Intervieni con S.Marco

Intervieni con S.Marco

Veneti, oggi abbiamo il dovere di difendere i valori delle nostre comunità, della nostra storia cultura e delle nostre tradizioni.

Sembra ripetitivo continuare a rimarcare questa tesi ma i tempi odierni ce lo impongono, non che in altri periodi questo compito sia stato da trascurare, ma la logica impone che sia così per sempre, e visto il decadimento morale e politico che le nostre comunità attraversano nei tempi attuali in cui siamo occupati dall’italia, bisogna serrare le fila ed essere il più valenti possibile.

Dopo oltre 30 anni di demagogia politica dove i grandi strateghi hanno proposto svariati metodi per liberarsi dal centralismo romano siamo prigionieri, tanto se non più di prima: ci hanno proposto vaghe autonomie, secessioni, devolution, padanie, lombardi veneti, macroregioni, indipendenze, repubbliche del nord, partiti venetisti ecc..  e tutto questo inganno lo hanno potuto configurare  attingendo da quel grande carattere che è la voglia di libertà, che i veneti si portano nel loro dna da molte generazioni.

I veneti devono assolutamente prendere in esame questi fatti recenti della nostra storia per trarne le dovute conseguenze e sviluppare un percorso valido ed efficace per ripristinare all’interno del loro territorio la libera potestà delle comunità.

Se i veneti hanno a cuore la libertà e l’autodeterminazione più di qualsiasi altro popolo della penisola italiana, questo lo si deve esclusivamente alla nostra storia che con più di 4000 anni di testimonianza ha fatto si che la sua specificità sia stata il primario tratto distintivo all’interno dei propri territori liberi, sovrani, indipendenti, caratterizzati dal libero arbitrio a partire dalle piccolissime comunità autoctone, per andare poi a difendere ed a contribuire a far sopravvivere le autonomie di  popoli in quasi tutto il mediterraneo orientale.

Questa volontà è stata cimentata (istituzionalmente) oggigiorno dalla grande volontà dei veneti nella vittoria schiacciante del referendum per l’autonomia del 2017 e questo, se mai ce ne fosse stato bisogno, non può essere negato.

Se pensiamo a tutti gli studi, convegni, esternazioni, dibattiti ecc.. che il mondo accademico e politico si è imbattuto in questi ultimi 30-40 anni per cercare di presentarci una qualsivoglia forma di simil-federalismo adatto agli standard attuali, bisogna essere realistici ed affermare che se si fa un’analisi storica obiettiva, la strada principale per confrontarci sulle libertà comunitarie, per ricavarne una possibile via interpretativa, questa non può essere che l’esempio ed il modello della Veneta Serenissima Repubblica ed i valori incrociati che esistevano tra lo stato federale e tutte le comunità che costituivano l’intero suo dominio; il loro contraltare possono essere sicuramente gli stati imperiali e le ideologie post illuministiche, con a capo i partiti succubi delle loro segreterie centrali, che tuttora dominano il potere.

Posso dire che la lungimiranza delle istituzioni venete furono facilitate da due importanti fattori intrecciati tra loro e cioè il patriottismo delle genti all’interno dei confini veneti e contemporaneamente la difesa delle leggi e delle istituzioni nell’ordinamento veneto durante i 1100 anni di repubblica.

A questo punto è necessario capire con quali armi si deve combattere la battaglia per l’indipendenza della veneta patria: la prima è essere coscienti che qualsiasi soluzione per un ordine autonomista o federalista lo si può trovare necessariamente nella storia della Veneta Serenissima Repubblica che senza ombra di dubbio è stata l’espressione più evidente nei secoli della libertà e del libero arbitrio concesso ai suoi vari popoli che la componevano, e per questo capro espiatorio e vittima di ostilità ed accanite divergenze da parte degli avidi interessi totalitari imperanti all’interno delle varie casate di potere.

Appurato questo, bisogna trasformarsi senza esitazione alcuna in veri patrioti, validi difensori della nostra storia serenissima, mutando il nostro essere quotidiano impostaci dallo stato occupante creando i presupposti per far rinascere le nostre comunità, facendole diventare dei veri centri autogestiti che uniti formeranno la nuova Veneta Serenissima Repubblica: abbandonando definitivamente tutti quei legami impostatici dalla centralità degli ordinamenti occupanti, figli solo di poteri alieni con lo scopo tangibile oramai agli occhi di tutti della rapina legalizzata di tutte le nostre sostanze.

