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25 aprile 2026 LA LEGGE E IL LEONE: UN PATTO PER LA VERA LIBERTÀ

Il Ritorno al Patto, la Difesa della Terra, la Libertà nel Decalogo

La rinascita della Veneta Serenissima Repubblica è un atto di volontà del Popolo, ma la volontà da sola non basta se non è sorretta dalla consapevolezza storica. La caduta del 1797 non fu un evento fatale, ma il risultato di un’erosione interiore: l’apparato nobiliare dell’epoca smarrì la determinazione che per 1100 anni aveva reso il Veneto un baluardo inespugnabile. Quell’élite si lasciò sedurre dal “buonismo” illusorio delle armate napoleoniche, sacrificando il legame fiduciario tra il Doge, il Popolo e San Marco. Oggi, come allora, il pericolo non è solo esterno, ma risiede nell’illusione di poter rinunciare alle proprie radici senza perire.

Per dare equilibrio a una società alterata da secoli di deliri ideologici, dobbiamo tornare alla fonte. Il fondamento della futura Patria Veneta non sarà il relativismo delle leggi umane volubili, ma la roccia del Decalogo che Moshè ricevette sul Monte Sinai.

Le Dieci Leggi sono l’architettura originaria del nostro cammino ebraico-cristiano:

· La Sovranità di Dio sul Potere: Come l’antico legame tra la Repubblica e Dio evitò le interferenze secolari, così il Decalogo garantisce che nessun governante possa farsi tiranno. Il potere è vincolato a un Ordine Superiore.

· La Protezione della Comunità: Comandamenti come il rispetto della vita, della proprietà, della verità e della famiglia non sono divieti, ma garanzie di libertà contro il caos. Senza questa bussola morale, la convivenza pacifica sparisce, lasciando il posto a corruzione e tensioni.

· Il Freno all’Arroganza: Il Decalogo educa il Popolo e i suoi dirigenti alla responsabilità. È il patto primordiale che Mosè fece con l’Eterno e che il Leone di San Marco ha custodito nei secoli: una legge che non muta col vento delle mode.

Oggi siamo testimoni di un attacco senza precedenti alla nostra armonia divina. Le logiche globaliste e la cultura Woke sono le eredi dirette di quel giacobinismo che distrusse la Repubblica. Sotto la maschera della tolleranza universale, si nasconde un progetto di disgregazione sociale che usa l’immigrazione incontrollata e incompatibile come leva per scardinare le nostre tradizioni. Questo “relativismo dolce” è un’insidia che arriva a giustificare il terrore pur di eliminare le radici ebraico-cristiane dall’area mediterranea e globale.

Non chiediamo il ritorno al passato per nostalgia, ma per necessità di sopravvivenza. Rifiutiamo i mediocri attori della politica attuale che svendono il sangue e il sudore dei veneti per interessi personali. Uniamoci attorno al nostro vessillo, non per mero sfoggio o deliri filosofici, ma per rievocare quel legame ancestrale che la nostra bandiera rappresenta. Innalziamo la nostra consapevolezza: la nostra autodeterminazione passa per il ritorno alla Ragione delle Leggi del Decalogo.

Per la nostra Storia, per le nostre millenarie tradizioni, per la nostra Libertà e per il nostro futuro.

VIVA SAN MARCO!




Con il referendum sulla giustizia è rinata la Veneta Serenissima Repubblica

Il Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 ha decretato la rinascita della Veneta Serenissima Repubblica. Basta guardare la geografia degli scrutini per rendersi conto che esistono due realtà nella penisola: una è l’italia, l’altra è la millenaria Repubblica di San Marco (dal 1866 occupata illegalmente dall’italia). Da notare che questa rinascita cade nello stesso giorno in cui fu proclamata la rinascita della Repubblica Veneta da parte di Daniele Manin.

