La nostra e la loro morale

Strasburgo – Ennesimo attentato di matrice islamica; e non sarà l’ultimo.

E’ interessante capire le reazioni del mondo politico istituzionale romano, a fronte di tali reiterati crimini.

Per semplificare: parliamo di centrosinistra e centrodestra con i loro lacchè.

Il centrosinistra interviene sempre prontamente, lasciando intendere che gli autori siano dei criminali comuni, in seconda battuta che essi sono nati in Europa, e una volta appreso che essi sono dei terroristi islamici, comprendono  le loro azioni affermando che si sono radicalizzati in carcere; logica conseguenza di questo ragionamento = meglio non incarcerare nessun islamico, per impedirgli di diventare un terrorista. (Ma chi sono i cattivi maestri che li radicalizzano in carcere?).

Mentre il centrodestra afferma che bisogna impedire gli sbarchi dei clandestini; in alternativa propongono di aprire corridoi umanitari per raccogliere quantità illimitate di extracomunitari, in accordo con associazioni legate allo stato del Vaticano.

C’è da chiedersi come farà Salvini a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale: rispedire 600.000 clandestini nei loro paesi. Mi sento di dare un suggerimento (visto che Salvini spesso fa proprie le proposte del Veneto Serenissimo Governo): tutti gli aiuti umanitari e per lo sviluppo che danno ai paesi di provenienza dei clandestini dovrebbero essere condizionati alla disponibilità di riprendersi i propri concittadini.

L’Europa e il Veneto non hanno bisogno di forza lavoro di importazione (schiavi); chi ha necessità di tali lavoratori? Sia i gruppi monopolistici, sia le piccole e medie industrie, per poter ricattare i nostri lavoratori: strategia già utilizzata dopo la seconda guerra mondiale, dai vari Agnelli, Pirelli, Mattei, Olivetti..: importare il sottoproletariato del sud per ricattare i lavoratori del nord, che guardacaso avevano combattuto per salvaguardare le industrie dai banditi nazifascisti e dai loro ispiratori.

La politica di favorire l’immigrazione sia clandestina, sia regolare, è un crimine contro i popoli e i paesi di provenienza, in quanto così facendo si sottraggono le potenzialità umane per il loro sviluppo economico e le loro prospettive future.

Il principio cui si devono ispirare i popoli è uno: contare sulle proprie forze, non aspettare che qualcuno intervenga, lottare contro la teoria dell’accattonaggio, che inevitabilmente si trasformerà in criminalità (droga, rapimenti, furti, prostituzione…).

I movimenti patriottici e rivoluzionari dei popoli europei possono aiutare i popoli del “terzo mondo” continuando e approfondendo la lotta senza quartiere per liberarsi dai conducator che ci opprimono e ci sfruttano. Questo già avviene in Europa, i popoli stanno riprendendo nelle loro mani il proprio destino. Noi patrioti europei invitiamo i popoli del “terzo mondo” a lottare per cacciare le multinazionali e i lacchè locali che li sfruttano; questa è la strada che ci permetterà di avere rapporti politici, economici e soprattutto umani  tra uguali, nel reciproco e comune interesse.

Ognuno libero all’interno della propria patria, storia, cultura e tradizioni.

Viva l’unità dei popoli contro gli affamatori.

Il responsabile economico del Veneto Serenissimo Governo

                                                  Valerio Serraglia




Risposta al Signor Cazzullo

Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo

Gentilissimo Signor Cazzullo

leggendo la risposta alla precisa obiezione del signor Nerio de Carlo non posso fare a meno di sorridere della sua ingenuità. Il suo scritto infatti contiene tutti gli elementi a supporto dell’esatto contrario di quanto lei desidera asserire. Mi vien fatto quindi di chiedermi se sia voluto, nel qual caso non posso che complimentarmi con Lei per l’abilità con la quale fa credere ai superficiali di voler difendere l’italia come nazione (non come espressione geografica peninsulare rispetto alla quale credo nessuno possa dissentire) mentre in realtà ne descrive e motiva inconsistenza ed inesistenza,

Cita infatti due versi che dovrebbero descrivere l’amore per l’ancora non nata italia che rappresentano esattamente il contrario. Dante infatti nel canto 6 del Purgatorio utilizza Sordello per parlare di amor patrio e credo che la storia di questi non possa che essere testimone di quanto gli artisti fossero ben poco legati alla propria terra quanto piuttosto ad ideali, non a principi etici, proprio ideali astratti, così assenti di concretezza da vederli sospinti al soldo di vari Signori ( non solo governanti i diversi Stati presenti sulla penisola ma anche altrove). Elemento questo che contraddice completamente il sentimento d’amor patrio e sacrificio cui lei sembra anelare.

Ancora peggio Petrarca che bramava la presenza di un imperatore e disprezzava con tutta l’anima i popoli abitanti la penisola. Questi, come molti di quanti nei secoli canteranno il proprio amore per l’italia hanno come riferimento principale l’impero romano che nulla ha a che fare con l’idea di patriottismo, sarebbe infatti un insulto alla storia umana abbinare l’idea di patria con l’impero romano.

L’amor patrio, il patriottismo, diversamente da quanto credono da sempre gli intellettuali non si basa sui versi scritti da chi mai fu patriota, mai ebbe una patria, si basa piuttosto sul senso di appartenenza ad una storia, ad una terra, si basa sulla condivisone di una lingua, di una spiritualità, di una tradizione. La maggior parte dei contemporanei dei poeti da lei citati non avevano neppure la possibilità di leggerne le cantiche e sicuramente non vivevano, parlavano, si battevano seguendo un cantore. Neppure oggi la maggior parte delle persone che abitano la penisola ha nulla a che fare con questi poeti che, magari hanno anche studiato a scuola, ma che certamente non rappresentano la ragione per la quale, dopo un disastro ambientale, si rimboccano le maniche e si trovano a pulire strade, boschi, ricostruire case…

Diversi popoli abitano la penisola; alcuni, nonostante l’italia, hanno mantenuto la propria identità, lingua, tradizione, amore per la terra e per questo affermano il proprio diritto all’autodeterminazione come abbiamo fatto e facciamo noi veneti, altri purtroppo hanno perso questo legame. Ciò che certamente ci accomuna è il fatto di non poter trovare nell’odio per un nemico esterno (gli austriaci, lei suggerisce nel suo strano discorso!) la ragione per annullare le nostre specificità e divenire qualcosa che non esiste.

Mi pare che diversi tentativi siano stati fatti dal potere multiforme che possiamo chiamare italia, dal 1861 fino ad oggi, di creare un popolo dall’odio, dall’oppressione e dallo sfruttamento, con esiti devastanti come la prima guerra mondiale, il fascismo, lo sfascio attuale.

Credo sia giunta l’ora che gli intellettuali la smettano di voler convertire le persone al nulla pur di alimentare il potere.

I popoli delle penisola, il popolo veneto certamente, ma io spero anche altri popoli, sono pronti all’autodeterminazione, che piaccia o meno ai teorici del nulla la concretezza della terra sarà la risposta. La disposizione alla vita sarà la risorsa. Saremo presto indipendenti.

Ariel Shimona Edith Besozzi

Veneto Serenissimo Governo

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SCIPPO PERFETTO

Il “piano” economico del governo italiano è chiaro, sia nei suoi aspetti generali sia nei dettagli.

Chiunque lo legga, oggettivamente ne trae le ovvie conclusioni.

Primo: nessun intervento di sostegno e sviluppo è previsto per l’economia produttiva.

Secondo: il reddito di cittadinanza è base di un’idea parassitaria.

Terzo: blocco di tutte le infrastrutture, sia quelle già programmate, sia quelle indispensabili e necessarie.

Quarto: nessun piano di intervento sull’assetto idrogeologico.

