Risultati elezioni in Veneto 20/21 settembre 2020

I risultati di queste elezioni sono l’ovvio seguito del referendum per l’autodeterminazione dell’ottobre 2017. Il Popolo Veneto ha dato il suo verdetto: nè con Roma, nè con Milano. Siamo in grado di autodeterminarci, senza influenze esterne. L’affermazione della lista “Zaia presidente”, con le sue premesse “Prima il Veneto” e l’abissale distacco dalle altre liste ne è la dimostrazione.

D’altronde  non ci sono alternative: o perire con questo stato, seguendolo nel suo procedere verso il baratro, o trovare nuove strade e nuove soluzioni. La scelta dei veneti è frutto non solo della colonizzazione italiana, ma anche dell’incapacità dimostrata dal 2018 – elezioni politiche – e dal gruppo dirigente da esse espresse, e che pretende di guidare le sorti della penisola. Di questo gruppo hanno fatto e fanno parte tutti i partiti oggi rappresentati  sia al Senato sia alla Camera dei Deputati, più qualcuno raccattato cammin facendo, senza alcuna esclusione.

Il governo gialloverde ha fallito, in quanto non ha avuto nessun progetto, nessun piano atti a rilanciare la democrazia partecipativa, o un qualsiasi piano economico, D’altra parte  come sarebbe stato possibile altrimenti, con un ministro economico di nome Luigi Di Maio?

Si sono gettati gli euro, che non c’erano, in operazioni per riscontri elettorali, vedi  reddito di cittadinanza; bloccando tutti gli investimenti produttivi, stimolando il parassitismo, impedendo al Veneto di usufruire delle risorse da esso prodotte, di cui tutti possono giudicare i risultati.

Il governo giallorosso sta dissipando, a pioggia e senza nessuna strategia tutti gli euro che ha ricevuto in prestito dall’Europa, e che dovrà restituire fino all’ultimo centesimo, compresi quelli che loro ci dicono siano a fondo perduto, prestiti elargiti per legare mani e piedi dell’Italia al quarto Reich economico. E di impedire qualsiasi iniziativa autonoma, sia politica, sia economica, sia di nuove alleanze, ripetizione di quanto avvenuto in Grecia.

Inoltre la coppia Giuseppe Conte e Luigi Di Maio ha intrallazzato con il governo cinese, e nel febbraio 2020 forniva materiale sanitario e mascherine alla Cina, sottraendole ai nostri ospedali e alle nostre popolazioni, salvo adesso acquistare scadenti prodotti  sanitari e mascherine dall’industria cinese, lasciando nei magazzini delle nostre industrie i  più efficaci prodotti italiani. Quindi il governo giallorosso si assume la responsabilità di abbassare la soglia di sicurezza, a fronte di continui aumenti di contagi.

Guarda caso, chi c’è ministro degli esteri? Sempre lui, Luigi Di Maio; crediamo senza ombra di dubbio che passerà alla storia non solo come bibitaro al San Paolo, ma come ministro che ha messo in ginocchio l’Italia e depauperato gli italiani.

A fronte di questo quadro catastrofico noi, Popolo Veneto, dobbiamo prepararci ad un salto, non al buio ma nel futuro, mettendo in discussione tutto quanto ci ha imposto questo stato e la sua colonizzazione. Ci vuole un piano economico alternativo, legato al nostro territorio e alle nostre peculiarità storico-culturali e di tradizione, nel quadro di una nuova visione geoeconomica. Tutto ciò avrà delle concrete possibilità se sarà nelle mani del nostro popolo.

Questo potrà avvenire alla luce di quanto richiesto nell’ottobre 2017 e nel settembre 2020; Luca Zaia deve mantenere fede alle sue promesse (“Prima il Veneto “), proclamando l’indipendenza  della nostra Patria , così creando le premesse per salvare il Veneto dalla Germania, da Roma e da Milano.

Significative sono state le astensioni, le quali stanno a indicare la volontà dei veneti di imboccare un diverso percorso per raggiungere l’autodeterminazione, a fronte della totale insensibilità del governo di Roma, ovviamente non poteva essere diversamente, verso la nostra volontà d’indipendenza.

Noi veneti dobbiamo e faremo un salto di qualità, soprassedendo ai passati e presenti dissidi e troveremo un comune terreno per alleanze politiche, non per interessi settoriali o tattici, bensì elaboreremo una strategia che abbia come naturale sbocco l’indipendenza della nostra Patria.