I Veneti hanno decretato per l’ennesima volta che sono altro rispetto all’italia, che la propria storia, cultura e tradizioni li definiscono in modo diverso, e in questo caso che la giustizia italiana per i Veneti è ingiustizia. Ingiustizia perché i referendum sul diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e delle sue specificità locali sono stati ignorati, se non irrisi, dalle istituzioni italiane. In Veneto i Veneti, vincendo in modo inequivocabile il referendum del 2017 sull’autonomia, volevano tornare padroni del proprio destino attraverso un pacifico referendum, decidendo il grado di autonomia che ritenevano più opportuno. Come veneti nemmeno vincendo un referendum, che si appellava alla costituzione italiana e alle deleghe che essa prevede per le realtà territoriali, siamo riusciti ad ottenere nulla dal truffaldino occupante italiano.

L’italia è quindi chiaramente irriformabile, ed è chiaro che il Veneto è trattato solo come una colonia da sfruttare e maltrattare.

Noi Veneti dobbiamo tutti prendere coscienza che l’unica via di scampo, per non essere definitivamente eliminati come Popolo dalla millenaria tradizione e cultura, è quella dell’indipendenza totale dall’Italia e dalle organizzazioni internazionali che legittimano l’italia ad occupare le nostre terre.

La propaganda e le fake news di matrice woke affermano che i giovani hanno votato per lo status quo e per la difesa della costituzione italiana contro la riforma della giustizia e contro le generazioni dei genitori e nonni, ma la realtà è un’altra: aldilà dei partiti e personaggi politici di varia estrazione solo l’islam italiano con i propri adepti nostrani si è adoperato per ostacolare la riforma. Quindi nello specifico questo referendum ha visto la mobilitazione attiva delle organizzazioni islamiche perché la riforma costituzionale non passasse. Ciò evidenzia chiaramente che il risultato, la vittoria del NO, è stato determinato dalla volontà di talune minoranze di spingere verso il mantenere una legislazione che permetta un’invasione e una sostituzione etnica della nostra popolazione. Ciò non è complottismo o mania di persecuzione, basta passeggiare nelle nostre città per vedere che sempre più stiamo diventando minoranza. Questi cosiddetti “nuovi italiani” non accettano la nostra cultura ma vogliono sostituirla con la loro utilizzando i mezzi democratici per sottometterci e costringerci alla schiavitù o alla conversione alla loro fede.

Come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, riteniamo che il ritorno di un Veneto indipendente nel contesto internazionale sia un elemento di pace nel bacino del mediterraneo, e di argine all’invasione islamica in atto, invasione che viene spesso mascherata da solidarietà, ma che in realtà è la punta dell’iceberg del terrorismo internazionale.

I Veneti con i referendum hanno sempre dimostrato quanto sono maturi per autogestirsi attraverso una democrazia diretta che riscopra i patti di dedizione che hanno fondato la nostra Repubblica Serenissima. Ora non demordiamo, l’italia è al suo epilogo, e la costituzione su cui si fonda è solo un feticcio, una legge che subiamo.

Invitiamo tutti i Veneti a riconoscere come unica costituzione il Decalogo che Moshè ricevette da Dio sul Sinai, senza la guida e la protezione di Dio siamo destinati ad un tragico futuro.

Venezia-Longarone 24 Marzo 2026

L’Ufficio di Presidenza
del Veneto Serenissimo Governo




Saremo schiavi o saremo liberi?

Una delegazione di alto livello del Veneto Serenissimo Governo ha partecipato alla festa nazionale ungherese del 15 marzo 2026 in onore della Rivoluzione magiara del 1848.

Noi Veneti ieri come oggi siamo uniti al glorioso popolo ungherese, guidato dal Primo Ministro Viktor Orbán, nel rivendicare la nostra indipendenza e autonomia rispetto alle egemonie europee.
‎Il Veneto Serenissimo Governo ritiene la Repubblica Veneta di Manin del 1848 uno dei tasselli fondamentali dell’identità marciana che ha ritrovato vigore nel recente passato con la liberazione di Piazza San Marco del 1997 e con la vittoria del Referendum per l’autodeterminazione dell’ottobre 2017.
‎Come Veneti dobbiamo rivendicare e festeggiare con orgoglio e gioia la nostra storia, cultura e tradizioni come fanno i nostri fraterni amici magiari.

