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Lettera aperta ai candidati delle elezioni regionali Venete

Noi come Veneto Serenissimo Governo siamo estremamente dubbiosi sull’efficacia delle istituzioni regionali Venete rispetto alla tutela degli interessi del popolo. Di fronte alle prossime elezioni regionali, per coloro che intendono comunque andare a votare, è necessario riflettere sulle forze politiche in campo e soprattutto sulle persone che intendono portare avanti le rivendicazioni di autonomia all’interno delle istituzioni periferiche italiane.

Il Popolo Veneto è stato ben chiaro con il referendum del 2017 rispetto alle proprie istanze di autodeterminazione e libertà, noi Veneto Serenissimo Governo come comitato referendario abbia reso inscindibili i principi di autodeterminazione con la lotta al terrorismo internazionale, il rifiuto della sostituzione etnica mascherata da accoglienza, la tutela degli interessi di tutti coloro che amano la terra Veneta e il popolo Veneto.

A fronte di quanto qui affermato riteniamo basilari per l’azione politica dei patrioti Veneti il rivendicare la millenaria storia Veneta e il principio di incarnato dal Leone di San Marco, ovvero la pace non è pacifismo ma difesa della propria storia, cultura e tradizioni. Da sempre abbiamo affermato che la nostra costituzione si basa e si sviluppo sui Dieci Comandamenti che Moshè ricevette sul Monte Sinai.

Se si vuole rappresentare i Veneti, e non essere solo dei meri esecutori di ordini del potere centrale di Roma-Bruxelles, chiediamo ai candidati al consiglio regionale che affermino senza tentennamenti questi principi:

  • Rendere operativi in ogni ambito normativo i risultati del Referendum per l’autonomia del Veneto del 2017 rivendicando, in base al diritto internazionale, il diritto dei Veneti di decidere il grado di autonomia che desiderano rispetto allo Stato Italiano.
  • Rinominare il consiglio regionale quale Maggior Consiglio del Veneto, e con esso ogni istituzione Veneta riprenderà i nomi tipici della tradizione della Veneta Serenissima Repubblica.
  • Istituire in ogni ordine e grado di scuola lo studio della lingue e della storia Veneta, la quale diverrà requisito essenziale per ottenere la residenza in Veneto.
  • Predisporre le basi legislative affinché i nove decimi delle tasse ed imposte pagate dalla popolazione residente e domiciliata in Veneto e dalle attività produttive con sede in Veneto vengono versate direttamente in Veneto. Tale gettito servirà a finanziare le competenze che rimarranno ascritte alla gestione degli organi di governo Veneti.
  • Rigetto di ogni forma di terrorismo, e sostegno senza tentennamenti a tutti gli Stati che combattono contro il terrorismo islamico.
  • Interruzione di ogni accordo economico e politico con tutte quelle organizzazioni che sostengono organizzazioni terroristiche e contigue al terrorismo internazionale.

Visto che il Veneto nella sua storia è sempre stato protagonista degli eventi internazionali, oggi non possiamo prescindere da chiedere a chi vuole rappresentare il nostro Popolo nelle varie assemblee rappresentative che prenda netta distanza dal terrorismo islamico e che appoggi lo Stato d’Israele nella propria politica di autodifesa per avere confini stabili sicuri e difendibili con Gerusalemme capitale. Non dobbiamo dimenticare che se cade Israele cadrà tutto il mondo libero e ci troveremo ad essere sottomessi al terrorismo islamico rendendo vane le vittorie di Lepanto, Vienna, Buda e Belgrado.

Venezia-Longarone 12 Ottobre 2025

Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo




7 Ottobre 1571 – 7 Ottobre 2025

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica si inchina al sacrificio dei tanti soldati veneti e della coalizione che nel solenne giorno del 7 ottobre 1571 sconfissero le perverse forze ottomane intenzionate a cancellare secoli di storia cristiana e con ciò i valori di civiltà e libera convivenza cresciuti nel Veneto ed in tutta Europa.

La storica vittoria dei veneti sui turchi a Lepanto non può essere ricordata se non si commemora insieme al “ più grande evento che videro i secoli” il sacrificio dei combattenti di Famagosta che intrappolò ed umiliò la titanica armata di terra islamica per quasi un anno intero, creando i presupposti per formare poi la lega santa che combatté sul mare.