In questo contesto facciamo appello a Luca Zaia, e alla sua coerenza, affinché metta in atto tutte le procedure per attuare un referendum con il seguente quesito: “Dichiariamo la nostra volontà di ricostituire la Veneta Serenissima Repubblica       SI   NO”.

Questo è il momento per poter giudicare coerenza, coraggio e patriottismo di tutti i veneti, Zaia compreso.

Dobbiamo dimostrare al mondo che siamo disposti a tutti i sacrifici necessari per difendere le nostre famiglie, le nostre comunità, la nostra Patria.

W LA LIBERTA’!

Venezia-Longarone 21 settembre 2020

Ufficio di Presidenza

Veneto Serenissimo Governo




A vittoria ottenuta Zaia proclami l’indizione del Referendum per l’indipendenza del Veneto

Queste elezioni regionali in Veneto non serviranno a determinare il vincitore, dato che è evidente che Zaia verrà riconfermato, ma a stabilire le dinamiche di forza in seno al consiglio regionale.

Il problema principale di Zaia è Salvini, il quale ha deciso i candidati delle liste della “Lega”. È chiaro a tutti che Salvini è impaurito anzi terrorizzato dal Popolo Veneto, infatti nelle sue visite in Veneto abbandona il tricolore e la retorica italiana in favore del Leone di San Marco con cui si avvolge ad ogni occasione. Salvini la deve smettere di pensare che noi Veneti siamo degli stupidotti. Non sappiamo cosa farcene delle sue promesse di autonomia, sappiamo altresì molto bene che la Lega al governo ha scelto di approvare il reddito di cittadinanza ed abbandonare invece la legittima richiesta di autonomia. Sappiamo benissimo che Salvini è un italiano e l’italia non considera assolutamente il diritto dei Popoli ad autodeterminarsi, come chiaramente sancito dall’articolo 5 della costituzione italiana.

Chi vuole andare a votare e fare pressione su Zaia affinché proclami l’indipendenza del Veneto deve votare la lista “Zaia Presidente” e non la Lega. Zaia dovrà essere coerente con il risultato dei seggi e quindi portare alle Nazioni Unite la causa Veneta: è così che agisce un patriota veneto!

In questa sede preferiamo sorvolare sulle miserie umane, quanti pur di tentare di recuperare una carega in consiglio regionale utilizzano il Leone di San Marco, e che, durante la fasi più drammatiche della pandemia, inneggiavano agli spriss: il misero equivalente nostrano dei vari Sala e Zingaretti.

Non parliamo, per carità di patria, della lista che ha riesumato il leone della Liga Veneta: basta scorrere i nomi delle liste per inciampare in taluni personaggi resuscitati dalle catacombe venetiste.

Qualche parola la rivolgiamo a Simonetta Rubinato, la quale giustamente si ostina a difendere la richiesta di autonomia del Veneto proponendo anche un programma elettorale interessante, ma tale giusto principio cozza con il rifarsi all’articolo 5 della costituzione italiana, il quale viola palesemente il principio del diritto internazionale che difende ed auspica l’autodeterminazione dei Popoli.

Per PD e grillini….no comment. Essi sono all’antitesi della nostra etica e del nostro pensiero, nonostante in queste elezioni regionali, come sempre in Veneto, un Leone di San Marco non se lo nega nessuna coalizione, si sa mai che qualche voto distratto si riesca a raccogliere.

Come Veneto Serenissimo Governo, quale erede e continuatore della storia, tradizioni e cultura della Veneta Serenissima Repubblica, e difensori del principio che solo il Popolo Veneto ha il diritto di decidere quale grado di autonomia desidera esercitare, chiediamo a Zaia che alla prima seduta del nuovo consiglio regionale metta un unico punto all’ordine del giorno: “Presa d’atto della non volontà italiana di aprire un serio tavolo di trattative per l’autonomia, e conseguente procedura per l’indizione di un referendum per l’indipendenza del Veneto, sotto l’egida internazionale, da svolgersi il 25 aprile 2021”.

Venezia-Longarone, 06 settembre 2020

Ufficio di Presidenza

del Veneto Serenissimo Governo




“Indipendentismo” accattone

Dopo breve penare e molti piagnistei sono state presentate liste e candidati per le elezioni regionali del 20/21 settembre.