‎Viva la libertà dei Popoli!

Venezia-Longarone 16 Marzo 2026


‎Per il Veneto Serenissimo Governo

Il ministro degli esteri

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia




Il ruggito del leone

Il Veneto Serenissimo Governo sostiene l’operazione militare contro il regime degli ayatollah
‎Il Veneto Serenissimo Governo si congratula con le forze armate Israeliane e Americane che con la lungimirante guida dei rispettivi governi, supportati dalla determinazione dei loro popoli hanno iniziato una campagna militare per l’eliminazione del regime terroristico degli Ayatollah iraniani.
‎Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, ritiene questa guerra una nuova Lepanto per eliminare tutte quelle forze terroristiche che sono a favore dell’oscurantismo e contro la libertà.
‎Oggi più che mai è necessario individuare, isolare e denunciare tutti quei singoli, quelle organizzazioni e quegli Stati che sostengono il terrorismo islamista.
‎Come Veneto Serenissimo Governo siamo vicini al fraterno popolo ebraico che è oggetto di odio e aggressioni da parte di criminali antisemiti e antisionisti.
‎Mai più Masada, mai più Shoah, mai più 7 ottobre 2023




Il Veneto Serenissimo Governo è pronto a partecipare al Consiglio per la Pace del Presidente Trump

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, è pronto ad aderire al Consiglio per la Pace (Board of Peace) calcolato e organizzato dal Presidente Donald J. Trump alla luce dell’evidente fallimento dell’ONU e dei suoi derivati.

Gli antichi legami che uniscono i nascenti Stati Uniti d’America e la Veneta Serenissima Repubblica possono essere rinvigoriti dal coinvolgimento del Veneto Serenissimo Governo in questa importante organizzazione per la pace, e a 35 anni dallo scioglimento del Patto di Varsavia e del COMECON e dell’attuale pericolosità della NATO, in questo contesto può trovare piena realizzazione quanto scritto nel libro impugnato dal Leone Marciano simbolo della millenaria Repubblica Veneta “Pax Tibi Marce Evangelista Meus”.

Le organizzazioni sovranazionali uscite dagli ultimi conflitti mondiali hanno dimostrato le loro lacune e le loro fallibilità: è necessaria una nuova prospettiva, nuovi orizzonti che superino le contrapposizioni per blocchi che portano solo ai cosiddetti conflitti a bassa intensità. I Popoli e non i terroristi devono tornare protagonisti della diplomazia mondiale.

Siamo certi che il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump apprezzerà questa nostra apertura e disponibilità, prodrome di un’alleanza duratura basata sugli interessi reciproci tra USA e Veneto.

Venezia-Longarone 21 Gennaio 2026

per il Veneto Serenissimo Governo

il Presidente
Luca Peroni




Inizio di un processo di riconoscimento reciproco con la Repubblica del Somaliland

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, vede con estremo interesse l’instaurarsi di relazioni diplomatiche tra lo Stato d’Israele e la Repubblica del Somaliland.

L’esperienza dello sviluppo dei Patti d’Abramo, sotto la guida del Presidente Donald J. Trump, è stata foriera per porre le basi di un nuovo equilibrio regionale che ha permesso di emarginare le fazioni terroristiche e antisemite.

È necessario che gli Stati Europei seguano questa strada di pace e coesistenza, superando gli antichi pregiudizi antisemiti, ponendo le basi del loro futuro sui principi e sulle indicazioni del decalogo ricevuto da Moshè sul Monte Sinai: solo così facendo le radici ebraico cristiane del nostro continente potranno essere vere e stabili. Diviene improrogabile istituire il Patto di Moshè tra i singoli Stati Europei e lo Stato d’Israele, questa è l’unica via per arginare le crescenti derive terroristiche islamiche e woke che stanno minando la sicurezza delle città europee.