Patrioti vuol dire prendere una decisione chiara e consapevole di cosa si vuol essere e di come vorremmo tutto quello che ci circonda, dalla società all’ambiente, al rapporto con i nostri vicini e se vogliamo con il mondo intero. Ciò lo si può fare ed avere come è avvenuto per secoli nei nostri territori senza però delegare la nostra partecipazione attiva ad elementi staccati ed avulsi alla nostra storia, referenti a centri di potere lontani e scollegati con la nostra realtà quotidiana; la libertà la  possiamo avere soltanto se si decide in maniera chiara e distintiva da che parte stare: o con Il Veneto e la sua plurimillenaria storia o con l’occupante italiano (emanazione di una società e di un’economia antitetica a quella delle piccole patrie che amano la propria libertà e la propria felicità).
Quando avremo capito questo ed avremmo fatto la nostra scelta, saremo pronti a vincere, a ritornare indipendenti a mettere da parte le nostre diversità, ricreando le nostre comunità libere, patriottiche e in simbiosi con il nostro territorio per un futuro più equilibrato e valoroso per tutti.
Dunque, eleggere a guida socio-politica la storia della veneta serenissima repubblica isolando definitivamente la cultura central-colonialista impostaci dallo stato occupante attraverso i suoi vari gretti galoppini territoriali, e prendere una decisione chiara e netta, mutando la nostra apatia verso la cosa pubblica e la società che ci circonda  trasformandoci da cittadini avulsi in patrioti connessi con il territorio che ci circonda, influenzandolo in maniera chiara e decisa verso la nostra necessaria e inviolabile indipendenza che per secoli ha illuminato i nostri territori e le nostre genti.
Non ci può essere libertà se non si decide da che parte stare, in modo netto e distintivo senza se e senza ma; la via di mezzo non funziona anzi serve solo per alimentare il potere dei nostri occupanti. L’esempio più indiscutibile se si vuole ricercare nella nostra storia rimane sempre il tragico errore che la classe dirigente della Serenissima ha fatto a fine 700 proclamando una neutralità armata che portò inesorabilmente alla caduta della serenissima repubblica ed inevitabilmente alla perdita del nostro libero arbitrio.

Venezia-Longarone, 18 gennaio 2020

Il Presidente del Veneto Serenissimo Governo

Luca Peroni




MEDIO ORIENTE SCENARI DI GUERRA

Erdogan Di Maio Al Serraj alleati

La situazione nel Mediterraneo e nel vicino Medio Oriente sta precipitando, con nuovi scenari e nuovi attori. Siamo di fronte a un’aggressione programmata dalla Turchia, per creare sue basi nel Mediterraneo e in Nord Africa. Con la conquista della Libia, o con parte di essa spera di poter influenzare Tunisia, Algeria e Marocco. Una volta consolidate queste basi, con la forza militare, la Turchia si porrà nelle condizioni ottimali per aggredire l’Europa, non militarmente ma attraverso l’utilizzo di extracomunitari, accerchiandola con l’apertura di flussi migratori sia  a oriente, aprendo le sue frontiere verso l’Europa, che dalle spiagge libiche e tunisine, nel contempo utilizzando le quinte colonne turche in Europa e principalmente in Germania. E’ palese che non ci stiamo avvicinando alla guerra: la guerra è già in atto e sta investendo il Mediterraneo , il vicino  e il Medio Oriente.

Si stanno delineando nuove alleanze, nuove strategie e nuove tattiche; questa è una guerra per il controllo energetico e per le sue vie di trasporto.

Tutto si sta giocando sul prezzo al barile del petrolio: per gli Stati Uniti è necessario che il suo prezzo sia superiore agli 80 $, per rendere concorrenziale il loro prodotto (scisto), mentre la Federazione Russa e l’Arabia Saudita per contrastarli devono contenere il prezzo tra i 50/70 $.

Non a caso la Federazione Russa ha programmato la sua economia, negli ultimi anni, con riferimento al prezzo al barile intorno ai 50 $.

Gli USA, per raggiungere il loro obiettivo devono destabilizzare quei paesi ricchi di riserve energetiche, vedi Libia, Iran, e Venezuela. Questo non significa che i dirigenti iraniani non siano un grave pericolo per la stabilità e la pace in tutta l’area del Medio e vicino Oriente, e comunque andavano e vanno messi in condizione di non nuocere.

Questa è un’inquadratura, se vogliamo anche superficiale, ma molto vicina alla realtà.

In questo contesto si può verificare non solo l’inesistenza di una politica, di una strategia, di una tattica  da parte dell’Europa, sia per quanto riguarda l’Iran, la Libia e complessivamente l’intero Medio Oriente, e al suo interno sono divisi e contrapposti: chi sta con Haftar e chi con Al Serraj.

In questo quadro qual è la politica dell’Italia? Dopo aver fatto fuoco e fiamme contro la Turchia, quando ha attaccato l’enclave curda in Siria nel tentativo di annientare il popolo curdo, adesso si ritrova alleata con la Turchia medesima, e il suo Ministro degli Esteri Luigi Di Maio s’incontra con il suo omologo turco per salvare il fantasma Al Serraj, e quindi approvando nei fatti la presenza militare turca in Tripolitania, in appoggio al nulla, cioè il “governo” Serraj: del resto Conte e Di Maio  ne sono le sue controfigure, cioè il nulla.

