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IL PLEBISCITO DEL 1866: UNA TRUFFA STORICA CHE CONTINUA OGGI. IL VENETO È ALTRO RISPETTO ALL’ITALIA.

In occasione della ricorrenza del cosiddetto plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866, il Veneto Serenissimo Governo intende denunciare con forza, ancora una volta, l’atto fondativo di una colossale farsa storica, politica e giuridica che ha sancito l’annessione illegale del Veneto allo Stato italiano, al di fuori di ogni barlume di diritto internazionale.
Quella del 1866 non fu affatto una libera espressione di voto, ma una vera e propria truffa militare e d’occupazione orchestrata per mascherare un’annessione forzata. I fatti storici che la storiografia ufficiale italiana tenta invano di insabbiare parlano chiaro, a partire dalla macroscopica truffa dei 69 voti contrari registrati in un territorio immenso popolato da quasi due milioni e mezzo di persone. Questa cifra, palesemente inventata a tavolino e matematicamente assurda, svela la natura totalmente preordinata e truccata di uno scrutinio svoltosi in un clima di totale intimidazione. Il voto era d’altronde del tutto palese e controllato, con le schede per il “No” stampate su carta di colore diverso rispetto a quelle per il “Sì” e distribuite sotto lo sguardo minaccioso delle truppe d’occupazione e dei comitati d’annessione, (mercenari traditori) azzerando ogni libertà di scelta. A monte di questa messa in scena si consumava inoltre una vergognosa cessione preventiva, poiché il Veneto era già stato scambiato e ceduto dalla Francia all’Italia prima ancora che il popolo potesse anche solo vedere un’urna elettorale.
La politica italiana, da quel momento e per i successivi centosessant’anni, è stata costellata da una linea di condotta coerente fondata sulla menzogna, sullo sfruttamento economico del nostro territorio e sul totale disprezzo della volontà dei Veneti. Lo Stato italiano non ha mai difeso o amato il territorio veneto, ma lo ha storicamente considerato e trattato come mero campo di battaglia, come tragicamente avvenuto durante il primo conflitto mondiale, una immane carneficina in cui la nostra terra è stata devastata e il nostro popolo è stato ridotto alla stregua di schiavi e merce da sacrificio per gli interessi imperialisti romani.
Accanto allo sfruttamento materiale e militare, il Veneto Serenissimo Governo erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica denuncia con fermezza l’etnocidio culturale scientificamente perpetrato dall’Italia nei confronti della storia e del popolo Veneto. Attraverso l’imposizione centralista dei programmi scolastici ministeriali e dei media di regime, lo Stato italiano ha sistematicamente oscurato, deformato e silenziato la gloriosa storia millenaria della Repubblica di Venezia. Questo piano di assimilazione forzata mira deliberatamente a sradicare la nostra lingua nazionale veneta, a cancellare la memoria delle nostre istituzioni sovrane e a indurre nelle nuove generazioni un senso di sottomissione intellettuale, negando il diritto fondamentale di conoscere le proprie radici e la propria civiltà.
Questa totale mancanza di tutela e di rispetto nei confronti dei territori e dell’identità veneta prosegue ininterrotta ancora oggi. In palese violazione dei principi di sicurezza e del diritto internazionale, lo Stato italiano dimostra l’assoluta incapacità e mancanza di volontà di difendere le terre venete, lasciandole esposte e vulnerabili di fronte alle minacce del terrorismo e ai fenomeni di invasione e sostituzione culturale di matrice islamica, che minano la sicurezza comune, le nostre tradizioni secolari e il tessuto sociale della nostra civiltà.
Questa catena ininterrotta di inganni e abbandoni ha trovato la sua conferma più recente e lampante nel tradimento del referendum consultivo per l’autonomia del 2017, svoltosi in Veneto.
In quell’occasione, milioni di Veneti si sono recati alle urne (il 98,10 % ha votato per il SI all’autodeterminazione) esprimendo un plebiscito vero, democratico e pacifico, dichiarando a maggioranza schiacciante di essere altro rispetto all’Italia e di voler gestire la propria terra, la propria cultura e la propria sicurezza in totale autonomia. La risposta dello Stato centrale è stata l’ennesima farsa, fatta di anni di rinvii, promesse vuote, tavoli tecnici infiniti e la negazione sistematica di ogni reale trasferimento di competenze, poiché l’Italia centralista non può e non vuole rinunciare al residuo fiscale e al frutto del lavoro del popolo veneto.
Il Veneto Serenissimo Governo ribadisce che il popolo veneto non ha mai rinunciato alla propria sovranità storica e che il legame imposto nel 1866 è nullo sul piano del diritto delle genti. Invitiamo tutti i Veneti a prendere coscienza di questa truffa secolare: la nostra identità, la nostra lingua, la nostra storia, la nostra sicurezza e la nostra libertà non si negoziano con chi, da sempre, usa la maschera della democrazia per perpetuare un’occupazione e una cancellazione culturale.

VIVA S. MARCO! VIVA IL VENETO LIBERO

Venezia-Longarone 21 Ottobre 2026

Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo