Parigi brucia!

Oggi, all’indomani del rogo di Notre Dame, c’è chi piange sulle macerie, c’è chi dice che un simbolo dell’occidente è andato in cenere, un simbolo sopravvissuto anche alla barbarie nazista. Quello che dobbiamo constatare è che l’Europa è ormai al collasso, un collasso etico e morale oltre che fisico e materiale. L’Europa ha ammainato la bandiera e tutto ciò che rappresenta. Prima ancora che i vigili del fuoco spegnessero le fiamme, e che quindi le autorità inquirenti verificassero la causa dell’incendio, le autorità francesi si sono prestate a dire che tutto poteva essere ad aver causato l’incendio tranne il terrorismo, ma d’altronde cosa possiamo aspettarci da chi ha derubricato gli attacchi terroristici ad atti di pazzia dei cosiddetti “lupi solitari”?

Il problema ormai va oltre il fatto che l’incendio sia un atto terroristico o un tragica fatalità dovuta all’imperizia di un cantiere di lavori. Tutto può essere, ma ciò che non deve passare sotto traccia è il fatto che nei siti jihadisti e nelle pagine social di questi criminali è presente tutto un susseguirsi di commenti che festeggiano il rogo. Ma non solo, appaiono selfie di musulmani sorridenti con alle spalle la cattedrale in fiamme.

Cosa dire? Ormai l’Europa è in balia del proprio relativismo culturale e del proprio buonismo. È sotto ricatto dei vari lazzaroni islamisti che per mantenere il potere minacciano attraverso le principali testate giornalistiche europee che se non saranno accontentati allora scatterà l’invasione di 800.000 terroristi. Questi criminali vengono accolti con tutti gli onori nelle varie sedi della politica internazionale, come già è successo negli anni 90 con i terroristi talebani.

La questione non è essere sovranisti a parole ma cedere a tutto campo con i fatti, non è essere nazionalisti ma poi a qualsiasi incidente evocare lo spauracchio del complotto internazionale, non è essere terzomondisti per nascondere il proprio razzismo e neoschiavismo, non è essere per la democrazia e poi invocare l’uomo forte: il dato di fatto è che è giunto il momento di assumersi direttamente le proprie responsabilità, ed agire nella consapevolezza che la salvezza e la sopravvivenza arriva solo da noi. È giunto il momento di divenire patrioti, ovvero persone che attraverso il libero arbitrio decidano di rimboccarsi le maniche per lavorare per ottenere una società diversa con una base etica. L’Europa che conosciamo oggi ha perso, ha abdicato alle proprie radici storiche e culturali, pensando che avere la pace significasse non lottare più per nulla. La pace è un processo di crescita e non di negazione, se lo vogliono i popoli europei possono rimpossessarsi del proprio futuro agendo con una prospettiva che li permetta di raggiungere la felicità, ma questa è possibile soltanto sapendo quale è il nostro passato e traendo lezioni positive da esso. Se i popoli europei continueranno a giocare al rimpiattino e cederanno alla paura di avere un passato, anche doloroso, allora saranno destinati a soccombere a chi li vuole occupare e rendere schiavi utilizzando le loro stesse paure e la loro stessa democrazia.

Longarone-Venezia, 16 aprile 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




Risultato elettorale in Israele

Appresa la combattuta vittoria elettorale del Likud e del primo ministro Benjamin Netanyahu, a nome mio e del Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica ci congratuliamo per il risultato ottenuto; siamo certi che se lei avrà il mandato di formare il nuovo governo, lo farà con equilibrio e visione strategica.

Il popolo d’Israele ed il popolo Veneto sono legati ad un’ancestrale aspirazione di libertà e convivenza armonica con i popoli che corrispondono la stessa fraternità nella piena autodeterminazione.

Il Veneto Serenissimo Governo, anche in questo frangente è a fianco dei suoi fratelli israeliani e li ringrazia per il continuo sacrificio nella lotta contro il terrorismo.

Auguro buon lavoro, nell’interesse non solo di Israele, ma di tutti gli amanti della pace.

Fraterni saluti

Longarone-Venezia, 10 aprile 2019

per il Veneto Serenissimo Governo

il presidente Luca Peroni




Corrispondenza da Be’er sheva

Si è conclusa anche questa tornata elettorale in Israele. Il risultato è stato  la conferma del Likud come primo partito, guidato dal capo del governo uscente, Berjamin Netanyahu, nonostante la coalizione mondiale  antisionista e antisemita, e i vari B. D. S. abbiano fatto tutto quanto era nelle loro possibilità per screditare B. Netanyahu e la sua politica interna ed internazionale.