Che dire di Di Maio? Personaggio politicamente ridicolo; come si fa ad affidare responsabilità importanti a simili personaggi? C’è qualcuno tra di voi che affiderebbe l’amministrazione del suo condominio a Luigi Di Maio? Però qualcuno l’ha votato; e inoltre c’è la responsabilità del Presidente Mattarella, che ha accettato di consegnargli ministeri di grande responsabilità per ben due volte (Conte 1°, Conte 2°). E poi c’è Matteo Salvini, che con lui ha governato, e Zingaretti che con lui sta governando.

Questo è il desolante quadro dell’attuale governo italiano. Quando si imbarcheranno sulla nave “Baionetta” per fuggire a Brindisi, imitando il re “Sciaboletta”?

In campo internazionale l’autorevolezza di Giuseppe e di Luigino è uguale a quella del maresciallo  Badoglio e del colonnello Castellano (dopo l’8 settembre 1943), cioè ZERO.

Il Veneto Serenissimo Governo ha indicato sul piano diplomatico, nei suoi incontri, la soluzione delle crisi tipo quella libica, siriana e del Donbass, la quale dovrebbe avere come base di partenza gli accordi De Gasperi Gruber per il Sud Tirolo. In questi giorni ci sono delle buone prospettive che questa dottrina dia favorevoli risultati nel Donbass.

Venezia-Longarone, 09 gennaio 2020

Il Vicepresidente del Veneto Serenissimo Governo

Valerio Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




É bene chiarirlo: nessun terrorista troverà mai asilo in Veneto!

Noi come Veneto Serenissimo Governo, quale unica voce della resistenza popolare marciana, abbiamo l’obbligo di prendere posizione rispetto alla morte del terrorista Soleimani. La linea che deve seguire ogni patriota Veneto rispetto alla lotta al terrorismo è stata segnata dal Doge Sebastiano Venier durante le fasi precedenti la Battaglia di Lepanto: “Che si combatta è necessità et non si può far di manco!”. Ogni tentennamento, ogni dialogo, ogni trattativa vengono visti dal terrorismo come debolezza e segno di sottomissione. Non dimentichiamo mai la fine che dovette patire l’eroe veneto Marcantonio Bragadin al termine della resistenza a Famagosta: fu scuoiato vivo!

Si può notare nei commenti di alcuni pseudo-venetisti una sorta di sudditanza rispetto all’aggressività islamista, guidata, si direbbe, esclusivamente da uno spirito anti-statunitense, e dalla assurda convinzione che gli avvenimenti al di fuori dal proprio orticello non riguardano il futuro della nostra terra veneta. Questa miopia politica è patetica, oltre che pericolosa: deve essere chiaro che fintanto che esisterà il Veneto Serenissimo Governo la patria Veneta non soccomberà all’invasione islamica palese o occulta. L’evento della morte della terrorista Soleimani ha fatto in modo che tutte le quinte colonne amiche del terrorismo islamico venissero a galla, l’asticella è chiara e visibile a tutti o si è contro il terrorismo o si è complici del terrorismo, non esistono né mezze misure né zone grigie in questa battaglia. Non dobbiamo aspettare che le nostre gole siano sgozzate per combattere, perché in quel caso sarà troppo tardi, la difesa avanzata, come quella applicata per eliminare Soleimani è la corretta via per contenere e sconfiggere il terrorismo.

Non siamo stanchi di girare per le nostre città rischiando di incrociare quelli che il perbenismo occidentale chiama pazzi, ma che in realtà sono chiaramente terroristi, che al grido di “allah akbar” si avventano contro di noi e le nostre famiglie per ucciderci? La vigilanza è d’obbligo, come è d’obbligo avvisare le forze di polizia e carabinieri per ogni sospetto che abbiamo (le forze d’ordine presenti nel nostro territorio non sono nemiche ma saranno indispensabili nella ricostituita Veneta Serenissima Repubblica). Diffidiamo da chi addita le forze armate come nemiche perché essi vogliono solo trasformare il Veneto in una terra di conquista per chi garantirà impunità alle loro malefatte contro l’ambiente e contro il prossimo.

Ma è bene chiarire perché Soleimani, come lo stato che esso rappresentava, ovvero l’Iran, sono solo dei terroristi che nulla hanno da invidiare alla Germania Nazista, questi criminali hanno finanziato: Hezbollah, Jihad islamica, milizie shiite, Hamas, miliziani in Yemen, decine di gruppi terroristi al di fuori del medioriente. Questi manigoldi inoltre amano organizzare festival negazionisti ed antisemiti, oltre che minacciare continuamente la sopravvivenza dello Stato d’Israele (il quale, è sempre bene ricordarlo, è l’unica democrazia mediorientale, e una delle migliori democrazie a livello globale).

A fronte di quanto qui sopra evidenziato è evidente che chiunque tentenni rispetto al terrorismo né è complice, e come tale è nemico del Veneto, della sua storia, cultura e tradizioni. Quindi cari incerti e detrattori fatevi un esame di coscienza perché la storia non perdona, la responsabilità delle azioni è sempre e solo principalmente individuale….nessuno potrà lavarsene le mani.