Premesso che il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica lotta per l’indipendenza totale della Veneta Patria, è facile comprendere che questo governo sta accelerando il processo disgregativo, non solo dell’economia della penisola, ma anche di tutto l’assetto territoriale. E lascerà un immenso campo di macerie, non solo materiali; il nostro popolo sta pagando e pagherà un tributo di sangue non quantificabile, al momento, (vedi i morti causati dal dissesto idrogeologico e dai suicidi generati dall’oppressione fiscale). E’ in questo contesto che dobbiamo arginare la catastrofe e raggiungere l’obbiettivo dell’indipendenza totale, a partire dallo sviluppo e applicazione del piano di rinascita economica del Veneto Serenissimo Governo “piano Guardiola”.

Andando a vedere in maniera superficiale ciò che questo governo non è in grado di definire quanto pomposamente propone (più che altro si affida alla Madonna di Lourdes) per questo ho usato il termine “vedere” e non “esaminare”, poichè lo definirei un piano esoterico.

Primo punto: questo governo non prevede nessun intervento strutturale in favore dell’industria, dell’agricoltura e di tutto il settore produttivo; ciò significherà, come è stato affermato nella lettera inviata dal governo a Bruxelles, la svendita delle restanti industrie pubbliche e private, ovviamente quelle remunerative, alle multinazionali straniere agevolandole a praticare la strategia del cuculo.

Secondo punto: il reddito di cittadinanza è evidente che stimola non la ricerca di un lavoro, ma sviluppa due idee: prima idea i fannulloni aspettano l’elemosina e vivono  con i 780 euro; seconda idea: aumentare il lavoro in nero, indebolendo l’intero sistema di protezione sociale (il lavoro in nero non è soggetto a tassazione).

Ovviamente 780 euro hanno un peso diverso nel meridione, rispetto al nord, in quanto il costo della vita è diversificato. Numericamente gli aventi diritto sono sproporzionati tra il centrosud e il nord.

Il reddito di cittadinanza è il diretto erede della Cassa del Mezzogiorno.

Terzo punto: bloccare tutte le infrastrutture del nord, comunque utili al sistema produttivo e indirizzare gli investimenti al sud, senza nessun progetto. Tutti soldi che alla fine andranno a rimpinguare le tasche delle varie organizzazioni criminali che gestiscono economicamente, politicamente e militarmente tutto il centrosud.

Quarto punto: naturalmente nessun piano d’intervento idrogeologico è stato programmato; necessiterebbero, come abbiamo sempre sostenuto, 40/50 miliardi  che, oltre a fermare le costanti calamità , aprirebbero il lavoro a chi aspetta in poltrona il reddito di cittadinanza.

La nostra terra si può salvare se siamo in grado di presidiare il territorio, montano e di pianura.

I crimini commessi dal sistema industriale italiano li stiamo pagando profumatamente: hanno desertificato le nostre montagne e le nostre campagne, comprimendo attorno alle fabbriche una massa di lavoratori, sfruttandoli ai massimi livelli; recidendo tutti i legami con le loro radici storiche (costruendo dei meravigliosi campi di concentramento, vedi i villaggi di Olivetti, Marzotto, Rossi..). E’ evidente che il Veneto si può salvare partendo dal piano economico del Veneto Serenissimo Governo, “piano Guardiola”.

Uscendo dall’aspetto economico ma valutando quello politico possiamo affermare, senza tema di smentita, che l’attuale governo non solo è composto da dilettanti incapaci e totalmente ignoranti, “sono delle creature”, senza latte materno, avulsi dai processi storici.

L’alleanza di un baronetto di Avellino  con un bulletto del Giambellino porterà inevitabilmente ai disastri che abbiamo preventivato.

Sta a noi patrioti, e a tutto il popolo veneto, creare le condizioni per arginare e limitare le catastrofi.

Dobbiamo trovare punti di contatto per superare il soggettivismo veneto, nell’interesse complessivo.

Facciamo l’ennesimo appello  a Luca Zaia, perchè risponda positivamente alle aspettative, volontà e interessi del nostro popolo; segua l’esempio di Milan Kucan. Il Veneto Serenissimo Governo farà la sua parte, sia nel Veneto, sia sul piano internazionale.

Prepariamoci a rispondere  a qualsiasi evento, con la nostra volontà e tenacia e con i nostri piani. Abbiamo un passato glorioso, siamone degni ricordando che il sole sorge a est e tramonta a ovest. Il vento dell’est è più forte e rappresenta la vita, e spingerà nella pattumiera della storia tutti i nemici della nostra Patria.

