ROMA AFFONDA

Ormai è evidente anche ai non vedenti che l’Italia è in crisi continua, senza alternative, non solo parlamentari ma anche tra le speranze dei popoli della penisola. I popoli ingenuamente hanno cercato di trovare soluzioni, credibili, in grado di risolvere i problemi che li affliggono; risultato: aumento della conflittualità e guerra per bande.

A fronte di questa crisi continua e irreversibile, abbiamo una sola possibilità: abbandonare il Titanic (Italia) e riconquistare la nostra patria, la Veneta Serenissima Repubblica.

Il popolo veneto da 153 anni subisce l’occupazione da parte dell’Italia, con tutte le conseguenze: ideologie aliene alla nostra storia, dittature, tasse improponibili, pellagra, due drammatiche guerre combattute sulla nostra terra causando la decimazione dei giovani e la lacerazione di gran parte delle famiglie dal legame memorabile con la terra veneta, cessione di Belluno alla Germania nazista, emigrazione in tutto il mondo (diaspora, non ancora esaurita), sfruttamento sequenziale degli uomini e del territorio con conseguenze visibili, vedi la tempesta Vaja dell’ottobre 2018, diretto risultato della prima guerra mondiale, non dimenticando i martiri del Vajont…. 
Vista l’inettitudine sia soggettiva che oggettiva, del governatore “italiano” Luca Zaia, quest’ultimo non può più essere delegato dal popolo veneto alla transizione verso l’indipendenza, avendo dimostrato di non avere nè il coraggio nè la capacità per raggiungere l’obiettivo.

Dobbiamo noi veneti assumere in prima persona la direzione del processo indipendentista, costituendo un governo provvisorio di unità nazionale, con la missione di gestire la transizione: ovviamente il Veneto Serenissimo Governo è pronto a rimettere il suo mandato nelle mani del popolo veneto, il popolo del referendum 2017, e a partecipare a un costituente nuovo governo.
Questa transizione, ad indipendenza avvenuta, della durata di sei mesi avrà il compito di difendere l’indipendenza, di preparare le consultazioni per un governo stabile.

Le autorità periferiche resteranno al loro posto, previo giuramento di fedeltà alla Veneta Serenissima Repubblica. A consultazioni avvenute dei nuovi rappresentanti locali, questi a loro volta esprimeranno l’Assemblea Nazionale Veneta (maggior consiglio), la quale nominerà il nuovo governo.
Facciamo inoltre appello alle forze dell’ordine e alle forze armate stanzianti nel Veneto, affinché impediscano disordini di qualsiasi tipo.

A tutte le forze di sicurezza e alle forze armate che dimostreranno nei fatti fedeltà alla terra veneta sarà concessa la cittadinanza veneta, per loro e i loro familiari, che loro stessi indicheranno e garantiranno.
Secondo il Veneto Serenissimo Governo questa è la strada maestra per l’indipendenza totale della Veneta Patria.

Popolo veneto, ribellati e salva la tua patria, la tua famiglia. Questo è il nostro dovere.
Abbandoniamo gli squallidi personaggi che ci stanno depredando al loro destino di saltafossi.

INDIPENDENZA    INDIPENDENZA    INDIPENDENZA
W il Veneto libero

Venezia-Longarone, 20 agosto 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni

Veneto Serenissimo Governo




Olimpiadi: opportunità o sciagura?

Stiamo assistendo al completamento di una devastazione, senza precedenti, del territorio della nostra Patria Veneta. Le responsabilità di questo disastro non sono univoche, ma esse hanno dei colpevoli in tutte le forze economiche, politiche e sociali che hanno guidato l’Italia fin dal lontano 1866.

Il processo di saccheggio sociale, economico del nostro territorio, non solo continua, ma assume aspetti sempre più devastanti: il governo della Lega non lo ha nè fermato, nè contrastato, nè nascosto.

E’ del tutto evidente che, tu Luca Zaia, nel momento in cui passi dalla parola d’ordine “Prima il Veneto” a “Prima l’Italia” subordini gli interessi della nostra Patria alle necessità del paese occupante.

Tu hai tradito, sia le elezioni regionali del 31/05/2015, sia il referendum sull’autonomia del 22/10/2017.