Tale vittoria è importante, ma non risolutiva, rispetto alla formazione di un nuovo governo, che dovrebbe dare risposte ai problemi sul tappeto, col compito di stabilizzare il futuro della patria degli ebrei, perché di questo si tratta, senza rinunciare a dei punti qualificanti.

Primo: Gerusalemme è una e indivisibile, capitale d’Israele.

Secondo: Le altura del Golan sono parte integrante dello stato d’Israele.

Terzo: Gaza deve trovare stabilità e non essere una base di aggressione contro Israele.

Per quanto riguarda Gaza:  siano l’Egitto o la Lega Araba ad assumerne l’amministrazione, visto che Hamas, oltre a non essere in grado di farlo, si è dimostrata uno strumento in mano, alternativamente, o assieme, di Turchia, Qatar, Iran, per destabilizzare il Medio Oriente e il Mediterraneo.

Per quanto riguarda West Bank:  una volta salvaguardati i diritti storici degli ebrei, e quelli legati alla difesa, il resto dovrebbe essere amministrato  da Giordania o dalla Lega Araba, vista la conclamata incapacità di Abu Mazen a dare risposte pacifiche ai problemi.

La lotta di Israele contro Hamas è un elemento decisivo per stabilizzare il Mediterraneo; a meno che qualcuno non desideri avere porti o aeroporti iraniani, turchi, o del Qatar nella striscia di Gaza.

La vittoria di B. Netanyahu non è decisiva per costituire un governo, ma deve comunque cercare una coalizione. Difficile avere proiezioni strategiche con alleati legati a movimenti religiosi, con simili alleati ci saranno solo soluzioni tattiche, che possono anche risolvere problemi contingenti, ma essi si riproporranno in un futuro ravvicinato.

B. Netanyahu dovrebbe avere la determinazione di aprire un dialogo con la seconda forza elettorale: Kahol Lavan “Bianco e Blu”, guidata da Benny Gantz, aprendo un dibattito senza preclusioni ideologiche, ma avendo al primo posto gli interessi d’Israele e degli ebrei.

Questa strada è e sarà difficile e complessa, ma è un tentativo che andrebbe verificato; il successo ne metterebbe gli autori tra i grandi della storia d’Israele.

Be’er Sheva, 10 aprile 2019

Germano Battilana

 

Veneto Serenissimo Governo




Libia e Terrorismo

Si sta intensificando la guerra in Libia.

La lotta si sta avviando verso uno snodo decisivo: la conquista di Tripoli da parte delle Forze Armate del Parlamento di Tobruk, guidate dal Feld Maresciallo Khalifa Haftar, che potrebbe cambiare completamente, o addirittura annullare, la prossima  “Conferenza” sulla Libia (14/16 Aprile 2019).

La situazione è complessa: l’unica cosa certa è che Fayez Sarraj è un fantoccio nelle mani di chi vuole controllare gli immensi giacimenti energetici libici.

I popoli libici devono decidere il loro destino, senza interferenze dei pescecani delle multinazionali.

E’ importante che essi trovino dei giusti equilibri etnici, politici ed economici.

Pace e stabilità sono indispensabili perchè il Mediterraneo diventi un mare di fraternità e collaborazione.

Dobbiamo essere fiduciosi sugli interventi equilibrati, positivi e energici dei Presidenti Putin, Netanyahu, Al Sisi  per il raggiungimento di questi obbiettivi.

Bisogna sconfiggere il terrorismo, i loro ispiratori e finanziatori. Se il Feld Maresciallo Khalifa Haftar è all’interno di questo obbiettivo avrà tutta la nostra comprensione: i fatti concreti lo dimostreranno.

Libia: cosa dire della posizione del governo italiano? E’ sempre dalla parte dei perdenti, sperando che essi vincano, incapace a tutto.

Se poi andiamo ad esaminare gli uomini preposti alla politica estera, ne siamo più che convinti. Fermo restando che formalmente non esiste il titolare del Ministero degli Esteri. Il suo sostituto, il Sottosegretario, l’ingegnere  onorevole Manlio dott. Di Stefano (difensore di Hamas) ha una profondità culturale che va verificata, rispetto al ruolo che pretende di svolgere: ascoltatelo quando interviene continuamente nei talk-show e comprenderete le sue capacità…. In compenso il suddetto Sottosegretario, oltre ad essere protettore di Hamas e di molti altri movimenti equivoci, è fermamente antisionista.

Con questi uomini e queste capacità politiche dove vuole andare l’Italia?

Poco è cambiato, rispetto a Piazza Venezia-10 giugno 1940 (“Abbiamo bisogno di qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo delle trattative”); risultato: 8 Settembre 1943/ 25 Aprile 1945.

Questa sarà la fine dell’attuale sistema Italia.

 Bassano del Grappa, 06 aprile 2019                     

Germano Battilana

 

Veneto Serenissimo Governo




Cosa succede quando si dimentica che Gesù era ebreo

Ieri a Rabat il Capo di Stato Vaticano Bergoglio con il Re del Marocco hanno sottoscritto un appello riguardante Gerusalemme.

Leggo quanto hanno dichiarato i due capi di stato e rimango sbigottito https://www.avvenire.it/papa/pagine/accordo-gerusalemme-papa-francesco-re-mohammed-iv-marocco, prima di tutto non capisco l’ingerenza di due sovrani stranieri su una capitale di uno Stato estero (dato che Gerusalemme è la capitale storica ed indivisibile dello Stato d’Israele). Poi scorro quanto hanno firmato e mi sembra chiaramente di essere di fronte ad un documento che si fonda solo sulla mistificazione della realtà, o come si usa dire oggi sulle fake news.

Bergoglio firmando questo appello ha negato il nome stesso della città sdoganando quella che è la toponomastica araba Al Qods al fianco del nome usato nella cristianità ma cancellando il nome storico ovvero quello ebraico יְרוּשָׁלַיִם (Yerushaláyim), ciò dal punto di vista storico e religioso è un insulto oltre che ovviamente un atto di antisemitismo.

Leggendo la fila di fandonie firmate si vede l’auspicio che Gerusalemme sia preservata come patrimonio mondiale dell’umanità. Per ristabilire la verità storica in questa epoca di pressapochismo è bene affermare che Gerusalemme è patrimonio principalmente del Popolo Ebraico e solo in quanto tale diventa patrimonio dell’umanità. Non dichiarare la peculiarità ebraica di Gerusalemme è il preludio a negarne la sua stessa esistenza a favore di una riscrittura della storia serva solo del relativismo culturale. A Gerusalemme fu edificato il tempio che custodì l’arca dell’alleanza in cui erano contenute le tavole della legge consegnate a Moshe e al Popolo Ebraico, è città santa per i cristiani in quanto Gesù era ebreo, ma non si capisce cosa centri con l’islam dato che nel corano non viene mai nominata e l’unica citazione è il presunto viaggio notturno di Maometto (Isra e Miraj) in cui Allah lo trasportò dalla Moschea sacra della Mecca alla Moschea più lontana (Al-Aqsa). Ma è ormai ovvio che con la scusa di considerare genericamente tutto come patrimonio dell’umanità si tende a cancellare ogni specificità, fino a negare il legame dei Popoli con la propria storia e con la terra su cui da sempre hanno vissuto.

Continuando nella carrellata che si legge in questo assurdo appello ci soffermiamo nell’auspicio che a Gerusalemme sia garantita la piena libertà di accesso ai fedeli di ogni religione e la libertà di culto. Ma di cosa stiamo parlando? Israele è l’unico posto nel Medioriente in cui ognuno può praticare liberamente la propria religione, e queste libertà si sono estese anche a tutta Gerusalemme dopo la sua liberazione ed unificazione nel 1967 (la stessa libertà ad esempio non era garantita agli ebrei quando la città vecchia di Gerusalemme era sotto amministrazione giordana, dato che tutte le sinagoghe erano state profanate e vietata la preghiera al Kotel-muro del pianto).

Veramente non capisco il perché di questo appello….anzi purtroppo ne capisco le ragioni e le motivazioni. È chiaro l’odio di Bergoglio verso gli ebrei ed il loro Stato, è palese che è più preoccupato di legittimare l’odio dei terroristi verso Israele piuttosto che denunciare le vere persecuzioni dei cristiani nel mondo islamico. Ormai dopo il golpe che ha rovesciato il pontificato di Benedetto XVI ci troviamo di fronte allo sgretolamento e all’implosione del cattolicesimo, c’è un arretramento culturale cattolico nascosto da uno pseudo buonismo in cui vengono legittimate tutte le aberrazioni dell’islam come la sottomissione delle donne, l’uccisione degli infedeli e comunque di chi non la pensa come dettato dal corano, la negazione dei valori etici contenuti nella bibbia, fino ad arrivare alla legittimazione dell’invenzione del Gesù palestinese nella misura in cui Bergoglio celebra messe sotto un Gesù bambino avvolto dalla kefiah. Bergoglio non rappresenta i valori contenuti nei dieci comandamenti: oramai con i suoi atti si è messo al di fuori della stessa dottrina cristiana.

Venezia-Longarone, 31 marzo 2019

 

                                                                                     per il Veneto Serenissimo Governo

il Presidente Luca Peroni

 

Veneto Serenissimo Governo




Gli insegnamenti della Catalogna

Il Vice Presidente del Veneto Serenissimo Governo, Valerio Serraglia, si è recato in Catalogna, dove ha incontrato i patrioti catalani  impegnati nelle ultime lotte per la loro terra.

Si sono esaminati, al di là dell’adesione entusiastica del popolo catalano alla lotta per l’indipendenza, gli errori tattico-strategici dei dirigenti della “Generalitat de Catalunya” e in particolare dell’allora Presidente Puigdemont; convenendo che non si può stare all’interno delle strutture statali (Spagna) e nel contempo sperare, volere e pretendere di ottenerne l’indipendenza.

Sono evidenti a tutti le analogie tra Madrid e Barcellona con Roma e Venezia; quindi la sconfitta apparente della lotta del popolo catalano è da imputare, in gran parte, a Puigdemont e a tutti quanti hanno privilegiato quella strada.

Altro errore strategico è stato richiedere la comprensione della Comunità Europea (UE) per questo inalienabile diritto.

In virtù di tali considerazioni si è convenuto che la UE è la concentrazione di interessi antagonisti ai nostri popoli, quindi va combattuta e disgregata.

Noi, come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, ci siamo impegnati a lottare contro chi, nel nostro Veneto, vuole seguire la perdente via di Puigdemont (Zaia e la Lega).

I patrioti catalani e veneti si impegnino a lottare per l’indipendenza totale delle loro Patrie e per la disgregazione della UE.

Girona, 24 Marzo 2019 

 

Veneto Serenissimo Governo




Terrorismo: la nuova strategia della tensione

A fronte di ogni attentato terroristico è necessaria una condanna più che una dissociazione. Dissociarsi non vuol dire nulla se non ammettere una sorta di complicità indiretta. Come Veneto Serenissimo Governo abbiamo sempre condannato il terrorismo come strumento di azione, sia che esso provenga da organizzazioni parastatali, sia che esso abbia come mandanti degli Stati veri e propri.

È necessario fare una riflessione sull’attentato avvenuto in Nuova Zelanda perché è sintomatico del corto circuito Occidentale figlio di un relativismo culturale che ci porterà solo ad un suicidio globale. L’intellighenzia occidentale con i propri megafoni, che sono gli organi di informazione, applicano evidentemente un doppio standard quando si discute di terrorismo: se il terrorismo è di matrice islamica allora si parla di lupi solitari con problemi psichiatrici, e si derubrica tutto a fatti isolati facendo presto sparire le notizie a irrilevanti fatti di cronaca; mentre se i terroristi sono bianchi allora i titolisti dei giornali parlano di “linea rossa” che collega tutta la storia occidentale condannandola in toto finanche a considerarla essa stessa causa degli attentati islamici. Tra l’altro ci saremo aspettati la stessa veemenza da parte della stampa nel condannare i terroristi che da Gaza proprio ieri sera (14 marzo 2019) hanno lanciato missili su Tel Aviv, ma si sa che per l’antisionismo/antisemitismo un ebreo conta molto meno di chiunque altro.

Con la strage terroristica avvenuta in Nuova Zelanda si è perfino avuto l’ardire di collegare il martirio di Marcantonio Bragadin avvenuto a Famagosta nel 1571 con l’attentato avvenuto in Nuova Zelanda. Il Veneto non è responsabile di tutti i criminali terroristi che citano impropriamente la storia ed i simboli della Veneta Serenissima Repubblica per giustificare i crimini che stanno commettendo o che hanno intenzione di commettere. Ricordiamo che un altro terrorista ha giustificato i propri progetti criminali utilizzando impropriamente i simboli marciani e questo ha un nome conosciuto a tutti: Benito Mussolini. Infatti il duce degli italiani per giustificare le proprie brame di imperio affermava che dove esisteva un Leone di San Marco era l’italia, e con ciò legittimò i più efferati crimini nel mediterraneo.