Baglioni, Martinengo e molti altri valorosi comandanti perirono alla fine dell’assedio sotto indescrivibili torture sopraffatti dall’inganno dei patti non rispettati dalle forze turche; per non parlare poi della fine orrenda subita dal governatore veneto Marcantonio Bragadin spellato vivo dopo giorni di orrende sevizie, e rifiutando sempre la salvezza in cambio dell’abiura alla sua fede cristiana.

L’espansionismo islamico nei secoli è avanzato e talvolta è arrivato alle linee estreme dell’Europa ma la volontà dei popoli liberi europei è sempre riuscita a sconfiggere le aggressioni; non ultima la battaglia per difendere Vienna e poi Buda e Belgrado a fine del diciassettesimo secolo dove un altro illustrissimo veneto” il Beato Marco D’ Aviano”guidò spiritualmente e non solo le difese alleate alla vittoria .

La leggendaria vittoria a Lepanto ha permesso un’indubbia tregua nella lunga lotta tra l’occidente ed islam arrivata sino alle porte del ventesimo secolo.

La certezza della serenità e l’onnipotenza hanno portato i popoli occidentali ad adagiarsi sugli allori arrivando perfino ad accettare qualsiasi teoria relativista, allontanandosi e riuscendo a sovvertire inesorabilmente perfino le proprie radici giudaico-cristiane sia nella sfera personale che sociale e politica.

Verso la fine del ventesimo secolo la degenerazione oramai a tutti i livelli ha portato al collasso gran parte delle nostre istituzioni creando i presupposti per l’implosione del nostro sistema economico, svenduto oramai a grosse multinazionali che niente hanno a che fare con il tessuto sociale del territorio.

Le classi politiche di natura “pro-regressista” fanno a gara per chi compiaccia di più il folle disegno globalista accelerando ancor più la disgregazione interna e creando i presupposti per un’ ossessiva dottrina multiculturale con riferimenti new age che ovviamente metta fuorilegge qualsiasi rivendicazione autoctona in linea con la nostra storia.

In generale il mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto è in via d’estinzione e le forze oligarchiche dominanti soprattutto oltre oceano, alleate con la potente finanza teologica dei petrodollari, per motivi se vogliamo anche differenti, pur di rimanere egemoni stanno scatenando la terza guerra mondiale.

Il folle disegno oramai è chiaro a tutti, far sprofondare l’Europa nell’abisso dell’età della pietra derubandola di tutte le logiche difese, soprattutto morali e politiche mettendola in conflitto con il suo più naturale partner, la Federazione Russa.

Le suddette grandi finanze oligarchiche mondiali in preda al panico del fallimento sul fronte orientale e sentendo il terreno sotto ai piedi che scivola via hanno permesso ed aiutato l’aggressività islamica a rialzare la testa, creando i presupposti per l’efferata aggressione allo stato d’Israele, guarda caso proprio il 7 ottobre di due anni fa. In questo momento il popolo d’Israele combatte per la propria sopravvivenza come i Veneti fecero nella battaglia di Lepanto nel 1571 e nello stesso tempo arginano la marea fondamentalista islamica chiaramente intenzionata a dare l’ultimo assalto finale alla debole e spoglia Europa.

Per i veneti e non solo è arrivato il tempo di ricordare il sacrificio dei propri antenati volti a sostenere centinaia di anni di libertà occidentali nelle acque di Lepanto e sulle mura di Famagosta e che il loro sangue sia da esempio per capire quali siano i veri amici o nemici dei veneti e della cristianità tutta.

I nostri amici sono il popolo israeliano.

Il comandante veneto Sebastiano Venier, in risposta alla domanda “CHE SI COMBATTA?” del comandante generale della flotta cristiana Don Giovanni d’Austria rispose : “ET NECESSITA’ E NON SI PUO’ FAR DI MANCO”.

Gloria a SAN MARCO

Venezia-Longarone 05 ottobre 2025

Ufficio di Presidenza

Veneto Serenissimo Governo




Riconoscere il cosiddetto stato palestinese favorisce il terrorismo e non tutela la sicurezza dei popoli europei

Il riconoscimento del cosiddetto ” stato di Palestina” da parte del governo sloveno mette le popolazioni slovene e istro-venete in pericolo. Ricordiamo al governo sloveno che ne è responsabile.