Era ed è evidente a tutti che non ce n’era per nessuno: il presidente, Zaia, era ed è senza rivali. La lotta verteva su come accodarsi al carro (altro discorso per quanto riguarda contraddizioni all’interno della Lega, tra Salvini, Zaia, e non solo).

In questo contesto è interessante vedere il comportamento dei “cespugli” del cosiddetto venetismo; noi crediamo sia necessario un minimo di chiarezza: anche i meno avveduti e meno informati comprendono che siamo di fronte ad una accozzaglia di accattoni sottoproletari, alla ricerca di qualche ossicino che cade dal lauto banchetto altrui.

Se andate a vedere nello specifico troverete di tutto: chi era consigliere del ministro Vannino Chiti (governo Prodi), da chi era vicesindaco, meglio noto come “Toni carega”, il quale collaborava con Cacciari e Poli, e beffava i suoi amici “indipendentisti” per uno sgabellino a Palazzo Ferro Fini, dai nepotisti del nordovest veneto, che candidano e candidavano alle poltrone di Roma e del Veneto compagne, amici e affini, da chi faceva le barricate con forconi e bandiere tricolori, rilasciando dichiarazioni insultanti contro il nostro popolo; poi ci sono altri che tentano di trovare qualche buchino per partecipare alla sagra.

Non si pretende che uno non debba modificare le proprie idee o convinzioni, sarebbe contro i principi della dialettica e del materialismo storico, e si sconfinerebbe nell’idealismo e nella mefistofelica  metafisica.

Il problema è che questi “signori” sono la massima espressione della metafisica, rappresentata da un obbiettivo inamovibile, assoluto e permanente: usare l’indipendentismo e la bandiera marciana, il più alto simbolo del popolo veneto, per accaparrarsi con annessi e connessi una qualsiasi carega, più o meno remunerata dallo stato centralcolonialista, e dare un senso al loro inutile sopravvivere politico.

E’ inoltre patetico chi, non ammesso al circo, fa appello alle varie istituzioni italiane per poterne far parte.

Questi saltafossi non hanno mai avuto il coraggio di dire: “Ho creduto nelle cose sbagliate ,avevo torto”: è un adeguamento, mai una presa di coscienza.

Non si può pretendere che tali personaggi facciano una seria autocritica; per farlo dovrebbero avere una linea politica, una tattica, una strategia, un piano economico e soprattutto un’etica. Troppo difficile e complicato per chi non l’ha mai posseduta.

Discorso a parte va fatto per le liste “Zaia presidente” e “Rubinato per le autonomie”. Sicuramente un successo robusto della lista Zaia ,legata al risultato referendario del 2017 costringerebbe Zaia ad essere conseguente (visti i negativi risultati ottenuti finora): proclamare l’indipendenza, con tutte le conseguenze possibili, resistenza compresa.

La lista “Rubinato per le autonomie” ha una sua valenza riformista, date le similitudini con la Baviera e la C.S.U.

Pertanto su queste due liste il Veneto Serenissimo Governo darà un giudizio in base alla loro coerenza. Comunque non saremo pregiudizialmente nemici. Valuteremo il loro impegno per la libertà del Veneto.

Venezia-Longarone, 25 agosto 2020

Ufficio di Presidenza

Veneto Serenissimo Governo




Elezioni in Veneto 2020

Ancora una volta siamo chiamati a esprimere il nostro parere su come siamo stati amministrati.

In primo luogo dobbiamo capire se questo è un rito con lo stesso valore delle precedenti chiamate.

E’ chiaro a tutti che quanto avvenuto negli ultimi mesi (Covid 19 e stato d’emergenza) ha inciso in maniera epocale, sia sul piano economico, sia su quello sociale. Ha inoltre creato i presupposti per un nuovo assetto geopolitico a livello planetario.

Sono questi i presupposti  con cui affrontare la prossima scadenza elettorale, a settembre 2020.

Il Veneto Serenissimo Governo è profondamente convinto che queste elezioni possono far emergere nuove strade e nuove prospettive; si tratta non tanto di aprire nuove contraddizioni tra Roma e il Veneto, esse sono palesi e chiare, ma raccoglierle  e renderle funzionali al nostro Popolo.

Noi del Veneto Serenissimo Governo abbiamo indicato, nel 2017, il referendum per l’autonomia importante ai fini dell’avanzamento del processo della nostra autodeterminazione; consideriamo le elezioni del prossimo settembre un ulteriore passo in avanti.