Il popolo veneto ha espresso, in maniera inequivocabile, la sua volontà di autodeterminazione. In particolare il risultato del referendum è stato una cocente sconfitta per te, Zaia, e per la Liga Veneta: hai sperato fino all’ultimo che i Veneti non andassero a votare, e non si raggiungesse la maggioranza degli aventi diritto, per poter affermare che ai veneti non interessa l’indipendenza.

Purtroppo per te e la Lega l’intervento del Veneto Serenissimo Governo a favore dell’autodeterminazione del Veneto e in particolare l’appello  finale del  Serenissimo Presidente Luca Peroni, ad andare a votare, e a votare SI, ha affossato questo squallido disegno.

Trasformandoti in uno dei tanti “gauleiter” del Capitano, o “Caporale”.

Tre volte nel recente passato i patrioti veneti si sono opposti con decisione al disegno di annientare i nostri inalienabili diritti: 1) costituzione, nel 1987, del Veneto Serenissimo Governo; 2) liberazione di Piazza San Marco a Venezia, nel 1997; 3) vittoria del referendum per l’autonomia, 2017.

Il Veneto Serenissimo Governo in questo contesto lancia un appello al popolo Veneto perchè si ribelli a tale tentativo di annientamento, che se non verrà fermato avrà ripercussioni letali sulle prossime generazioni.

Il Veneto Serenissimo Governo ha proposto un piano economico per salvaguardare e sviluppare in maniera sostenibile la nostra Patria. Siamo consapevoli che esso avrà delle fasi che potranno protrarsi per anni  richiedendo sforzi e sacrifici, ma abbiamo l’obbligo di unirsi e cominciare il lavoro.

L’impegno totale del Veneto Serenissimo Governo per la liberazione totale del Veneto è fuori discussione, ma non sarà il Veneto Serenissimo Governo a salvare la nostra terra,

ma saremo tutti noi veneti uniti a determinare i risultati, positivi o negativi che siano.

Giunti a questo punto nessuno può più nascondersi.

RIBELLARSI E’ GIUSTO !

Per difendere le nostre famiglie, il nostro territorio, la nostra Patria.

Il Veneto Serenissimo Governo mette a disposizione, per un confronto/dibattito, i sei punti sottoelencati sviluppabili e integrabili, da cui partire per liberarsi dall’occupante italiano.

1) Ogni comunità deve produrre ciò che gli è più consono. É necessario valorizzare ed investire su quello che le grandi potenze economiche non potranno mai riprodurre: il Veneto stesso con tutte le sue immense risorse paesaggistiche e storiche (Venezia, Verona, Padova, Vicenza, Cortina, l’Altopiano di Asiago, il lago di Garda, le terme, le spiagge, le Dolomiti…).

2) Arrivare attraverso un piano complessivo e con svolte graduali a sviluppare produzioni di qualità, nell’artigianato e nell’agroalimentare di eccellenza…

3) Riconversione dell’economia e bonifica del territorio.

4) Costruire un’economia legata al movimento turistico di qualità e a un sistema sanitario d’eccellenza che abbia come metro di paragone le migliori sanità al mondo e non la malasanità italiana, il tutto proiettato alla cura e alla riabilitazione di degenti provenienti da tutto il mondo oltre che al benessere del Popolo Veneto.

5) Realizzare un sistema di produzione integrato dell’agroalimentare e dell’allevamento con il sistema sanitario e di cura.

6) Sviluppo avanzato della ricerca scientifica ed umanistica legata al territorio e alle sue dinamiche economiche al servizio del nostro popolo .

Venezia-Longarone 08 agosto 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Vicepresidente

Valerio Serraglia




Olimpiadi invernali 2026: lettera aperta al Comitato Olimpico Internazionale

Dopo attenta riflessione, noi come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, riteniamo opportuno scrivere questa lettera perché è chiaro che il Comitato Olimpico Internazionale nella sua decisione riguardo l’assegnazione delle olimpiadi del 2026 non ha tenuto conto del fatto che il Popolo Veneto, nel 2017, ha votato per essere autonomo dall’italia. Evidenziamo, visto il continuo temporeggiare rispetto ai temi della trattativa sull’autodeterminazione del Popolo Veneto da parte del governo italiano, che il Veneto nel 2026 avrà quindi già proclamato unilateralmente l’indipendenza.