Quindi come Veneto Serenissimo Governo rigettiamo al mittente ogni accostamento tra il terrorismo e la millenaria storia della nostra terra. I servi del culturame occidentale, che ha causato i più grandi lutti della storia, non si devono permettere di utilizzare questi miseri escamotage per spargere letame. Il terrorismo va condannato sempre e comunque, e insieme alle condanne bisogna essere conseguenti con un’azione politica, militare ed economica articolata.

Venezia-Longarone, 15 marzo 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




Considerazioni sulla TAV

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, fino ad ora non è intervenuto direttamente sulla TAV, ma ha approntato un piano economico che prevede, ovviamente, un sistema di trasporto passeggeri e merci valido per l’Europa centro-meridionale eco-compatibile; dando la precedenza ad un ambiente non aggressivo per la nostra salute, sostanzialmente facendo una scelta dove privilegiare un vivere sano ed equilibrato al profitto.

Per entrare nel merito della TAV, esso è un progetto che da oltre 3 decenni è in discussione: già a Valdagno (Vicenza) fine anni ’80, con il ministro Gianni De Michelis sono state trattate, anche se genericamente, le problematiche del cosiddetto corridoio n.5 “corridoio mediterraneo”.

Questo corridoio doveva collegare Lisbona a Kiev, proseguire per Smolensk_Mosca, con possibilità di agganciarsi alla Transiberiana.

Adesso il quadro geopolitico si è modificato, proprio in ragione di ciò il Veneto Serenissimo Governo ha predisposto un piano economico “Piano Guardiola”, avendo presenti gli interessi del Veneto.

Questo progetto ha come presupposto alcuni punti:

1) Impossibilità di competere coi colossi multinazionali sul campo manifatturiero.

2) Un processo di denatalità, tipico delle società neoborghesi.

3) Recupero di uno sviluppo economico che tenga conto della nostra storia, cultura e tradizioni.

4) Posizione geografica e climatica del nostro territorio.

5) Agroalimentare legato al turismo e al recupero e riabilitazione sanitaria, puntando all’eccellenza.

6) Costruire un sistema di trasporto merci e passeggeri, avendo come priorità il togliere il più possibile il gommato dalle strade.

Questo è il contributo del  Veneto Serenissimo Governo al dibattito che si sta sviluppando a livello globale.

Necessita non solo dibattere, ma trovare punti di contatto, collaborazione ed amicizia, nell’interesse reciproco di tutti i popoli amanti della pace, partendo dal popolo veneto e da quelli contermini, e non solo.

Noi siamo pronti ad assumere le nostre responsabilità, perfettamente coscienti dello sforzo ciclopico a fronte di una svolta epocale: non possiamo rinunciare a questo nostro dovere.

Venezia-Longarone, 14 marzo 2019

Il responsabile economico del Veneto Serenissimo Governo

Valerio Serraglia




FOIBE PROBLEMA IRRISOLTO

All’attenzione della Presidenza della Repubblica di Slovenia,

All’attenzione della Presidenza della Repubblica di Croazia,

All’attenzione della Presidenza della Repubblica d’Italia,

FOIBE PROBLEMA IRRISOLTO

A seguito del documento del Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, sulla giornata delle foibe, documento preciso, puntuale ed equilibrato, in linea con quanto stabilito dalla comunità internazionale anti-nazifascista durante il periodo bellico, il Presidente della repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha inviato una lettera al Presidente della Slovenia Borut Pahor, nel tentativo di arginare il revanscismo italiano, guidato dalle associazioni di ispirazione neofascista, e dal Presidente del Parlamento Europeo, nonché Vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.

In questo contesto, onde evitare ulteriori tensioni di una situazione già di per sè problematica, il Veneto Serenissimo Governo ritiene imprescindibile la costituzione di una commissione tecnica sloveno-croata-italiana atta a definire in maniera certa ed equilibrata gli avvenimenti storici, individuando le responsabilità e ponendo fine a qualsiasi ulteriore disputa.