Venezia-Longarone, 05 gennaio 2020

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Ministro degli Esteri

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




Al Ministro degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud Dmitrii Medoev

Al Ministro degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud Dmitrii MedoevV

Da dx: il Presidente del Veneto Serenissimo Governo Luca Peroni, il Ministro degli esteri dell’Ossezia del sud Dmitrii Medoev, il Vicepresidente del Veneto Serenissimo Governo Andrea Viviani. 2017

VENETO SERENISSIMO GOVERNO

Ufficio di Presidenza

Al Ministro degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud Dmitrii Medoev

A nome del Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, e mio personale auguro a Lei e al suo popolo un buon 2020, nel quale finalmente possiate vivere in pace e dedicarvi al vostro sviluppo sociale ed economico.

Il Veneto Serenissimo Governo è da sempre a fianco di questo piccolo grande popolo, e dei suoi patrioti, che lo hanno difeso versando il loro sangue contro le mire espansionistiche di Saakashvili (agosto 2008).

Il Veneto Serenissimo Governo ha rapporti di fraterna amicizia e collaborazione con il vostro governo. Importante è stata la visita nel Veneto di una vostra delegazione, guidata dal Ministro degli Esteri, organizzata dal nostro governo, nel 2014.

Il Veneto Serenissimo Governo è certo che questi legami si approfondiranno in futuro, nel reciproco interesse.

Venezia-Longarone 27 dicembre 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Ministro degli Esteri

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




PATRIOTI O ZERBINI

E’ chiaro
a tutti che l’Europa di Bruxelles è in una crisi difficilmente risolvibile;
ormai tutti i popoli dell’Europa si sono risvegliati o stanno risvegliandosi;
riprendendo nelle loro mani i propri destini. A fronte di queste
incontestabili  realtà i poteri della U.E. reagiscono in maniera multiforme:
repressione, economia, ricatti e con la corruzione.

Quello
che ci interessa esaminare in questo contesto è l’arma più pericolosa e
subdola: l’utilizzo dei presunti indipendentisti, che in realtà sono dei
moderni Quisling.

Ne
citiamo tre, in quanto rappresentano plasticamente il campo, con varianti
specifiche in ogni paese: la scozzese Nicola Sturgeon, il catalano Carles
Puigdemont, e l’italiano Matteo Salvini.

Non c’è
nessun dubbio che la scozzese N. Sturgeon, e il suo predecessore Alex Salmond
siano stati, e sono tuttora a servizio della U.E., e lo hanno dimostrato
durante il referendum per l’indipendenza (2014), dove A. Salmond ha
ripetutamente affermato che la Scozia sarebbe comunque rimasta nella U.E., e
adesso N.Sturgeon chiede un referendum, non per dare il libero arbitrio al
popolo, ma per entrare nella U.E.

E’ chiaro
che questi due zerbini hanno usato i sentimenti patriottici del popolo scozzese
per altri fini, che nulla hanno a che vedere con l’indipendenza della Scozia.

La
dimostrazione è che i poteri forti del continente e i loro megafoni sono tutti
a fianco di N. Sturgeon, e del suo partito, lo Scottish National Party e delle
loro richieste di secedere dalla Gran Bretagna.

Per
quanto riguarda la Catalogna hanno avuto un percorso per certi aspetti simile,
lo zerbino catalano C. Puigdemont e il suo Partito Democratico Europeo Catalano
(solo ad esaminarne il nome si può comprenderne la linea politica), questo
Quisling ha indicato una linea politica organizzativa che ha portato alla
sconfitta, con conseguenze gravi: repressione, carcere, morti e feriti…
mentre “l’eroe” si rifugiava dai suoi amici di Bruxelles.

Il terzo
Quisling risponde al nome di Matteo Salvini, il quale partendo dalla volontà di
autodeterminazione dei popoli del Nord, e in particolare del popolo veneto, ha
trasmigrato nel potere romano, tradendo tutte le aspirazioni delle nostre
genti; in particolare della conclamata volontà dei Veneti (dimostrata con la
vittoria del SI al referendum del 2017).

Anche
questo zerbino si è adeguato alla volontà della U.E., con dimostrazione pratica
che lui non è contrario alla candidatura di Mario Draghi come Presidente del
Consiglio o alla Presidenza della Repubblica.

Si può
fare una previsione per quanto riguarda l’imbroglione italiano. non avrà futuro;
si può essere certi che farà la stessa fine di Luigi Di Maio e di Matteo Renzi,
(che noi avevamo ampiamente previsto).

Uno, due,
tre o dodici mesi poco importa: la strada della sua sconfitta è tracciata. Chi
tradisce ne sopporterà le conseguenze.

Per concludere
vediamo che il variegato mondo autonomista e indipendentista si divide in due:
i central-nazionalisti legati e diretti dai pescecani dell’economia, e i
patrioti, che devono essere diretti dal popolo e devono difenderne gli
interessi.