Che fare? Il Veneto Serenissimo Governo invita non tanto a giudicare dagli “slogan” che a ogni elezione ci propinano, in maniera demagogica e propagandistica per raggranellare qualche voto, che regolarmente non mantengono se chiamati a governare. Quindi niente parole roboanti (autonomia-libertà-indipendenza-prima il Veneto…..) , ma a giudicare dai risultati ottenuti.

Necessitano programmi chiari, credibili e finalizzati agli interessi politici ed economici del Veneto.

Il Veneto Serenissimo Governo ha indicato un piano economico per la rinascita e lo sviluppo del Veneto, al cui interno si possono intravedere nuove strade di sviluppo, legate non solo agli interessi economici, ma anche alla nostra storia, cultura e tradizioni.

Questo documento da noi elaborato è a disposizione di tutti i patrioti, che come tali siano disposti a lavorare nell’interesse della nostra  terra.

Il Veneto Serenissimo Governo è ovviamente pronto a collaborare in un vasto fronte, per raggiungere questi obiettivi.

Nel contempo facciamo appello alle venete e ai veneti, e non solo, a ribellarsi e ad uscire dall’inganno economico e sociale, costruito dai detentori del potere economico, i quali ci coinvolgono nello sfruttamento della schiavitù da essi stessi importata in Europa, in quanto ci illudono che  questi “schiavi” sono importanti per il benessere di tutti: è una falsità, facilmente dimostrabile: i poteri forti si trattengono il 95% dello sfruttamento, il 5% lo lasciano agli altri. Questo è dimostrato da un fatto innegabile: più “schiavi” importano, più si allarga la forbice tra i super ricchi e i poveri. Quindi spetta a tutti noi ribellarci, appropriarci non solo delle leve del potere, ma riappropriarci anche del lavoro e del suo prodotto, creando un giusto rapporto tra lavoro e salario, non nell’interesse di pochi, ma nell’interesse di tutti.

Tutto questo presuppone una rivoluzione socioeconomica totale, la nostra parola d’ordine è: “chi non lavora non mangia” e “ognuno secondo i propri meriti “.

Venezia-Longarone,7 agosto 2020

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Vicepresidente Valerio Serraglia




Giudea e Samaria sono israeliane

E’ in atto un processo di falsificazione storica da parte dell’Italia, dell’Europa e di tutti gli antisemiti del pianeta, riguardo al  diritto storico del Popolo Ebraico di vivere nella loro patria.

Il Veneto Serenissimo Governo riconosce la legittimità dello Stato d’Israele di considerare come facente parte integrante del proprio territorio, le regioni di Giudea e Samaria. Chi afferma il contrario o non conosce la storia o volutamente appoggia i gruppi terroristici antisemiti che da sempre cercano di eliminare il Popolo Ebraico.

Non ci stupisce che il governo italiano osteggi lo Stato d’Israele in questa azione di verità storica che va a concludere la ricostituzione dello Stato d’Israele. L’Italia oltre ad essere solo un’espressione geografica è la degna erede di ciò che fece l’Impero romano nei confronti del popolo ebraico nel 70 d.C., infatti è bene ricordare che fu l’Impero romano a distruggere il tempio di Gerusalemme e a rinominare quella terra in palestina in sfregio al Popolo Ebraico.

In seguito, sempre l’impero romano, costrinse alla diaspora il Popolo Ebraico. Quindi nulla ci si poteva aspettare di diverso da coloro i quali si considerano eredi di tale impero se non la negazione delle millenarie radici ebraiche di Giudea e Samaria, le quali sono peraltro ben evidenziate anche dalle sacre scritture.

In questa occasione non possiamo che riaffermare, oltre alla legittimità di Giudea e Samaria come regioni facente pienamente parte dello Stato d’Israele, la disponibilità di aprire un ufficio diplomatico con il rango di ambasciata nella capitale dello Stato d’Israele: Gerusalemme.

Venezia-Longarone, 31 maggio 2020




Le multe per violazioni alla reclusione Covid hanno pagato il riscatto ai terroristi islamici

Ci risiamo, l’italia ripercorre le vecchie mai sopite abitudini di sostenere il terrorismo, una parentesi tra le limitazioni Covid-19 del governo italiano finalizzate ad inondare la penisola di spazzatura dei loro amici cinesi.

