremo annegati dai soprusi e dall’inettitudine dell’occupante.

Venezia-Longarone 23 gennaio 2021

Ufficio di Presidenza

Veneto Serenissimo Governo