Il popolo
veneto ha subito 153 anni di oppressione da parte di Firenze, Roma, Brindisi,
Salò, Napoli, capitali dell’espressione geografica chiamata impropriamente
stato italiano.

Noi
Veneti abbiamo combattuto, vinto e perso, e stiamo tuttora lottando. Matteo
Salvini si ricordi che i traditori passano ma la Patria Veneta vive.

W LA LIBERTA’ DEI POPOLI

Venezia-Longarone
21 dicembre 2019

Il Vicepresidente del Veneto Serenissimo
Governo

Valerio Serraglia

Veneto
Serenissimo Governo




Auguri di buone feste

Veneti, il 2019 volge alla fine e come di consueto siamo a tirare le somme dell’anno che passa.

Non si può dire che all’orizzonte ci siano prospettive rosee per l’economia, per le nostre famiglie, per le future generazioni, per i nostri territori, l’ambiente, e nel contempo per le nostre città d’arte abbandonate alle ormai  ricorrenti calamità naturali trasformatosi oggigiorno a vere e proprie sciagure, basti pensare qualche settimana fa alle inondazioni subite a Venezia oppure al disastro della tempesta vaja ecc…   

L’inquinamento del suolo veneto, del suo naturale ecosistema è quasi del tutto compromesso da una industrializzazione selvaggia senza alcun criterio con il solo fine di arricchire capitalisti e finanzieri senza scrupoli, che a mal partita si rifugiano in espropri forzati dei nostri risparmi con l’avvallo dei Quisling politici di turno che non perdono occasione per mostrare la loro vera essenza di burattinai.

Non si possono elencare qui tutti i disastri che la Veneta Serenissima Repubblica ha subito negli anni che vanno dalla perdita dell’indipendenza ad oggi, bisognerebbe scrivere un libro, un grosso libro.

A questo punto verrebbe da pensare che non solo il nostro territorio, la nostra economia, il nostro impianto socio-culturale, imprenditoriale e storico siano al capolinea, ma che sia in pericolo il nostro stesso dna antropologico, lo stesso che ha permesso ai veneti antichi di sopravvivere ed edificare nei secoli quella cultura invidiata in tutto il mondo e cioè l’armonia che durò per ben oltre un millennio  nella ricchezza, nella libertà, nel buon governo, nella convivenza di tutte le classi sociali … senza avere  mai sommosse popolari di rilievo nei confronti dell’autorità serenissima.

In questo momento storico dove oramai l’impianto politico post illuministico a trazione occidentale è decisamente fallito e dove il disordine è e sarà all’ordine del giorno, dobbiamo essere legati in un unico corpo per far fronte alle imminenti sfide e non c’è spazio per indecisioni o particolarismi, bisogna essere un tutt’uno con lo spirito che ha accompagnato la storia dei nostri padri nelle grandi sfide del passato e resistere.

Il popolo c’è, lo abbiamo visto a fronte delle calamità attuali: anche se mutilato da oltre 200 anni di pazzie ideologiche e rapine legalizzate, ha capito che non c’è salvezza lungo la strada proposta da questi usurpatori, pazzi ciarlatani, con lo scopo di assopire lo spazio evolutivo delle patrie.

Il popolo veneto reagisce ed è stato chiaro, per l’ennesima volta nell’ottobre del 2017 dove ha dichiarato al mondo che la propria strada, il proprio futuro è quello della libertà nel suo inviolabile diritto al libero arbitrio, base questa per qualsiasi convivenza pacifica tra i popoli.

Il Veneto Serenissimo Governo ha messo a disposizione di tutti le proprie fatiche programmatiche e le sue valutazioni politiche rispetto alla situazione geo-politica sempre più inquietante evidenziando come sempre l’odierna debolezza delle istituzioni internazionali oramai concettualmente oltrepassate ed in perenne stato di coma irreversibile ampiamente anticipate nel documento “Contributo del VSG per la pace e l’autodeterminazione dei popoli”.

Analizzato il quadro generale, e determinato con quali difficoltà avremo a che fare, si è elaborato e messo a disposizione della critica (costruttiva) un altro documento determinante per la sopravvivenza del popolo veneto che servirà a traghettare la nostra esistenza di veneti verso un nuovo paradigma, dimostrando ancora una volta che la Veneta Serenissima Repubblica non è morta ma sopravvive malgrado tutto.

Nel “nuovo piano economico (piano Guardiola)” il Veneto Serenissimo Governo affronta in maniera rivoluzionaria l’indipendenza economica della rinata Veneta Serenissima Repubblica, ponendo le basi per un’opzione alternativa agli impianti socio-economico-finanziari attuali,

mettendo come punto di riferimento il legame ed il rispetto dell’essere umano con l’ambiente che lo circonda.

Senza una presa di coscienza seria delle dinamiche geopolitiche e la volontà profonda di elaborare un nuovo modello di coesistenza non si potrà certamente affrontare il tracollo oramai certo di un’europa arrivata al capolinea pronta ad eliminare qualsiasi libertà dei popoli inerenti nei suoi confini pur di far sopravvivere le sue istituzioni reazionarie a favore di pochi eletti nei saloni della finanza speculativa.