Il Veneto Serenissimo Governo mette a disposizione, in qualità di coordinatore il suo Ministro degli Esteri, il dottor Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia.

In attesa di un vostro riscontro

Venezia-Longarone, 15 febbraio 2019

per il Veneto Serenissimo Governo

il Presidente Luca Peroni




Dalla Resistenza Veneta alla Resilienza Veneta

“La resilienza è l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.” Chi più del Popolo Veneto ha fatto suo questo concetto nella vita di ogni giorno? Da sempre noi Veneti non ci siamo fermati di fronte alle avversità ma siamo andati sempre avanti, e questo anche nella nostra rivendicazione di libertà, di governarci da soli, di ritornare ad essere nazione tra le nazioni, popolo libero tra i popoli del consesso internazionale. Proprio per questo anelito di libertà, dalla fine degli anni settanta del secolo scorso, noi Veneti ci siamo mossi sia culturalmente che politicamente per contrastare l’occupazione italiana, e con essa il costante etnocidio culturale da parte italiana dall’occupazione del 1866 fino ad oggi.

Nell’ottobre del 2017 noi popolo veneto come un sol corpo ci siamo mossi e democraticamente, attraverso un referendum, abbiamo affermato di essere qualcun’altro, qualcos’altro rispetto all’Italia e agli italiani: né meglio, né peggio, altro. Con il referendum sull’autonomia la resistenza veneta è finita, si è evoluta, si è andati oltre. I numeri dicono chiaramente che la maggioranza dei Veneti ha deciso di rivendicare a sé la propria autonomia, il sentimento che rivendica l’autodeterminazione è chiaro, e nessuno potrà fermare questa onda, e il consesso internazionale non potrà far altro che ratificare le istanze di libertà che provengono dal nostro Popolo. Ciò nonostante, chi si era assunto il compito a livello istituzionale di farsi carico del risultato del voto, ha dimostrato nei fatti di non essere Veneto ma italiano. Ricordiamo all’interlocutore italiano che noi Veneti stiamo vigilando e non ci accontenteremo delle promesse italiane.

Come Veneto Serenissimo Governo abbiamo sempre affermato che saranno i Veneti a decidere il grado di autonomia che desiderano. Per rivendicare e praticare il libero arbitrio è necessario iniziare a praticare la propria libertà nel quotidiano, nei paesi e nei comuni dove si vive.

La terra veneta è la nostra ricchezza, il nostro retaggio e il nostro futuro, solo riacquistando la piena consapevole proprietà delle terre in cui viviamo possiamo aspirare compiutamente a rivendicare la nostra autodeterminazione. Dobbiamo quindi uscire totalmente fuori dal sistema economico e politico italiano e riappropriarci della nostra terra. L’italia sta cadendo in un buco nero economico, non possiamo fidarci del sistema finanziario italiano che ha depredato la nostra economia, ultimo caso la vicenda delle banche venete. Proclamiamo prima di tutto le nostre proprietà “Liberi Territori Veneti”, perché la terra Veneta è la nostra ricchezza e dobbiamo gestirla noi Veneti. E nel contempo dobbiamo riappropriarci della gestione dei nostri comuni, costituendo liste per le prossime consultazioni che rivendicando la vittoria referendaria dell’ottobre 2017 proclamino i nostri comuni Liberi Territori Veneti quale primo embrione della futura Veneta Serenissima Repubblica.

Con questo passaggio il tempo della resistenza politica per i Veneti è finito e si passerà al nuovo capitolo: la Resilienza Veneta.

Come Veneto Serenissimo Governo mettiamo a disposizione a tutte le liste che lo vorranno il Piano Economico per la Rinascita della Veneta Serenissima Repubblica (piano Guardiola) quale piattaforma comune per costruire i programmi economici delle singole comunità Venete. Inoltre saremo collettori a livello interno ed internazionale perché la rinascita Veneta sia all’insegna dell’armonia tra le persone e tra le persone e la natura.

Facciamo appello ai singoli e a tutte le organizzazioni patriottiche venete perché si muovano in tal senso, così da inaugurare presto la prima Assemblea Costituente dei Liberi Territori Veneti, guardiamo avanti, andiamo oltre, il Veneto non è, e non sarà mai un’italia in piccolo.

Venezia, Longarone 11 febbraio 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Vicepresidente Demetrio Serraglia

Veneto Serenissimo Governo