Ieri, 09/05/2020, è stata liberata una delle varie cosiddette cooperanti, ovvero neocolonialiste spinte dalla sindrome di Stoccolma che odiano la propria cultura e anelano al mito del buon selvaggio. Più che di liberazione ci troviamo di fronte all’ennesimo pagamento di riscatto… un pagamento che sostanzialmente è un finanziamento palese al terrorismo, un incitamento ai criminali islamici a rapire ancora gli italiani perché questi sono un bancomat sicuro da cui prelevare. Ma questa è solo un’evoluzione del lodo moro che ha visto l’italia, ormai da decenni, barattare la propria complicità con il terrorismo per non subirne attentati in perfetta coerenza con l’etica nazionaltricolore

Viene il dubbio che le, spesso assurde, sanzioni per la violazione delle norme di “reclusione” Covid-19 siano servite per pagare il riscatto di questa cooperante. Altra cosa scandalosa è che al momento della liberazione, quando dovrebbe essere in mani sicure, questa signora si rifiuta di mettere gli abiti occidentali, perché convertita all’islam: quindi oltre al danno la beffa o per meglio dire la conferma del motivo per cui queste persone vanno nelle enclave islamiche.

Ma dal punto di vista più immediato, della vita quotidiana di tutti noi, il vero insulto sta nel fatto che si decide di pagare riscatti a dei terroristi per liberare delle avventuriere, ma si decide di ignorare le richieste di cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, di finanziamenti per le partite IVA e per le imprese. Se queste signore avessero veramente voglia di aiutare il prossimo allora perché non decidono di lavorare per il disagio che purtroppo è molto diffuso sulla penisola italiana? La loro in realtà è un rifiuto della nostra società e dei valori su cui essa si basa, un’ammirazione per culture maschiliste che vogliono la donna sottomessa, un’elevazione del mito del buon selvaggio a cui sottomettersi. È più semplice fare le colonialiste del XXI secolo che tentare di lavorare in patria perché il mondo migliori. Queste si fanno rapire per finanziare le organizzazioni del terrore, e poi rientrano a casa per fare le quinte colonne della nuova fede che hanno abbracciato.

È giunto il tempo di scovare chi si nasconde dietro le organizzazioni che sponsorizzano le cooperanti, e se queste vogliono andarsene dalle terre che le ha viste nascere e crescere nessuno le trattiene, ma sia ben chiaro che nessuno riscatto deve essere pagato per finte liberazioni.

Venezia-Longarone, 10 maggio 2020

Il Ministro degli Esteri

del Veneto Serenissimo Governo

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia




9 Maggio: Anniversario della Vittoria

Al Presidente della Federazione Russa Wladimir Putin

Al governo Russo

In occasione del 9 Maggio, anniversario della memorabile vittoria sulla canaglia nazifascista a seguito della grande guerra patriottica, il Popolo Veneto e io personalmente Vi ringraziamo per l’immenso sacrificio della vostra gioventù e di tutto il vostro Popolo, e per le immani distruzioni subite, materiali e morali, (oltre 25 milioni di vittime).

Se il 22 Giugno 1941 è stato un giorno luttuoso, il 22 Giugno 1944, a seguito dell’offensiva “operazione Bagration”, è stato il giorno dell’inizio della fine della canaglia nazifascista, decisiva per la liberazione dell’Europa.

Senza il sacrificio del Popolo Russo, e le sue vittorie politico-militari, il mondo non si sarebbe liberato dai tiranni di Berlino, Roma, Tokyo.

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica aveva programmato di essere presente a Mosca il 09 maggio 2020 e partecipare alla sfilata del Reggimento degli Immortali, con i ritratti dei nostri patrioti, che hanno combattuto contro i nazifascisti. Le circostanze lo hanno impedito (Covid-19), ma è come fossimo presenti; a Mosca ci sono gli antifascisti, gli amanti della pace, della giustizia, e della libertà; a Bruxelles, al Parlamento europeo ci sono i falsificatori della storia.

Un fraterno abbraccio a Lei e a tutto il Popolo Russo, da parte mia e dal Popolo Veneto.

Venezia-Longarone, 08 maggio 2020

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni




Piazza San Marco 9 maggio 1997: ha inizio la riscossa del Popolo Veneto

Oggi come nel 1997 un patriota sa che un ordine sbagliato non si esegue.