Con grande spirito di responsabilità siamo disponibili a farci carico di questa scelta, anche se non comprendiamo né condividiamo la partecipazione di Milano come città ospitante per questa olimpiade invernale, data la totale assenza di tradizione per gli sport invernali del capoluogo lombardo. Troviamo poi oltremodo surreale l’ipotesi che l’inaugurazione di questa olimpiade abbia come sede lo stadio di San Siro a Milano, ci pare evidente che il Comitato Olimpico ignora il fatto che l’unica “montagna” di Milano è la cosiddetta Montagnetta di San Siro (alta 50 metri a 185 metri sul livello del mare). Come possiamo non considerare un insulto l’ipotesi di designare questa sede inaugurale, paragonandola alla maestosità della cornice naturale delle Dolomiti che circondano Cortina? Ci sembra ovvio che, nella consueta logica di pensiero italiana la candidatura del Veneto (Cortina) in abbinata con Milano è solo uno strumento da utilizzare allo scopo di sfruttare territorio, denaro, popolo veneto senza reale valorizzazione né riconoscimento. Ricordiamo come la gestione italiana ha portato soltanto disastri al Veneto, ultimo, in ordine di tempo quello prodotto dalla gestione della pedemontana veneta.

L’organizzazione delle olimpiadi per avere un senso deve prevedere infrastrutture, che non durino solo lo spot degli eventi sportivi. Ci deve essere una visione complessiva per evitare cattedrali nel deserto. Dobbiamo sfruttare questa occasione per togliere la polvere dei 153 anni di malgoverno italiano, dobbiamo ristrutturare il nostro Veneto in senso globale: rinnovare la rete dei trasporti, quindi una revisione totale della rete ferroviaria sia ad alta velocità, che per la mobilità locale, che per il trasporto merci al fine di rendere residuale il traffico su gomma incentivando l’utilizzo dei mezzi pubblici. Possiamo sviluppare l’accoglienza turistica di qualità (facendo in modo che sia sempre più globale, ovvero costruendo rete tra le varie peculiarità del Veneto, montagna, mare, terme, sport, arte, cultura, ecc.). Avere un sistema sanitario pubblico che non sia più costoso e scadente della sanità privata. Investire sull’agricoltura di pianura e di montagna, sempre con un’attenzione elevata al rispetto dell’ambiente. Rinvigorire la tradizione dell’allevamento tipica della nostra terra, stimolando l’attenzione sulla qualità della carne piuttosto che sulla quantità. Olimpiadi invernali accolte e gestite con una visione a 360°, non solo un evento sportivo ma un’occasione di crescita e sviluppo duraturo. Ovvio che l’accostamento a Milano oltre che ridicolo è innaturale, il Veneto non ha bisogno né di Roma né di Milano. Il logo deciso per queste olimpiadi invernali , in perfetta sintonia con il complessivo non senso, è solo insultante per i Veneti, ed i politici che hanno gioito per queste olimpiadi sventolando il tricolore, possono essere solo considerati penosi.

Noi come Veneto Serenissimo Governo, siamo disponibili assieme a tutte le autorità e istituzioni preposte a farci carico dell’organizzazione di queste olimpiadi del 2026 senza l’inutile appendice di Milano, il Veneto può fare tutto autonomamente. Quindi, dato che nel 2026 il Veneto sarà nuovamente Stato indipendente, chiediamo per una migliore transizione della gestione dell’Olimpiade che il Costituendo Comitato Olimpico Nazionale Veneto sia accolto all’interno del Comitato Olimpico Internazionale.

Longarone, 24 luglio 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia




L’Italia nel caos

La situazione politica italiana si sta ingarbugliando sempre più.

Siamo di fronte a una guerra per bande, per il momento senza sangue, ma in base alle precedenti esperienze storiche questo non è da escludere. Tali bande sono teleguidate da potenze economiche e apparati statali non autoctoni; tutto questo “anbaradan” per il momento non si ripercuote negativamente sulla Lega e su Salvini, anzi essi ne traggono benefici: vedi i sondaggi dell’ultima ora.