Ciò premesso come Veneto Serenissimo Governo siamo disponibili ad aprire una sede diplomatica presso lo Stato d’Israele, ad instaurare rapporti economici di collaborazione con tutti gli Stati che hanno sottoscritto i Patti di Abramo, e a iniziare un processo di riconoscimento reciproco con la Repubblica del Somaliland.

Venezia-Longarone 30 Dicembre 2025

per il Veneto Serenissimo Governo

il Ministro degli Esteri
Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia




Auguri di buone feste

Cari compatrioti veneti tutti, la situazione che si prospetta per il prossimo futuro è esattamente come l’avevamo prevista nei nostri vari documenti programmatici.

Il conflitto in Medioriente si è per il momento spento e la furia terroristica di Hamas e dei suoi vari alleati sembra aver preso un duro colpo grazie alla determinazione e resistenza di Israele.

Ciò nonostante i terroristi, eredi dei nazifascisti, continuano con le loro carneficine: vedi Sidney in Australia. 

La dolorosa e drammatica operazione di aggressione militare operata dalle forze neonaziste a guida NATO in Ucraina allo scopo di indebolire e poi depredare la Federazione Russa è praticamente fallita.

Le forze criminali globaliste europee, con il supporto delle varie lobby di potere, legate in parte ad ambienti nord americani e dell’internazionale islamica, si trovano di fronte alla loro disfatta dottrinale, e dopo le elezioni negli Stati Uniti il fronte modernista si trova in un cul de sac.

Le circostanze attuali sono molto delicate, per il rischio di colpi di mano da parte di governanti delegittimati e irresponsabili oramai arrivati al capolinea della storia che costerebbero molto caro ai nostri popoli in termini sia economici che umani.

Alle élite dominanti rimangono ancora delle leve di una certa importanza, come ad esempio il controllo dei vari mezzi di comunicazione, la capacità di imporre con mezzi migratori la sostituzione etnica, culturale e religiosa, creando caos e degenerazione insostenibile, allo scopo di devastare e rapinare oltre modo ed in maniera irreversibile i nostri patrimoni.

I popoli europei incluso quello veneto sembrano aver percepito la gravità della situazione attuale, dimostrando un graduale allontanamento dai vari caroselli elettorali, mettendo in seria difficoltà la becera propaganda ideologica relativista e di potere.

Il compito essenziale del momento è far crollare questo potere alieno al desiderio collettivo, unendo la volontà e l’impegno per ritrovare quell’onesta capacità di lottare per difendere le nostre famiglie, le nostre comunità.

Il prossimo futuro spetta a tutti i patrioti consapevoli dell’importanza del momento storico e delle sue particolarità.
Spetta a noi indirizzare il nostro futuro, non nella direzione triste e cupa che ci hanno preparato, ma verso una nuova luce che con coraggio e determinazione porti al ritorno dei nostri valori marciani, ed essere portatori di valori eccelsi di libertà e convivenza che la nostra storia serenissima ci insegna.

È necessario formare un grande fronte patriottico per il ripristino delle varie patrie storiche in tutta Europa, sbarrando la strada alla cricca di burocrati predatori che ci porterebbe alla distruzione totale dei nostri popoli e della civiltà giudaico cristiana a cui apparteniamo e con cui necessita il nostro cammino futuro.

I veneti se sapranno unire le forze in nome di San Marco evitando vari ed inutili personalismi possono creare quella giusta miscela a favore dell’autodeterminazione che può e deve portare alla rinascita della Veneta Repubblica esempio anche per i popoli che cercano la libertà ed il buongoverno come certamente fu per secoli la Serenissima.

IL 2026 SIA L’ANNO DELLA LOTTA ALL’ANTISEMITISMO

PER LA LIBERTA’ DEI POPOLI, PER LA PACE, PER LA

DIFESA DELLA NOSTRA STORIA, CULTURA E TRADIZIONI

Auguro a tutti i veneti e le venete in patria e della diaspora un Buon Natale e un Buon Anno, che sia foriero di pace e libertà. 