Il 9 maggio 1997 i patrioti del Veneto Serenissimo Governo hanno dato il via al riscatto dell’orgoglio marciano liberando piazza San Marco dall’occupazione italiana e ricostituendo per alcune ore la Veneta Serenissima Repubblica. Da quel radioso 1997 sono passati diversi anni e grazie all’esempio di quei patrioti, poi chiamati Serenissimi, il Popolo Veneto non ha avuto più paura di rivendicare il proprio diritto ad autodeterminarsi. I passi verso la libertà sono stati diversi: – nel 2008 è stato proclamato il primo Libero Territorio Veneto sui monti di Longarone;

– il 22 ottobre 2017 il Popolo Veneto come un sol corpo ha solennemente votato per decidere quale grado di autonomia vuole esercitare;

– in questo 2020 durante questa emergenza Covid-19 i Veneti hanno dimostrato di essere altro rispetto al resto della penisola, di essere mossi da una determinazione impareggiabile e di aver fatto proprio il principio che un ordine sbagliato non si esegue, infatti nonostante tutti a livello interno italiano ed internazionale (OMS) fossero contro, ha deciso di affrontare la cura ed il contrasto alla pandemia con buon senso e con determinazione.

La pandemia ha dimostrato l’inconsistenza dell’italia e dei suoi governanti, ma anche la brutalità con cui vengono trattati i popoli che il governo italiano pretende di rappresentare.

È chiaro che i cialtroni del governo italiano tendono ad utilizzare questa tragedia per tentare di imporre la loro volontà di controllo. Come Veneto Serenissimo Governo ci siamo sempre appellati alle forze dell’ordine presenti sul territorio Veneto perché si comportino guidati da uno spirito di protezione e tutela della Popolazione. Abbiamo sottoscritto che ogni esercito deve essere mosso dal principio che emerse dal processo di Norimberga dopo il secondo conflitto mondiale, il quale è alla base del diritto internazionale: ordine sbagliato non si esegue.

Il diritto ad autodeterminarsi è fondamentale per la pacifica convivenza tra i Popoli, ed ora per il Popolo Veneto è divenuto anche un elemento di tutela della propria salute, vista la palese incapacità del governo italiano.

Chiediamo a tutti gli amministratori locali a vario livello che seguano l’esempio dei patrioti veneti che l’8 e 9 maggio 1997 liberarono piazza San Marco spinti esclusivamente dall’amore del Popolo Veneto, oggi è necessario seguire quella scia e denunciare l’occupazione italiana per evitare che le sciagurate politiche sanitarie italiane uccidano il Popolo Veneto e lo costringano a inutili e sadiche sofferenze. Ricordiamoci che è Veneto chi ama il Veneto, e questo amore deve essere dimostrato quotidianamente nei luoghi di lavoro e nelle cariche amministrative a cui si è stati eletti.

Noi Veneti non moriremo né di nazionalismo nazionaltricolore né per Covid-19.