Significativa è stata la riunione convocata da Salvini  con le parti sociali al Viminale: non per quanto si è discusso o per i risultati conseguiti, ma per la presenza dell’ex Sottosegretario Armando Siri. Questo è un messaggio inviato a Gianluca Savoini: “Non sarai abbandonato”…. A suo tempo, durante l’operazione “Mani pulite”, Mario Chiesa, il “mariuolo” come lo chiamò Bettino Craxi, fu abbandonato a se stesso; lui confessò tutto, più di tutto. A fronte del messaggio di Salvini, Savoini al primo interrogatorio non ha aperto bocca, seguendo le orme di Primo Greganti ( anche lui implicato in “Mani pulite” ), il quale non parlò.

Il tempo ci dirà se siamo di fronte a un Mario Chiesa o a un Primo Greganti.

L’altro elemento decisivo è la scoperta di gruppi terroristici già vicini ai neonazisti del battaglione Azov ucraino con armamenti di varia natura; mentre i servizi italiani indagavano su simpatizzanti e amici dei patrioti del Donbass: ciò desta strani sospetti e forse non è casuale; questi episodi sono avvenuti dopo l’intervista al Financial Times da parte del Presidente Wladimir Putin, dove metteva in risalto le ” malefatte” e i punti deboli del sistema tardo capitalista, e nei fatti si proponeva come leader del mondo antiglobalista, che lotta per difendere la storia, cultura e tradizioni dei popoli, ponendo Mosca come la terza Roma.

Inoltre questa campagna contro la Federazione Russa e il suo Presidente Wladimir Putin ha lo scopo di continuare e allargare le sanzioni economiche contro la Federazione Russa, dopo il referendum per l’autodeterminazione in Crimea del 2014, che sanciva la volontà del popolo  di rientrare nella madre patria russa.

Non è da escludere che le future sanzioni possano colpire anche i prodotti petroliferi della  Federazione Russa, fino a far diventare concorrenziale i gas a frammentazione (scisto): va ricordato che gruppi monopolistici nordamericani hanno investito somme gigantesche su queste estrazioni.

L’obbiettivo, attraverso le sanzioni, è di elevare il valore di un barile di petrolio a minimo 80 dollari, rendendo quindi competitivo lo shale gas (scisto).

Mentre la Federazione Russa ha programmato i suoi piani economici su un valore di 50 dollari al barile.

Se la Federazione Russa riesce a sviluppare la sua economia con questa valutazione (50 dollari al barile) per gli USA la crisi sarà inevitabile e saranno costretti a scendere a patti, e togliere le sanzioni.

Quindi le problematiche italiane sono all’interno di uno scontro globale (i “grandi” politici italiani non sono altro che delle comparse, in questo gioco).

L’ovvia constatazione è che l’Italia è senza un capitano, anzi ne ha uno e si chiama Francesco Schettino.

Venezia-Longarone 17 luglio 2019

per il Veneto Serenissimo Governo

Il Vice Presidente Valerio Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




Elezioni europee 2019, chi ha vinto? Si vedrà.

Nessun governo, nessun leader è in grado di dare delle risposte alle necessità e ai bisogni dei nostri popoli, rispetto all’attuale crisi che ha investito il sistema nel suo complesso. Essa porterà all’implosione.

Da queste elezioni l’indicazione è chiara: la Lega deve prendere sotto la sua direzione i ministeri economici, in quanto finora ha distribuito solo chiacchiere, più o meno altisonanti, con risultati non sempre positivi. Mentre il M5s ha voluto, dopo il 4 marzo 2018, tutti i ministeri economici, senza averne né la capacità, né i mezzi economici all’interno del paese, ma dovendo elemosinare, in giro per il mondo, (UE, Cina, USA, Russia…) qualche spicciolo. Risultato: all’interno del governo si sono rovesciati i rapporti di forza. Perché  Salvini ha vinto? A parte l’incapacità del bibitaro del San Paolo, tutti in Italia, e non solo, (tranne il V.S.G.) hanno lavorato per farlo vincere, anzi il risultato è addirittura inferiore agli sforzi profusi dai suoi nemici, vedi i mass media, vedi il quadro politico istituzionale, vedi le cosiddette forze indipendentiste, vedi la Chiesa, il suo capo Bergoglio e i cardinali elettricisti, vedi la Chiesa militante antisemita, vedi  alcuni giudici e le loro politiche accoglienti, oltre al Presidente, che invece di salvare il popolo si è posto il compito di salvare la “casata”, come ha tentato di fare il re “ sciaboletta”, con i risultati che tutti sanno.