Auguro buone feste e buon 2020 a tutti i veneti in patria e nel mondo, con allegato un comunicato del Veneto Serenissimo Governo datato 2011 certamente ancora attuale nella previsione delle svolte autoritarie e nelle speculazioni odierne ai nostri risparmi…

Venezia-Longarone, 20 dicembre 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni

Togliamo i soldi dalle banche e acquistiamo la nostra terra

Cominciamo a dare un segnale per il nostro futuro togliendo i soldi dalle banche e disinvestendo i nostri soldi dalle azioni o altri titoli. Amiche ed amici, se amiamo la nostra terra non nascondiamo i soldi sotto il materasso ma liberiamo la terra che amiamo comprandola, e contemporaneamente proclamiamo Liberi Territori Veneti questi nuovi appezzamenti. Il futuro parte da noi, la riscossa non può arrivare da altri se non dal nostro amore per il prossimo e per il mondo in cui viviamo.

Ormai la crisi economica è una realtà che ci coinvolge tutti, coinvolge la nostra società e il mondo in cui ci hanno abituato a vivere, coinvolge il nostro quotidiano e il futuro dei nostri figli e dei nostri cari. Il sistema globalizzato non è più sull’orlo del baratro, ma nel baratro che con le sue macerie travolge tutto e tutti.

Come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, non possiamo esimerci da prendere una posizione categorica rispetto a ciò che sta accadendo e a quelle che possono essere le prospettive future per chi non vuole affogare su questo Titanic che è lo Stato occupante italiano e un’economia mondiale ormai in avanzato stato di putrefazione.

L’attuale situazione economica globale è il frutto di un’economia basata sul nulla, ovvero di un’economia che non basa le proprie fondamenta sul reale ma sul fittizio, le radici su cui si appoggia l’economia che si sta sciogliendo come neve al sole è costruita su promesse, su giochi, su speculazioni, sul vendere e comprare ciò che non esiste, su dare un valore a ciò che un valore non ha, sullo stampare denaro senza nessuna logica e senza nessuna copertura, su compensi stratosferici a manager che basano il proprio vivere sullo sfruttamento del prossimo, su incentivi ai manager che non potranno essere spesi neanche in 10 vite, ecc. Questo elenco potrebbe continuare, comunque una cosa è chiara: chi ci rimette in questa crisi sono le persone comuni; i giovani che cercano la prima occupazione e che ormai sono disillusi rispetto a tutto; chi ha lavorato una vita e si trova licenziato senza più nessuna prospettiva di lavoro e di futuro né tanto meno di pensione o di ammortizzatore sociale; chi si appresta ad andare in pensione che vede la propria attività lavorativa allungarsi quasi a tempo indeterminato; le donne che non hanno nessun aiuto da parte dello Stato per quella che è la gestione della famiglia e dei figli e saranno costrette a lavorare a lungo come gli uomini; gli anziani abbandonati a loro stessi in quella che è la parte finale della propria vita; gli immigrati che scappano da situazioni di disagio e repressione e si ritrovano a passare dalla padella alla brace; gli studenti che trovano nella scuola solo un ammortizzatore sociale e non un trampolino per la vita; i piccoli imprenditori che illusi dal profitto, dalla ricchezza e dal cosiddetto riscatto sociale si sono fidati di questo sistema truffaldino ritrovandosi essi stessi alla canna del gas e alla bancarotta.

Noi abbiamo affermato che questa situazione non ha più senso di esistere e che l’unica via di salvezza per il nostro amato Veneto è uscire dallo Stato criminale italiano, abbandonando progressivamente il sistema economico su cui si basa, per passare ad un’economia fondata sull’autogestione di libere comunità associate tra di loro. Abbiamo più volte affermato nei nostri progetti e programmi che il Veneto Serenissimo Governo vuole dimostrare che può esistere un sistema sociale che abbia come perno la libertà, la solidarietà, la democrazia, e non lo sfruttamento. Per salvarsi dal baratro di questa crisi irreversibile. Quindi le nostre direttrici sono tre:

1°) Uscire dall’economia globalizzata;

2°) Costruire un  nuovo patto  con il territorio e la natura nel suo insieme;

3°) Gettare le basi per un’economia potenzialmente autosufficiente.

Il Veneto Serenissimo Governo si impegna a dare un contributo teorico per la possibilità di costruire villaggi autogestiti nel Veneto. In questo contesto noi facciamo appello a tutti i patrioti, perché si pongano nella condizione di praticare questo alternativo sistema di vita. Inoltre chiediamo al presidente della giunta regionale Veneta e a tutte le istituzioni locali venete di confrontarsi con il Veneto Serenissimo Governo, sulla fattibilità di questa proposta, unica via di salvezza in questa crisi economica irreversibile.