                              

Venezia-Longarone, 15 novembre 2018

Il responsabile economico del Veneto Serenissimo Governo

                                                  Valerio Serraglia




Nella pioggia

Anche oggi si corre nella pioggia.
Anche oggi in Veneto è allerta rossa. In pochi giorni il territorio è stato devastato e le piogge non smettono. Dopo mesi di siccità in poche ore si sono riversate piogge massicce e la terra ha ceduto. Il Veneto è in estrema difficoltà, tutti stanno lavorando per cercare di risolvere tutto ciò che è possibile risolvere, non sento lamentele, più facile che alle domande dei giornalisti vengano date risposte concrete, asciutte, rapide. La situazione delle montagne è gravissima, unica similitudine possibile è quella con la Grande Guerra le cui tracce e la cui memoria è assai forte in Veneto.

Forte non per adesione, forte nella misura in cui qualcosa che non riconosci, che non ha senso, che non ti riguarda viene a colpire la tua terra, te, le persone intorno a te. In quel caso fu una calamità scelta da uno stato che ancora insiste ad occupare una terra che non gli appartiene, oggi la natura che si ribella al forte sfruttamento operato sempre attraverso l’applicazione delle regole dettate dal medesimo stato che appunto ancora sfrutta e cerca di sottomettere il Veneto, i Veneti.
Da un anno abito qui, da oltre dieci anni frequento questa terra, ho imparato la lingua, la tradizione, la forza, l’allegria, la fierezza di questo popolo che sento mio. Amo il Veneto, ne amo ogni specificità. So che per l’ennesima volta nulla verrà dal governo centrale, so che, per l’ennesima volta, verrà ricostruito, spero con meno cemento e più alberi, so che pochi si lamenteranno, che nessuno attenderà l’aiuto che merita da un governo che riceve ed ha ricevuto da questa terra, enormi quantità di denaro, so anche che la misura è colma e che i Veneti sono silenziosi, lavorano, si divertono ma non sono mona.
Ciò che mi auguro è che tutte le genti venete scelgano la libertà e pretendano l’indipendenza, che la prossima volta che la natura si scatenerà troverà una Nazione libera, ricca delle proprie risorse economiche e non solo, credo che ce lo meritiamo, tutti noi che abitiamo in Veneto perchè amiamo il Veneto.

La prossima volta che piove voglio correre sotto la pioggia, non nella pioggia.

Shabbat Shalom!

Ariel Shimona Edith Besozzi




Al Presidente Jair Bolsonaro

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica e io ci complimentiamo con il neo eletto Presidente della Repubblica Federale Brasiliana Jair Bolsonaro.

Questa elezione è importante e rafforza il fronte che lotta contro il terrorismo, contro il caos voluto dai poteri forti, guidati dall’affamatore dei popoli Soros.

Il Veneto Serenissimo Governo appoggia la volontà del Presidente Jair Bolsonaro di spostare l’ambasciata del suo paese da Tel Aviv a Gerusalemme e nel contempo di chiudere l’ambasciata “palestinese” a Brasilia.

Questo è un passo significativo della lotta contro l’antisemitismo.

Il Presidente Jair Bolsonaro ha le sue radici nella nostra serenissima terra (e ne siamo orgogliosi) e può contare sinceri amici nella patria dei suoi avi.