A fronte di tutto questo Salvini è davanti all’alternativa“ arrendersi o perire “. Cosa significa  arrendersi? Creare le condizioni perché l’Italia diventi una confederazione di stati indipendenti. Perire significa essere emarginati o servi dei pescecani e dei poteri forti, in sostanza uno zerbino.

Salvini a te la scelta, con il popolo o contro il popolo; vuoi essere per caso il Vaslov della Padania?

Ricordati  di Dario  primo: ha vinto a Maratona, ma il figlio Serse primo ha perso a Salamina. Chi tra Salvini e Giorgetti sarà Dario o Serse?

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, è pronto a difendere gli interessi e l’onore del proprio popolo e nel contempo è disponibile ad aprire un tavolo di trattative, onde evitare crisi ancora più devastanti.

Venezia-Longarone, 28 maggio 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni




Il veneto , la lega e l’autonomia

Riceviamo e pubblichiamo

Sig. Direttore,

inizio con una data , 9 maggio 1997, durante la notte un gruppo di persone , dette poi “ i serenissimi” inscenarono una dimostrazione ,non mi dilungo in cose che tutti sanno, per cercare di smuovere il popolo veneto ed uscire dal giogo dello stato italiano.

Ho avuto l’ onore di conoscere ed avere ospiti a casa mia parecchie volte queste persone.

I serenissimi contavano sul fatto di avere , come lasciato ventilare dai capi bastone leghisti, l’appoggio della lega  e la presenza in piazza San Marco  delle loro truppe,  purtroppo non fu cosi

in piazza c’erano solo le truppe dei NOCS/ GIS  che li hanno sbattuti in galera dove ci sono rimasti per anni, grazie soprattutto a napolitano all’ epoca  ministro dell’ interno e poi per il merito diventato presidente  della repubblica ,  ed al gran capo dei capi bastone  tal  umberto bossi , poi finito in disgrazia politica,  con capi di imputazione del peggior fascismo e poi dopo anni, riconosciuti innocenti.

Quel giorno sarebbe stato il momento buono per iniziare almeno per fare una forte autonomia del veneto, ed invece no , i capi bastone , mentre i serenissimi stavano in galera , hanno iniziato la carrirera politica  con lo stato italiano che li ha portati a diventare parlamentari e ministri  di questo stato  che doveva essere il nemico e con il quale invece si sono anche arricchiti.

Oggi , oltre vent’anni dopo, due che allora erano capi bastone emergenti, sono diventati, uno luca zaia  , presidente della regione veneto, hopss mi scuso casomai si offendesse, “ GOVERNATORE ”dopo esser stato ministro e dopo un inciuccio con galan , ricordo cosa disse tal  umberto bossi “ la lega non fa inciucci”infatti forse non fu un inciuccio ma un mercanteggiamento.

Il secondo , matteo salvini, ex anarchico dei centri sociali , ex comunista, ex padano separatista , ex parlamentare europeo  , oggi cristiano cattolico praticante , ed oggi viceprimo ministro  con il nemico .

Oggi questi collaborazionisti vorrebbero farmi credere  che stanno lottando per l’autonomia del veneto, sono passati 18 mesi dal referendum  farsa voluto dal governatore zaia che ci è costato, dati dei media mai smentiti, 20 milioni di euro, risultati? ZERO nemmeno quello che prevede la costituzione, in confronto quello del 1866 fu quasi una cosa regolare.

                                                                                  Saluti Giuseppe De Cesero




Non andiamo a votare

Si sta avvicinando il 26 maggio, giorno delle elezioni europee, e non solo. Esse non sono altro che un simulacro di democrazia. Non esiste nessuna ragione obiettiva per cui andare ad esprimere un nostro parere (sul nulla). Siamo di fronte a dei gruppi “politici” di dissociati, senza idee, programmi ed obbiettivi; sono eterodiretti. Le loro capacità intellettuali non permettono non solo di elaborare piani, ma neanche di gestire con decenza il presente. Questa situazione oggettiva è facilmente riconoscibile: ci sta portando verso una crisi più grave di quelle del 1929/2008. Tale crisi non è la solita crisi ciclica, ma porterà all’implosione non solo delle nazioni europee, ma anche del nostro “modus vivendi”: quindi prima viene l’implosione, prima si creeranno le condizioni di un nuovo rapporto con l’esistente che ci circonda.