Siamo pronti a verificare se da subito si possono costruire comunità autogestite, alla luce degli ultimi disastri che hanno messo in ginocchio i popoli di ogni angolo del mondo, con danni enormi per le persone e i territori.

Un primo gesto concreto che possono fare le donne e gli uomini che si sentono realmente Patrioti Veneti è quello di comprare degli appezzamenti di terreno (non importa la dimensione) proclamandoli Liberi Territori Veneti dandone la gestione politica al Veneto Serenissimo Governo, in questi territori è auspicabile che i nuovi proprietari riscoprano quelle che sono le colture tradizionali o che allevino del bestiame in modo non intensivo e rispettoso, questo perché dobbiamo riappropriarci in modo pieno e completo della terra che questo sistema economico ci ha strappato rendendoci schiavi del profitto, dello sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano e del consumo sfrenato. Il mondo è un sistema chiuso, che ha risorse limitate e di cui l’essere umano deve essere amorevole custode.

Quante prove dobbiamo aspettare per capire che stando all’interno delle attuali dinamiche di potere e sfruttamento siamo destinati all’autodistruzione? Vogliamo ancora delegare a una classe politica ed economica dissociata dalla realtà e dal quotidiano il nostro futuro? Vogliamo ancora far sopravvivere questo sistema economico depositando i nostri soldi in banche amministrate da avvoltoi pronti a tutto per i loro profitti stratosferici? Vogliamo continuare ad alimentare la finanza comprando azioni o titoli vari che nulla portano di positivo al nostro futuro?

Cominciamo a dare un segnale per il nostro futuro togliendo i soldi dalle banche e disinvestendo i nostri soldi dalle azioni o altri titoli. Amiche ed amici, se amiamo la nostra terra non nascondiamo i soldi sotto il materasso ma liberiamo la terra che amiamo comprandola, e contemporaneamente proclamiamo Liberi Territori Veneti questi nuovi appezzamenti. Il futuro parte da noi, la riscossa non può arrivare da altri se non dal nostro amore per il prossimo e per il mondo in cui viviamo.

Longarone, 7 ottobre 2011

Veneto Serenissimo Governo




Commento ad articolo Il Gazzettino

Quanto ancora dovremmo sopportare i danni che la scarsità di risorse imposta dall’occupante italiano sta infliggendo alla nostra Terra?
Il nostro popolo, che abita le nostre montagne, resiste con dignità e forza ma vogliamo che questi stessi bambini possano essere adulti liberi di autodeterminarsi e di prendersi cura delle proprie montagne.
Per questo dobbiamo pretendere il rispetto innanzi tutto dell’esito referendario del 2017 e quindi la libertà attraverso l’indipendenza.

Per l’articolo completo, clicca qui.




A due anni dal Referendum sull’autonomia del Veneto chiediamo l’incriminazione dei vertici dello stato italiano alla Corte Internazionale di Giustizia

Il 22 ottobre cade l’anniversario della riscossa dei Veneti, fu infatti il 22 ottobre 2017 che tutto il popolo Veneto, come un sol corpo, si è recato alle urne per decretare la propria autonomia, per affermare che è altro rispetto al resto della penisola italiana, per gridare al mondo che vuole decidere esso stesso il grado di autonomia che desidera esercitare.

Nel 2017 più della metà dei Veneti che avevano diritto a votare al referendum hanno decretato il proprio sogno: “è giunto il tempo di sanare lo scempio del Plebiscito truffa del 1866, orchestrato dall’italia savoiarda”.

La storia e le cronache quotidiane confermano il fatto che i Popoli per autodeterminarsi devono contare sulle proprie forze, anche se ogni aiuto esterno è ben venuto. La politica internazionale è un campo minato, la direzione da seguire non può essere lineare ma deve seguire le dinamiche della geopolitica, e le potenze internazionali appoggeranno i sogni dei Veri popoli solo se questi coincidono con i propri interessi economici e strategici. Riporre il proprio destino di Popolo alle bizze della superpotenza di turno è solo un suicidio. Gli esempi attuali di Kurdistan e Catalogna ne sono un esempio, il primo si è affidato agli USA, ma è ben noto il fatto che gli Stati Uniti sono poco lungimiranti in politica estera (ciò che è avvenuto in Vietnam, piuttosto che in Afghanistan, Somalia, Kosovo ed Iraq sono lì a dimostrarlo); mentre i leader Catalani pensano ancora che dall’Unione Europea possa arrivare qualcosa di buono mentre subiscono la repressione e la violenza del regime franchista di Madrid.

Quindi cari compatrioti Veneti dobbiamo trarre le conseguenze di ciò che avviene ed è avvenuto nei vari angoli del mondo. Nulla di buono è mai arrivato da Roma indipendentemente dal governo, manifestare a Roma con pseudo adunanze che ribaltano i governi ha solo causato immani tragedie, dobbiamo diffidare da chi proclama “Prima gli Italiani” perché noi siamo Veneti e l’italia è solo uno stato occupante.