Venezia-Longarone, 07 maggio 2020

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni

il Vicepresidente

Andrea Viviani

Veneto Serenissimo Governo




Da un Veneto della diaspora

Ecco il testo

Sono un Veneto della diaspora che, per ragioni di lavoro, da oltre 30 anni vive in Piemonte. Nativo di Valdagno, nella splendida provincia di Vicenza, non trascorro giorno senza sentire la nostalgia della mia terra. Ho 61 anni e, purtroppo, i miei genitori e quasi tutti i miei parenti sono mancati da tempo. Mi rimane solo una cugina che vive e a Fonte, paese che lei conoscerà benissimo. Sono sposato con una piemontese che però adora la mia amata Patria (il Veneto intendo, non l’Italia). Da due anni combatto contro il cancro ed una conseguente depressione che devo tenere sotto controllo farmacologico. Ma le assicuro che quando potevo tornare a Valdagno, riuscivo a recuperare le forze. Ero tra la mia gente, parlavo la mia lingua, respiravo il profumo della mia terra. Un altro mondo rispetto al Piemonte dove, con tutto il rispetto, la triste mentalità sabauda è ancora molto viva tra la gente. Noi siamo i figli della Serenissima, un popolo fiero, libero, generoso e, soprattutto, coraggioso. La bandiera con il Leone di San Marco è qui, in bella vista nel mio salotto e nell’intimo del mio cuore. Sono stato un leghista della prima ora, delegato al congresso di Pieve Emanuele nel lontano 1991, quello, per intenderci, che sancì la nascita della Lega Nord, ma, prima di allora, già ero iscritto alla Liga. Poi, tutto andò a ramengo…..
«Venezia, unico albergo a dì nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio de’ buoni, città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra solidi marmi fondata, ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile, e meglio che dal mare ond’è cinta, dalla prudente sapienza de’ figli suoi munita e fatta sicura.» Questa frase fu scritta da Francesco Petrarca nelle sue Epistoles nel 1364. La Repubblica di Venezia durò dal 697 al 1797, anno in cui Napoleone pose fine alla millenaria vita della nostra Serenissima. In un millennio si è forgiato il nostro essere Veneti, un popolo fiero delle proprie tradizioni, della propria lingua, della propria ricca e stupenda cultura. Solidarietà di popolo, senso civico, generosità, orgoglio per il proprio passato e spirito di indipendenza è ciò che ci ha sempre contraddistinto e sempre ci contraddistinguerà. Che il vento del Leone soffi sempre più forte! Questo è il mio auspicio da Veneto della diaspora che presto, mi auguro, potrà rientrare nella propria amata terra. Un abbraccio a tutti voi.

Lettera firmata




Rinascimento del Popolo Veneto

E’ palese che il Covid-19 ha sconvolto l’intero sistema planetario.

Non è nell’immediato scoprire l’elemento scatenante della pandemia; questo verrà analizzato a suo tempo.

Al Veneto e ai veneti devono interessare due cose:

1) E’ in corso un tentativo di ridurre al disastro economico e alla fame tutto il sistema socioeconomico su cui si regge il Veneto, quindi hanno messo in atto un attacco globale al nostro popolo, alla nostra storia, cultura e tradizioni che si distingue dal resto della penisola. Tutto questo è avvenuto a seguito del risultato del referendum dell’ottobre 2017, dove abbiamo espresso, in maniera inequivocabile, il nostro diritto all’autodeterminazione, per poter decidere il nostro futuro. Era evidente che lo stato di straccioni di Roma avrebbe reagito alla prima occasione. Questa si è presentata con la pandemia.

2) A fronte di questi avvenimenti i patrioti veneti, e noi stessi del Veneto Serenissimo Governo, dobbiamo assumere un atteggiamento conseguente.

I centralcolonialisti italiani non fanno più distinzione, nè politiche, nè economiche: sparano nel mucchio, nell’intento di provocare più danni possibili e in tal modo mettere in ginocchio la nostra patria.

Il compito dei patrioti e di tutti gli strati sociali in qualsiasi posizione si trovino, è quello di sospendere tutte le contraddizioni al nostro interno (e sono parecchie), allearsi ed essere come un sol uomo, per difendere le nostre famiglie, le nostre attività, la nostra storia, cultura e tradizioni.

Le contraddizioni resteranno, verranno risolte a indipendenza proclamata, avendo come strada maestra  due punti.

1) La base di partenza deve essere uguale per tutti,

2) A ciascuno secondo i propri meriti.

Queste sono le condizioni base per salvare la nostra patria.

Nel contempo facciamo appello a chi ha in mano le sorti finanziarie del Veneto di esaminare con attenzione la situazione socio-politica-economica della nostra terra; essi sono di fronte all’alternativa: stare con la struttura statale, quella italiana, palesemente in dissoluzione, o prestare attenzione a nuove realtà, con solide radici storiche e sociali nel passato, che hanno dimostrato di saper affrontare con determinazione e prospettive di successo gli ostacoli che ci possono sbarrare la strada.

In questo contesto complicato, ma con possibilità concrete di ottenere la nostra libertà, invitiamo tutta la nostra gente, e tutto il nord Italia, a diffidare, non tanto di Giuseppi e delle sue innate capacità parolaie, (memore del dottor Pettola e dottor Duplica di manzoniana memoria), bensì dell’orchestratore di turno dell’attacco verso la nostra terra: il ministro Francesco Boccia, comandante delle Volkssturm del sud, (il novello Francesco Maria Barracu, comandante del 3° Battaglione arabo-somalo in Etiopia).

VENETI DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA

Venezia-Longarone 03 maggio 2020

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Ministro dell’economia

Valerio Serraglia