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, ritiene di aver dato il proprio contributo a questo futuro cambiamento, e si trova nel piano economico (piano Guardiola), messo a disposizione di tutti i veneti, e non solo.

Pertanto dobbiamo prendere nelle nostre mani il nostro destino.

NON ANDIAMO A VOTARE ALLE ELEZIONI EUROPEE

Gettiamo nella differenziata l’attuale cosiddetta classe dirigente di parassiti.

W LA LIBERTÀ DEI POPOLI

Venezia-Longarone, 20 maggio 2019

per il Veneto Serenissimo Governo

il presidente Luca Peroni




I portatori d’acqua di Salvini

In questi giorni, 25 aprile e 1° maggio 2019, ne abbiamo sentite di tutti i colori; si può affermare che il cervello non era sempre collegato alle  parole. Finché questo bailamme continuerà ad imperare Salvini può stare tranquillo: avrà un sempre maggiore consenso dalla gente.

Tutti lavorano per incrementare i suoi successi, tant’è che come estrema ratio si ricorre alla magistratura per arginare l’inevitabile conquista di Roma. Comunque si troverà sicuramente un Hindenburg che gli affiderà le chiavi.

In questa guerra contro Salvini si stanno usando le vecchie armi del potere, che come stiamo constatando, non riescono a contrastare l’avanzata leghista, anzi la stimolano; occorre trovare nuove armi di contrasto. Il Veneto Serenissimo Governo ne ha indicato alcune, nei suoi documenti.

Andiamo ad esaminare fra gli   oppositori ufficiali, partendo da Mattarella  che afferma” non si può barattare l’ordine con la libertà”: credo non ci sia nessuno che vuole avere la libertà nel caos, nel disordine, lasciando la società in mano ai prepotenti, ai malfattori, ai clandestini…

Quanti consensi hanno portato tali affermazioni alla Lega?

Quale differenza tra Mattarella e Pertini! Il secondo, nell’aprile 1945 lanciò la direttiva a tutti i comandi partigiani: “Mettere la canaglia nazifascista di fronte all’alternativa: arrendersi o perire”. Altra struttura.

Non parliamo del PD, (eredi del P.C.I.) che ormai ripropone in maniera stantia i riti antifascisti, dopo aver tradito la volontà e il sogno dei nostri popoli; in 74 anni quali sono i risultati? Dove è finita la strategia gramsciana delle casematte? Le avete trasformate nelle fortezza Bastiani de “Il deserto dei tartari ” (ZTL). Avete costruito sull’antifascismo le vostre misere fortune da accattoni.

Veniamo ai centri sociali, i quali sono ridotti a fare i tassisti della fanteria di Soros, trasportando nella penisola clandestini di tutte le risme, una volta sbarcati li accudiscono con i soldi dei lavoratori, e sono stipendiati dalle ONG= Perfetti maggiordomi dell’antisemita Soros e della socialdemocrazia.

Esaminiamo i mass media: all’80% sono contro Salvini, il restante 20% sono a favore. I contrari sono una manna dal cielo per la Lega, in quanto dicono amenità con enfasi, e i cosiddetti favorevoli farebbero meglio a stare zitti, poiché prima erano servi dei potenti, adesso sono zerbini dei futuri padroni; e siccome non hanno alcuna profondità scientifica fanno solo della confusione e danni ai loro principali. Al massimo possono portare tè e pasticcini, possibilmente senza inciampare.

Non vado oltre. La situazione è grave e caotica. Ma come disse il saggio orientale: ” Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Dipenderà solo da noi approfittarne per costruire una società più equilibrata, più partecipata, più degna di essere vissuta.

Il Veneto Serenissimo Governo ha compiuto uno sforzo in tale direzione costruendo un piano economico per la rinascita del Veneto (Piano Guardiola), che abbiamo offerto alle nostre genti.

Nessuno di coloro che chiedono il nostro voto ha nei pensieri il nostro destino e la nostra felicità; essi sono nelle nostre mani.

Spingiamo gli approfittatori nella pattumiera della storia.

Tutti gli sforzi perché i sogni si avverino.