Venezia-Longarone, 30 ottobre 2018

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni




ORGOGLIO VENETO, OVVERO COSTITUIRE I LIBERI TERRITORI VENETI

Siamo ad un anno dalla vittoria referendaria del popolo Veneto in cui, come un sol corpo, i veneti affermavano di non centrare nulla con l’Italia, e di voler tornare padroni del proprio destino. Il livello di autonomia è materia esclusiva del popolo veneto, solo il popolo veneto deciderà il grado di autonomia che ritiene opportuno esercitare o delegare. Noi come Veneto Serenissimo Governo da sempre abbiamo segnato la via dell’indipendenza totale della Veneta patria e in tale direzione abbiamo sempre operato fin dalla nostra ricostituzione. Taluni partiti hanno affermato in maniera strumentale di impegnarsi e di lottare per il popolo veneto, ma dopo la vittoria referendaria hanno mutato i propri obbiettivi e con essi sono mutate le parole d’ordine, da “prima i Veneti” sono passati a “prima gli italiani”, ciò significa solo legittimare l’occupazione delle nostre terre e perpetuarne il depauperamento iniziato con l’illegale occupazione del 1866, è chiaro ormai a tutti che la responsabilità del non aver ottenuto nulla dal referendum è della lega che ora governa sia la regione veneto che lo stato occupante italiano.

È necessario che come popolo veneto continuiamo a proclamare liberi territori veneti in ogni nostra comunità, e per dare rappresentanza popolare a questi atti simbolici di autodeterminazione della nostra terra procediamo di pari passo ad organizzare dal basso la nostra autodeterminazione costituendo liste civiche e popolari che rappresentino a livello politico in ogni comunità il risultato del referendum per la nostra autodeterminazione. Queste liste si dovranno chiamare “Libero Territorio Veneto” e avranno come collettore il Veneto Serenissimo Governo che opererà a livello internazionale per rivendicare l’operatività politica del risultato del referendum, perché l’istanza di autodeterminazione non è una rivendicazione di una minoranza ma di una maggioranza.

Dobbiamo tutti essere pronti perché la prossima assemblea regionale veneta sia a tutti gli effetti un’assemblea costituente che si svincoli dall’Italia e dall’UE. Ormai è sotto gli occhi di tutti che l’occupante italiano ha ceduto ogni sovranità sia economica che legislativa all’Unione europea, che nulla è in grado di decidere senza il benestare di Bruxelles. Dobbiamo rivendicare la nostra piena sovranità di popolo, e assumerci la responsabilità del nostro futuro, dobbiamo farlo subito. Nulla di positivo è mai venuto da Roma, le nostre terre e le nostre genti lo sanno benissimo…..il centenario della grande guerra è lì a dimostrarlo, se ce ne fosse bisogno: l’Italia ha portato solo lacrime, sangue e povertà.

Dobbiamo accantonare ogni particolarismo, ogni attendismo, ogni paura e muoverci come abbiamo fatto un anno fa quando ci siamo mossi per votare e rivendicare il nostro diritto alla libertà. La libertà di popolo si rivendica anche nel piccolo-grande mondo delle nostre comunità dove viviamo: riconquistiamo le nostre città e proclamiamole liberi territori veneti. Ricostruiamo l’economia del nostro veneto uscendo dalle politiche dello spread e dei titoli di stato, riacquistiamo la nostra terra e facciamola fiorire con i nostri prodotti tipici, smettiamo di depauperarla con capannoni vuoti e con case vuote figlie della speculazione edilizia. Abbandoniamo l’economia fittizia dei titoli tossici e compriamo terra….la nostra terra veneta. L’economia dell’euro è solo l’economia delle bolle finanziarie in cui l’essere umano è solo una pedina dei mercati, il mondo è uno spazio finito e non può essere un deposito di merci di bisogni indotti e non reali, dobbiamo lavorare per star bene e per avere una vita degna di essere vissuta e non per divenire schiavi del credito al consumo.

Lo Stato italiano non riesce a controllare i propri confini che sono un colabrodo da sud a nord, se dal mare arriva un’invasione senza precedenti con l’appoggio delle organizzazioni internazionali ormai controllate dall’internazionale islamica, via terra sono gli Stati contermini che accompagnano i presunti profughi all’interno dei confini italiani. E che fa il governo? Nulla non richiama gli ambasciatori, non convoca i diplomatici di questi stati per delucidazioni in merito, non schiera l’esercito a difendere i confini….nulla di nulla….un famoso film diceva “siete solo chiacchiere e distintivo”, ecco questo sono l’Italia ed i suoi governanti. Contano poco i decreti sulla sicurezza se non si ha uno spirito patriottico per poterli attuare, ma cosa ci può essere di patriottico in uno stato inventato a tavolino dalle cancellerie europee dell’800, uno Stato che proprio a queste cancellerie continua a rispondere e ad ubbidire. Basta con questa vergogna!