Noi Veneti abbiamo un patrimonio storico e culturale che la comunità internazionale non può ignorare anche a fronte dell’aggressività turca in particolare ed islamista in generale, il Veneto fu l’avanguardia per arginare l’espansionismo ottomano ed ora solo una rinata Veneta Serenissima Repubblica potrà arginare l’invasione orchestrata delle ong mascherata da migrazione economica.

Il 22 ottobre 2017 ci siamo espressi democraticamente sul nostro futuro di Popolo, non dobbiamo cadere nei tranelli dei cartelli elettorali pseudo-venetisti che hanno solo lo scopo di portare in consiglio regionale qualche Quisling. Avrebbe senso partecipare alle elezioni venete del prossimo anno solo se il consiglio regionale Veneto si autoproclamasse assemblea costituente dichiarando nelle prima seduta l’indipendenza della Veneta Patria.

Come Veneto Serenissimo Governo invitiamo tutti i patrioti Veneti alla mobilitazione sottoscrivendo questa petizione per incriminare presso la corte internazionale di giustizia i vertici dello Stato Italiano per i crimini commessi contro il diritto del popolo Veneto ad autodeterminarsi:

https://www.change.org/p/international-court-of-justice-incriminazione-dei-vertici-dello-stato-italiano-alla-corte-internazionale-di-giustizia

I Veneti uniti faranno sempre la differenza!

Venezia-Longarone, 21 ottobre 2019

Per il Veneto Serenissimo Governo

il Vicepresidente

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

Veneto Serenissimo Governo




15° Forum Internazionale dell’Euroregione Aquileiese

Nel corso del 15° Forum Internazionale dell’Euroregione Aquileiese, promosso dall’Associazione culturale ” Mitteleuropa”, presieduta dal dinamico dott. Paolo Petiziol, il Presidente del Veneto Serenissimo Governo Luca Peroni ha consegnato al membro del Parlamento slovacco dott. Jozef Miklosko il nostro piano economico per la rinascita del Veneto.

Da sx : Il Presidente del Veneto Serenissimo Governo Luca Peroni,il già Vice Primo Ministro della Cecoslovacchia-Ambasciatore della Repubblica Slovacca a Roma-Membro del Parlamento slovacco dott. Jozef Miklosko, il Presidente di Radio Nazionale Veneta Valerio Serraglia.




IL RE E’ NUDO

Questo ennesimo governo, costituito a Roma, ma voluto da Bruxelles, chiarisce, se ce ne fosse ancora bisogno, la cosiddetta democrazia repubblichina: “Uno vale uno”. Essa è soltanto un simulacro usato dai poteri economici per esercitare il loro sfruttamento sui popoli. Siamo di fronte a un’intollerabile presa in giro di tutto ciò che loro stessi ci hanno detto e inculcato sulla democrazia, per poter continuare indisturbati l’oppressione.

Ci hanno chiesto il voto per poter aprire scatolette di tonno, qualcuno ci ha creduto? Il risultato: loro sono a Roma a mangiare caviale, hanno formato due governi, in 14 mesi, tra loro in antitesi, per poter continuare a mangiare caviale; a noi  aumentano le tasse.

Tutto questo senza la decenza di chiedere un preventivo parere a chi dovrebbe essere gestito, cioè il popolo.

In questo contesto i più pericolosi sono i social-fascisti del Partito Democratico: i quali sono diretta emanazione dei poteri economici di Berlino. Ne sono la loro “longa manus”, a loro servizio: zerbini erano, zerbini restano.

I 5Stelle sono delle creature patetiche, incapaci di esercitare qualsiasi profondità intellettuale, eterodiretti da un comico “paranoico”; essi sono in gita turistica, pagati da noi, nella loro capitale; il loro motto è: “O Roma o morte”.

Il capitano Salvini: l’abbiamo avvisato, quando è venuto in Veneto, che l’avrebbero tirato in un trappolone, ma il suo egocentrismo ha avuto il sopravvento; lui crede di avere scarpe grosse e cervello fino, nel caso specifico le sue scarpe erano talmente grosse che hanno affondato anche il cervello.

A fronte di questo quadro desolante, ma non privo di sbocchi, sia l’Italia sia l’Europa di Berlino sono destinate a dissolversi, come si è dissolto il I°, il II° e il III° Reich.

Sta ai popoli della penisola e dell’Europa  ribellarsi, non dare più alcun credito a questi saltimbanchi, non dare più voti nè contributi economici, spezzare le catene che ci tengono legati alle loro bugie, ai loro riti, alle loro minacce.

Dobbiamo aiutarci e collaborare tra noi sfruttati, unirsi e cacciare gli usurpatori e i ruffiani, riprendendo nelle  mani il nostro destino.

W I POPOLI!  ABBASSO GLI SFRUTTATORI!

Difendiamo le nostre famiglie, la nostra società dai barbari e dai loro lacchè.

Venezia-Longarone, 22 settembre 2019                         

Il  Vicepresidente del Veneto Serenissimo Governo

Valerio Serraglia