Venezia-Longarone, 28 aprile 2019

Il Vicepresidente del Veneto Serenissimo Governo

Valerio Serraglia




Parigi brucia!

Oggi, all’indomani del rogo di Notre Dame, c’è chi piange sulle macerie, c’è chi dice che un simbolo dell’occidente è andato in cenere, un simbolo sopravvissuto anche alla barbarie nazista. Quello che dobbiamo constatare è che l’Europa è ormai al collasso, un collasso etico e morale oltre che fisico e materiale. L’Europa ha ammainato la bandiera e tutto ciò che rappresenta. Prima ancora che i vigili del fuoco spegnessero le fiamme, e che quindi le autorità inquirenti verificassero la causa dell’incendio, le autorità francesi si sono prestate a dire che tutto poteva essere ad aver causato l’incendio tranne il terrorismo, ma d’altronde cosa possiamo aspettarci da chi ha derubricato gli attacchi terroristici ad atti di pazzia dei cosiddetti “lupi solitari”?

Il problema ormai va oltre il fatto che l’incendio sia un atto terroristico o un tragica fatalità dovuta all’imperizia di un cantiere di lavori. Tutto può essere, ma ciò che non deve passare sotto traccia è il fatto che nei siti jihadisti e nelle pagine social di questi criminali è presente tutto un susseguirsi di commenti che festeggiano il rogo. Ma non solo, appaiono selfie di musulmani sorridenti con alle spalle la cattedrale in fiamme.

Cosa dire? Ormai l’Europa è in balia del proprio relativismo culturale e del proprio buonismo. È sotto ricatto dei vari lazzaroni islamisti che per mantenere il potere minacciano attraverso le principali testate giornalistiche europee che se non saranno accontentati allora scatterà l’invasione di 800.000 terroristi. Questi criminali vengono accolti con tutti gli onori nelle varie sedi della politica internazionale, come già è successo negli anni 90 con i terroristi talebani.

La questione non è essere sovranisti a parole ma cedere a tutto campo con i fatti, non è essere nazionalisti ma poi a qualsiasi incidente evocare lo spauracchio del complotto internazionale, non è essere terzomondisti per nascondere il proprio razzismo e neoschiavismo, non è essere per la democrazia e poi invocare l’uomo forte: il dato di fatto è che è giunto il momento di assumersi direttamente le proprie responsabilità, ed agire nella consapevolezza che la salvezza e la sopravvivenza arriva solo da noi. È giunto il momento di divenire patrioti, ovvero persone che attraverso il libero arbitrio decidano di rimboccarsi le maniche per lavorare per ottenere una società diversa con una base etica. L’Europa che conosciamo oggi ha perso, ha abdicato alle proprie radici storiche e culturali, pensando che avere la pace significasse non lottare più per nulla. La pace è un processo di crescita e non di negazione, se lo vogliono i popoli europei possono rimpossessarsi del proprio futuro agendo con una prospettiva che li permetta di raggiungere la felicità, ma questa è possibile soltanto sapendo quale è il nostro passato e traendo lezioni positive da esso. Se i popoli europei continueranno a giocare al rimpiattino e cederanno alla paura di avere un passato, anche doloroso, allora saranno destinati a soccombere a chi li vuole occupare e rendere schiavi utilizzando le loro stesse paure e la loro stessa democrazia.

Longarone-Venezia, 16 aprile 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




Risultato elettorale in Israele

Appresa la combattuta vittoria elettorale del Likud e del primo ministro Benjamin Netanyahu, a nome mio e del Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica ci congratuliamo per il risultato ottenuto; siamo certi che se lei avrà il mandato di formare il nuovo governo, lo farà con equilibrio e visione strategica.

Il popolo d’Israele ed il popolo Veneto sono legati ad un’ancestrale aspirazione di libertà e convivenza armonica con i popoli che corrispondono la stessa fraternità nella piena autodeterminazione.

Il Veneto Serenissimo Governo, anche in questo frangente è a fianco dei suoi fratelli israeliani e li ringrazia per il continuo sacrificio nella lotta contro il terrorismo.

Auguro buon lavoro, nell’interesse non solo di Israele, ma di tutti gli amanti della pace.

Fraterni saluti

Longarone-Venezia, 10 aprile 2019

per il Veneto Serenissimo Governo

il presidente Luca Peroni