Abbiamo come veneti una possibilità, non lasciamola sfuggire, come Veneto Serenissimo Governo abbiamo elaborato un piano economico per la rinascita del Veneto, un modello di economia circolare in cui l’essere umano ha la responsabilità di preservare e sviluppare il creato per un maggior benessere in cui tutte le creature sia animali che vegetali siano in armonia ed equilibrio, ma ogni progetto rimane esercizio teorico se non viene fatto proprio dalle persone che sono coinvolte. Il Veneto ha bisogno del proprio Popolo per tornare a vivere, aiutaci a ritornare ad essere Repubblica indipendente, il Veneto ha bisogno di te. Un modello economico non è solo un modello di crescita ma un modello di difesa della propria terra, in cui la discriminante per avere diritto ad abitare e vivere in veneto sarà quella di amare il popolo Veneto e la terra veneta.

Il Veneto Serenissimo Governo è uno strumento in mano al popolo per rivendicare le proprie aspirazioni di libertà: contattaci ed inizia a sgretolare l’illegale l’occupazione italiana già dalla tua comunità.

Longarone, 21 ottobre 2018

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Serraglia




Indipendenza – La strada

La gravità della situazione politica ed economica dell’Italia è di fronte a tutti, non serve soffermarsi più di tanto.

Questa è l’Italia: di Lissa, di Caporetto, dell’8 settembre, di Di Maio.

Un’Italia senza tattica, senza strategia, con poche idee confuse ma soprattutto senza un popolo, quindi uno stato fantoccio, che si è retto e si regge grazie agli interessi di potenze straniere.

Dal 1860 al 2018 la cosiddetta Italia è sempre stata lo zerbino, di volta in volta, della Gran Bretagna, della Francia, della Germania guglielmina, della Germania hitleriana, degli Usa e della Germania della signora Merkel. Ciò è storicamente assodato.

I patrioti della penisola italica si devono porre una domanda: CHE FARE?

Per quanto riguarda il Veneto, il Veneto Serenissimo Governo ha compiuto uno sforzo importante e significativo, producendo due documenti: il primo “Pace e autodeterminazione dei popoli” del settembre 2015 con le integrazioni dell’ottobre 2018, il secondo “Indipendenza e sviluppo del Veneto” -piano Guardiola-  del febbraio 2017.

Questi documenti inquadrano la geopolitica in Europa, e nello stesso tempo danno indicazioni, per un paese medio come il nostro, riguardo lo sviluppo economico, in un mondo globalizzante.

Ciò detto e fatto esistono ancora altre necessità per delineare un quadro sempre più idoneo, per raggiungere l’obbiettivo dell’indipendenza totale della Veneta Patria.

L’occupazione della nostra patria, da parte dell’Italia ha determinato una pulizia etnica  dell’invasore, essa ha avuto come linea guida la pressione fiscale nella prima fase, e successivamente sono state due guerre mondiali, combattute la prima prevalentemente sul suolo della nostra patria, e la seconda aggiungendo alle devastazioni causate dal conflitto, anche il regalo della provincia di Belluno ai nazisti tedeschi.

Tutto questo ha generato una povertà mai conosciuta fino ad allora nelle nostre floride terre, innestando una emigrazione biblica nei 5 continenti, provocando una diaspora  seconda solo alla diaspora del popolo ebraico.

Possiamo affermare, con buona approssimazione, che i veneti in patria sono 4 milioni, e i veneti nel mondo sono 12 milioni; praticamente 3/4 dei veneti sono dispersi nei 5 continenti.

In questo contesto noi affermiamo il diritto del popolo veneto a esercitare l’autodeterminazione  nella nostra patria.

Nel contempo siamo fin d’ora impegnati, a indipendenza raggiunta, ad approvare una legge costituzionale chiamata “legge del ritorno”, atta a privilegiare tutti i veneti della diaspora a ritornare nella terra dei loro padri e che sarà dei loro figli, da dove vilmente e proditoriamente sono stati cacciati dall’invasore italiano.