Altri governi europei stanno riconoscendo o sono in procinto di riconoscere l’entità terroristica palestinese, ciò significa legittimare e premiare il terrorismo islamico palestinese, e quindi avallare quanto hanno fatto i mostri palestinesi il 7 ottobre 2023.

Questi governi con la loro azione stanno abdicando alle radici ebraico cristiane d’Europa, inoltre stanno aderendo all’internazionale terroristica e divenendo gli eredi delle politiche del Terzo Reich, cui sempre ricordiamo che il gran Muftì di Gerusalemme era alleato.

Riteniamo opportuno evidenziare la pericolosità di questi Stati, e soprattutto ricordare come taluni di questi Stati, che tanto si interessano dei cosiddetti palestinesi, farebbero meglio a preoccuparsi delle libertà di autodeterminazione negate al loro interno.

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, ribadisce l’amicizia con il popolo sloveno ed è in grado di distinguere tra il governo sloveno e il popolo della Slovenia, da sempre uniti nella lotta contro la canaglia nazifascista di ieri e di oggi. Il riconoscere il cosiddetto stato palestinese è una politica che nei fatti favorisce il terrorismo e non tutela la sicurezza dei popoli europei.

Ricordiamo che il Popolo Veneto attraverso un libero referendum nell’ottobre del 2017 ha rivendicato il proprio diritto all’autonomia, all’autodeterminazione, e a ridivenire padrone del proprio destino ricostituendo la Repubblica Veneta. Ci auguriamo che il consesso internazionale valuti positivamente le pacifiche rivendicazioni all’autodeterminazione del Popolo Veneto, e che smetta di seguire le richieste di chi attua il terrorismo e la violenza.

Venezia-Longarone 01 Agosto 2025

Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo

Veneto Serenissimo Governo




IERI COME OGGI SI COMBATTE PER LA LIBERTA’ CONTRO IL TERRORISMO

1809 rivolta contro le criminali truppe francesi sull’altopiano di Asiago

2025 operazione contro il regime degli Ayatollah

L’Europa continua a voler ricadere in antichi problemi esistenziali: nella prima metà del XX secolo, d opo la conclusione degli “Accordi di Monaco” del 1938 in cui il progetto criminale inerente il cosiddetto “spazio vitale” della Germania di Hitler furono immancabilmente soddisfatte a discapito di interi popoli che furono consegnati nelle mani del nazismo, il Primo Ministro inglese Chamberlain, il francese Daladier e il ducetto italiano Mussolini furono applauditi dalle opinioni pubbliche dei rispettivi Paesi, ed acclamati come “salvatori della Pace”. Oggi tutti si muovono per la “pace”, ma cos’è la pace? Permettere ai regimi e alle organizzazioni terroristiche di fare ciò che vogliono senza alzare un dito? È bene ricordare che Hitler fu sconfitto militarmente, e solo così si ottenne la pace. Le cosiddette democrazie intervennero tardi perché ascoltarono l’opinione pubblica guidata dalle minoranze rumorose. O forse non intervennero perché il primo obbiettivo del regime nazista era eliminare gli ebrei e questo all’occidente “democratico” non dispiaceva?

Ragioniamo su quanto disse Churchill, all’indomani degli accordi di Monaco, sui folli criminali che trattarono con Hitler a Monaco: “Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore ed avranno la guerra”.

Oggi gli eredi di quei pacifisti protestano contro l’azione militare antiterroristica intrapresa contro il regime degli Ayatollah ma poi il giorno successivo fanno dichiarazioni contro i femminicidi… Ricordiamo che l’Iran degli Ayatollah è uno dei regimi più criminali nei confronti delle donne. Questo è il corto circuito del pacifismo, sono ideologici, ma soprattutto gli interessa non sporcarsi le mani, ma difendere il loro orticello.

È fondamentale per ottenere la pace eliminare in modo preventivo le minacce terroristiche, non si possono aspettare le stragi o nuove Shoah per agire, e nemmeno dare retta a fonti di informazioni che utilizzano i bollettini delle organizzazioni terroristiche o i dispacci dei regimi criminali.

