La guerra del vaccino

Registriamo con estrema preoccupazione la psicosi che si sta generando attorno alla questione vaccino. Posto che non consideriamo essere la soluzione unica per uscire dall’immobilismo legato alla schizofrenica gestione del covid19, crediamo sia opportuno che venga reso disponibile alla popolazione nei tempi e nei modi necessari perché possa generare un effetto.

Preso atto che, come esplicitamente indicato dalle stesse case farmaceutiche fornitrici dei vaccini, stando a quanto dimostrato dalle loro sperimentazioni, la copertura vaccinale non è a tempo indeterminato ma viaggia da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 12: quindi se la campagna vaccinale dura più di 6 mesi va tutto ricominciato da capo. Non possiamo pensare di limitarci alla somministrazione del numero dei vaccini resi disponibili dagli accordi commerciali stipulati dall’unione europea, perché così facendo la popolazione del veneto verrebbe vaccinata in quattro anni.

Considerata l’evidenza di questi dati pubblici e noti, per quale motivo lo stato italiano, in accordo con l’unione europea, impedisce il reperimento di tutti i vaccini disponibili, compreso quello russo, portando le popolazioni, già provate dalla drammatica situazione, in un assurdo clima di guerra fredda?

Se è vero che il covid19 si è distribuito “equamente” nel mondo, per quale assurda ragione non dovremmo raccogliere la disponibilità della Federazione russa a condividere con il mondo il proprio vaccino? Non ci stanno chiedendo di rinunciare ai vaccini occidentali delle case farmaceutiche, ci stanno offrendo la possibilità di aggiungere a queste le dosi dello Sputnik.

Se l’italia considera utile, per poter tornare alla vita normale, che la popolazione abitante la penisola possa accedere al vaccino, come può considerare non etico il comportamento di chi cerca in ogni modo possibile di dotarsi del numero necessario di dosi di tutti i vaccini disponibili?

Evidentemente per l’italia è etico perseguire con determinazione la campagna del terrore che ha il solo effetto di deprimere ed indebolire i popoli della penisola, attraverso il solito comportamento italiano atto a mettere tutti contro tutti per reprimere e controllare piuttosto che risolvere, in questo caso impedendo in ogni modo il reperimento dei vaccini necessari.

Come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, siamo consci che la via del vaccino è sperimentale, ma altresì siamo consapevoli che: o troviamo una via d’uscita o moriremo a causa delle incapacità italiana rispetto alla gestione del covid-19.

La strada vaccinale non è l’unica via d’uscita, ma anch’essa va percorsa e va strutturato un piano che metta in sicurezza la nostra terra e che offra al Popolo veneto tutte le opportunità per riprendere a vivere e lavorare in serenità e sicurezza. Ribadiamo con forza il fatto che i governanti italiani hanno delle responsabilità rispetto a quanto successo fino ad ora in ordine alla gestione dell’emergenza causata dalla comparsa del covid 19, responsibilità che vanno investigate e, se confermate, denunciate.

Rispetto a quanto qui sopra affermato riteniamo puerili gli atteggiamenti di sterile contrapposizione alla Russia, perché mentre si fa la guerra al vaccino russo, la soluzione si allontana e i vaccini già somministrati divengono inutili visto la loro carenza. Crediamo quindi indispensabile percorrere anche la strada dello Sputnik, e noi come Veneto Serenissimo Governo chiediamo alla Federazione Russa, nei suoi organi competenti, la disponibilità di avere dosi per permettere ai veneti di vaccinarsi. Se l’italia con suoi consueti sabotaggi e lungaggini bloccherà questa strada dovrà essere chiamata ad assumersene la responsabilità, rispondendo in ogni ambito legale: ciò di fatto rescinderà ogni legame tra Veneto ed Italia.

Per il Veneto l’unico ed indispensabile vaccino alle disgrazie prodotte dall’occupazione italiana si chiama Indipendenza.

Venezia-Longarone 23 febbraio 2021

Ufficio di Presidenza