                                                           

Per il Veneto Serenissimo Governo

Il Presidente Luca Peroni




IL 2026 SIA L’ANNO DELLA LOTTA ALL’ANTISEMITISMO: PER LA LIBERTA’ DEI POPOLI, PER LA PACE E PER LA DIFESA DELLA NOSTRA STORIA, CULTURA E TRADIZIONI

Come Veneto Serenissimo Governo, a fronte della crescente ondata di antisemitismo, chiamiamo il Popolo Veneto alla mobilitazione per la difesa delle nostre tradizioni e dei nostri valori giudaico-cristiani incarnati nel decalogo che Moshè ricevette da Dio sul Monte Sinai, unica costituzione che dobbiamo accettare e fare nostra.

Sottolineiamo che non c’è nessuna differenza tra l’odio antigiudaico, l’antisemitismo e l’antisionismo. Riteniamo imprescindibile per ogni persona che ama la libertà schierarsi senza tentennamenti nella difesa del Popolo ebraico affinché possa professare senza timore e in ogni luogo la propria fede e tradizioni, e che lo Stato d’Israele possa esistere all’interno di confini stabili, sicuri e difendibili con Gerusalemme capitale.

Se come europei e occidentali non prendiamo tutti coscienza di quanto sia imprescindibile per la nostra storia, cultura e tradizioni la difesa del Popolo ebraico allora saremo destinati all’estinzione perché le nostre comunità saranno progressivamente sottoposte al dominio dell’Islam coadiuvato dall’ideologia woke.

Il 2026 deve essere l’anno della lotta all’antisemitismo, perché non ci può essere Pace senza il Popolo Ebraico, ogni impero o nazione che ha provato ad eliminare il Popolo di Abramo, Isacco e Giacobbe vive solo nei libri di storia.

Chi a vario titolo sta diffondendo odio antiebraico, sia con le parole che con le azioni, si ricordi che dovrà rendere conto delle proprie parole e azioni a Dio, perché chi maledice il Popolo Ebraico sarà maledetto e chi lo benedice sarà benedetto.

Venezia-Longarone 16 Dicembre 2025

Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo




Con l’astensione i Veneti non hanno legittimato l’occupazione italiana

Le elezioni regionali hanno sancito la sconfitta del sistema Italia: la maggioranza dei Veneti ha deciso di non legittimare con il proprio voto l’occupazione italiana.

Nel 2017 con il referendum per l’autonomia i Veneti hanno chiesto pacificamente di rivedere i propri rapporti con lo Stato italiano. Purtroppo sia le istituzioni centrali italiane che quelle periferiche non hanno fatto nulla, anzi con continui tira e molla hanno impoverito ancora di più il Popolo Veneto e la terra Veneta.

Dopo 159 anni di occupazione illegale del Veneto coloro che hanno usato i millenari simboli marciani per farsi votare alle elezioni sono stati smascherati. Le percentuali prese dai vari partiti sono illusorie perché la maggioranza del popolo Veneto con il proprio non voto ha detto che è ora di finirla con i giochi italiani.

Per il presidente uscente della regione Veneto è stato un fallimento, ha deluso il popolo Veneto, ha dimostrato di non rappresentare i millenari valori della nostra amata Veneta Serenissima Repubblica ma anzi si è prostrato al main streaming e alle indicazioni del pensiero unico dell’agenda 2030.

Ha accolto presunti profughi curandoli con la nostra sanità mentre migliaia di cittadini Veneti sono in attesa in interminabili liste. Ha voluto organizzare delle Olimpiadi a Cortina ma la situazione nel bellunese è un disastro, senza nessuna ricaduta positiva sul territorio ma anzi ancora più disagi per la popolazione di montagna che vive la terra, i bellunesi hanno saputo ripagare l’Italia standosene grandemente a casa durante la pagliacciata elettorale degli occupanti. E questi sono solo alcuni esempi del cosiddetto Veneto di Zaia.