Venezia-Longarone 15 ottobre 2018

                         Il Vice Presidente del Veneto Serenissimo Governo

                                  Valerio Serraglia




Al Presidente della Federazione Russa Wladimir Putin

A nome del Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, e mio personale Le auguriamo buon compleanno e buon lavoro, consapevoli che la situazione internazionale è difficile e complicata da far tremare i polsi, in quanto le forze del male sono sempre in agguato e aggressive.

Noi siamo certi e Lei lo ha dimostrato in questi vent’anni, dalla Cecenia alla Siria, che continuerà la lotta contro il terrorismo internazionale e in particolare contro il terrorismo islamico, per la costruzione di rapporti amichevoli tra i popoli, basati sui diritti inalienabili a vivere in pace, secondo la propria storia, cultura e tradizioni.

Il popolo veneto è stato a fianco del popolo russo anche nella grande guerra patriottica, decisiva per la sconfitta della canaglia nazifascista, ora è al fianco del popolo russo e del suo Presidente nella lotta contro gli eredi del nazifascismo.

Nel contempo il Veneto Serenissimo Governo indica come prossimo candidato al premio Nobel per la pace il Presidente Wladimir Putin, anche come riconoscimento degli sforzi e sacrifici compiuti dall’intero popolo russo.

Auguri fraterni

Venezia-Longarone, 7 ottobre 2018

                            Per il Veneto Serenissimo Governo

                                 Il Presidente Luca Peroni




Economia italiana

Piano economico del 2019? Questo piano sarà il punto di massima contraddizione tra il M5S e la Lega; e tra il loro governo e il popolo lavoratore. Il DEF non sarà certamente negli interessi degli italiani. Esso è costruito in funzione delle prossime votazioni europee e regionali. Stante gli attuali sondaggi la situazione per il M5S è drammatica: ha perso, in 6 mesi, il 5%, mentre la Lega ha raddoppiato il suo consenso, dal 17 % al 34%.

Tale situazione si può comprendere, in quanto il M5S si è assunto le responsabilità economiche, quindi deve tentare di risolvere, e riformare un settore già in crisi, e senza sbocchi, in un sistema economico emergente e globale (vedi Cina via della seta, India industria pesante e alta tecnologia). Mentre l’avanzata della Lega è dovuta a limitate responsabilità economiche, l’impegno di Salvini è concentrato  a vendere chiacchiere sugli immigrati e sicurezza, che comunque non vanno a incidere sulle tasche dei contribuenti.

Sul piano economico Salvini si è impegnato sulla flat tax e sulla legge Fornero; la flat tax è una bufala senza nessuna strategia, mentre la legge Fornero si può manipolare e modificare nel tempo, senza andare ad incidere sullo stato attuale pensionistico. Nel frattempo la Lega e i suoi stregoni stanno estraendo numeri dal bussolotto, come alla lotteria, nel tentativo di confondere i pensionati e non solo.

Il M5S e la Lega hanno fatto promesse mirabolanti prima delle elezioni, senza nessun programma economico e senza nessuna idea di come affrontare e reperire le risorse necessarie.

L’Everest, è per il M5S e quindi per la sopravvivenza del governo  il reddito di cittadinanza. Da un punto di vista dottrinale esso è micidiale, in quanto incentiva non a cercare lavoro e trovare un’autonomia economica, ma a vivere di parassitismo, legandosi e dipendendo da chi elargisce delle piccole elemosine. Da sempre si è sostenuto che non bisogna dare il pesce a chi ha fame, ma fornirgli una canna da pesca, insegnandogli a pescare, salvaguardando la sua dignità.

Il reddito di cittadinanza sarà un simulacro, in quanto, se si farà, esso sarà il recupero di elargizioni già fatte dai governi precedenti, vedi gli 80 euro di Renzi e altre elemosine date dai governi di centrosinistra per fini elettorali. In tutti  i casi saranno sottratti dai già scarsi redditi dei lavoratori e dei pensionati, per metterli a disposizione della base elettorale del M5S. Inoltre è evidente che il reddito di cittadinanza incentiva il lavoro in nero, con le relative conseguenze sul piano economico e sociale.