Zaia ha solo dimostrato di sapere essere un uomo delle sagre, un uomo del turismo e del consumo usa e getta: in anni di sua gestione del Veneto nei vari ruoli che ha rivestito abbiamo avuto un’involuzione, il Veneto è diventato una terra di conquista sia con flussi migratori incontrollati sia con la distruzione sistematica del miracolo economico Veneto. Chi vive il Veneto lo sa bene e per questo ha capito che chi era al vertice della regione era solo capace a chiacchiere. Infatti tutti stiamo ancora aspettando che i nove decimi delle tasse dei Veneti siano trattenute in Veneto come ha promesso Zaia all’indomani della vittoria referendaria del 2017.

A queste elezioni si sono presentate anche delle forze cosiddette anti sistema, ma chi partecipa alle elezioni italiane è tutto tranne che contro il sistema italia, infatti nascondendosi come sempre sotto il leone marciano hanno proposto di tutto tranne l’autodeterminazione del nostro popolo, anzi hanno proposto di ridurre le competenze gestite dalla regione. Inoltre hanno un atteggiamento estremamente ambiguo rispetto al ruolo del Veneto nel quadro internazionale, ciò ovviamente in antitesi con la millenaria storia diplomatica della Veneta Serenissima Repubblica. Ci sembra che chi sottostà ai giochi italiani abbia fatto proprio il motto: “tutto cambi affinché nulla cambi”, tenendo sempre a mente la gestione del potere.

Come Veneto Serenissimo Governo, essendo stato comitato per il SI all’autonomia del Veneto, ci siamo ritenuti custodi e difensori della schiacciante vittoria referendaria del 2017, e non saranno certo delle gestioni creative della regione Veneto ha derubricare la questione veneta. Ricordiamo sempre che è Veneto chi ama il Veneto, e chiamiamo gli eletti in questo consiglio regionale, nonostante sia un consiglio di minoranza, ha confrontarsi con noi per il bene del nostro Popolo e della nostra terra veneta.

Il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto è la chiave per uscire dalla palude italiana e dall’incubo rappresentato dalla UE. L’Italia e i suoi rappresentanti sia nazionali che locali sono responsabili dell’invasione che stiamo subendo, sono complici della sostituzione etnica delle nostre città. L’UE sta portandoci verso una guerra europea di dimensioni inimmaginabili. Non possiamo pensare che la salvezza arrivi dalle elezioni né tantomeno dagli eletti, la salvezza viene dal nostro agire secondo le indicazioni di Dio per avere un futuro degno di essere vissuto.

L’indipendenza del Veneto non è un sogno ma una possibilità reale di sopravvivenza per noi è le generazioni future.

Noi come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, siamo a disposizione del Popolo Veneto per farci carico delle istanze di libertà e Pace insite del nostre tradizioni millenarie.

Venezia-Longarone 25 Novembre 2025

Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo




Putin conferisce l’Ordine d’Onore al rabbino capo russo Israel Berel Lazar

Riceviamo e pubblichiamo dal Cremlino

Quest’anno, Putin ha conferito premi statali e il Premio Presidenziale per il Contributo al Rafforzamento dell’Unità della Nazione Russa a personalità pubbliche che hanno dato un contributo notevole a iniziative comunitarie, familiari, sanitarie ed economiche. Il Rabbino Lazar ha ricevuto l’Ordine d’Onore per il suo ruolo di lunga data nel rafforzamento dei legami tra la comunità ebraica e la società russa in generale.

Nel suo discorso, il rabbino Lazar ha elogiato il premio come riconoscimento non solo per lui, ma per l’intera comunità ebraica, ricordando l’apertura del primo Centro Comunitario Ebraico in Russia, 25 anni fa. “La comunità ebraica in Russia si è sviluppata come non si è sviluppata in nessun’altra parte del mondo”, ha affermato, sottolineando l’importanza dell’unità e del sostegno reciproco.

Il Presidente Putin ha elogiato il contributo di Lazar, sottolineando che la promozione di legami solidi e reciprocamente vantaggiosi tra i diversi popoli della Russia accresce la ricchezza culturale e sociale della nazione. La cerimonia annuale del Cremlino, a cui partecipano leader di diverse comunità religiose, riflette la costante attenzione della Russia al dialogo interreligioso e alla coesione nazionale.