In tutti i casi le promesse fatte in campagna elettorale corrispondono all’incirca a una spesa che si aggira attorno a 80-100 miliardi. Un taglio spese rigoroso potrà, al massimo, recuperare 10-20 miliardi, totalmente insufficienti a far fronte alle promesse.

L’unica via d’uscita potrebbe essere un piano di ristrutturazione globale delle infrastrutture della penisola.

Le infrastrutture italiane risalgono principalmente agli anni 1930-1940 e dopo la seconda guerra mondiale dal 1950 al 1970.

Queste stanno lentamente sgretolandosi e hanno bisogno di interventi urgenti di conservazione, nel contempo necessitano nuove infrastrutture adeguate alla contemporaneità. I settori d’intervento urgenti: sistema viario, scuole, sistema idrico, sanitario, idro-geologico, energetico, riduzione -riciclaggio smaltimento dei rifiuti….. Un siffatto intervento richiederebbe come base 400 miliardi, da scaglionare nei prossimi 10 anni; questo piano creerebbe minimo 3 milioni di posti di lavoro e muoverebbe tutto il sistema legato all’indotto e dall’immissione del denaro dei  nuovi occupati, e metterebbe in sicurezza l’INPS.

Il principio su cui si deve reggere uno stato serio e credibile è “chi non lavora non mangia”, fatti salvi i casi particolari.

In realtà il “barone” Di Maio crede di essere nel mare di Galilea, dove basta gettare le reti per raccogliere un’abbondante pesca fermo restando ci sia chi è in grado di gettare le reti e recuperarle. Oppure crede di essere alle nozze di Cana, dove una volta esaurito il vino Gesù trasformò l’acqua in vino. Grillo crede di essere Gesù, come nei suoi film, in realtà è un saltimbanco senza nessun collegamento con il Sinai.

Salvini sta recitando una parte scritta da altri, tutte le sue uscite sono di natura demagogica, ma efficaci; riuscendo a penetrare nel percepito della gente, infatti la sua crescita è esponenziale. Tutte le sue promesse non le attuerà per problemi oggettivi e per la sua incapacità strutturale.

Un rivoluzionario, per essere tale deve fare la rivoluzione, sapendo cogliere e saldare l’elemento oggettivo a quello soggettivo. In Italia esiste l’elemento oggettivo (crisi economica ) ma non esiste l’elemento soggettivo (quartier generale della rivoluzione).

Anche al Veneto Serenissimo Governo è stato sollecitato un percorso simile a quello intrapreso dalla Lega Nord, ma il V.S.G. l’ha rifiutato, in quanto ha posto come prima condizione l’indipendenza totale della Veneta Patria.

Per concludere vorrei portare le esperienze di mia madre, che gestiva con equilibrio e saggezza il bilancio familiare: verificava le necessità, le confrontava con le disponibilità economiche e soltanto allora decideva gli acquisti primari e secondari.

P.S. Dimenticavo: in casa tutti coloro che erano in età lavorativa contribuivano al bilancio.

 

Venezia-Longarone 23 settembre 2018 

 

Il responsabile economico  del Veneto Serenissimo Governo

                                                 Valerio Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




Al Presidente della Repubblica di Abkhazia Raul Khajimba

Apprendiamo con sincero dolore della morte del primo Ministro Gennadj Gagulija.

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica porge le più sentite condoglianze al Presidente dell’Abkhazia, al suo governo e al popolo per questo grave lutto.

Il Veneto Serenissimo Governo è certo che il popolo abkhaso e i suoi dirigenti sono e saranno in grado di superare anche questo ostacolo, con fierezza e determinazione.

Nel contempo invitiamo il governo a trasmettere la nostra vicinanza alla famiglia di questo patriota.

Le difficoltà cementeranno l’amicizia tra il popolo veneto e il popolo abkhaso.

Venezia-Longarone,10 settembre 2018

                      Per il Veneto Serenissimo Governo

                              Il Presidente Luca Peroni

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