Il Veneto, come Repubblica indipendente, è caduto quando ha deciso di essere neutrale, quando ha barattato la propria libertà per una presunta democrazia giacobina, quando si è adagiato sugli allori di una millenaria Repubblica. La libertà è un esercizio di continua vigilanza, è una battaglia continua contro le forze del male, contro le sirene che promettono delle scorciatoie per la nostra tranquillità. Non ricadiamo negli errori del passato questa è une guerra esistenziale per difendere le nostre famiglie: ieri per la nostra libertà contro il terrorismo giacobino si è combattuto nelle nostre città, nelle nostre campagne e nelle nostre montagne, oggi per la libertà dei nostri popoli contro il terrorismo si combatte sotto le mura di Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato d’Israele.




Il Veneto Serenissimo Governo sostiene l’operazione antiterrorismo del governo d’Israele contro il regime iraniano

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, appoggia incondizionatamente l’operazione antiterrorismo del Governo di Gerusalemme contro il regime nazi-islamista dell’Iran.Lo Stato d’Israele ha reagito dopo aver subito innumerevoli minacce e diversi attacchi missilistici, e a fronte del sostegno iraniano alle entità terroristiche di Hamas, Hezbollah e Huthi.L’operazione dello Stato Israele è un atto di autodifesa rispetto all’aggressiva politica nucleare dell’Iran.Lo Stato d’Israele ha il diritto a vivere all’interno di confini stabili, sicuri e difendibili con Gerusalemme capitale unica e indivisibile.Gli Stati del consesso internazionale devono scegliere da che parte stare: o con il terrorismo islamico o con lo Stato d’Israele. Il regime iraniano deve essere eliminato, ed è inaccettabile che sia stato permesso a dei terroristi di operare impunemente arricchendo l’uranio per scopi bellici.Il Veneto Serenissimo Governo rinnova la propria amicizia con il Popolo Ebraico e lo Stato d’Israele.Ufficio di Presidenza del Veneto Serenissimo Governo




9 maggio 1945: Ottantesimo anniversario della Vittoria contro la canaglia Nazifascista

Il 1° maggio 1945 sul Reichstag di Berlino è stata issata la bandiera di tutti i combattenti che hanno lottato, e vinto, sui criminali che volevano asservire l’umanità ai loro disegni.Bisogna ricordare che quella è stata una battaglia; la lotta contro quell’idea di schiavizzare gli esseri umani e la natura continua.Le battaglie di Stalingrado, di Leningrado, di Iwo Jima, il sangue versato dai resistenti in Europa e nel resto del mondo per eliminare la belva che ha la responsabilità del massacro di 6 milioni di ebrei, di 27 milioni di russi, e di altri 27 milioni di esseri umani devono continuare, a 80 anni di distanza, perché gli eredi di quella feccia si stanno riarmando e preparando a una nuova guerra; vedi l’aggressione al centro dell’Europa, contro l’Ucraina e la Russia, vedi l’aggressione e il tentativo di sterminare il popolo ebraico da parte degli eredi e seguaci (Hamas) del gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, alleato di Hitler e guida spirituale e materiale delle SS musulmane, agli ordini di Himmler.Non è un caso che nelle terre dove si è sviluppata l’ideologia nazista allora, oggi si vuole riarmare, per una nuova guerra di rivincita: Germania, Estonia, Lituania, Lettonia, Finlandia.Non bisogna mai dimenticare che tutti i banditi che volevano dominare l’Europa (Napoleone e Hitler) hanno tentato di eliminare il loro principale ostacolare a questo disegno, la Russia, pagandone le conseguenze personali e nel contempo distruggendo per 2 volte l’Europa.Oggi i popoli europei, e non solo, devono coalizzarsi contro la guerra e impedire che l’Europa venga distrutta per la terza volta.Niente soldi, niente armi alla feccia nazifascista. Cacciamola nel loro regno: la pattumiera della storia.Tutti noi siamo responsabilità del nostro destino, siamone degni.Venezia-Longarone 08 maggio 2025Per il Veneto Serenissimo Governo.

Il Vicepresidente Valerio Serraglia




Veneto Serenissimo Governo al fianco della Repubblica dell’India

Il Veneto Serenissimo Governo è al fianco dell’India nella sua operazione militare contro il terrorismo pakistano.
Tutti gli Stati liberi si devono unire compatti nella guerra contro il terrorismo islamico.




Appello al Popolo Veneto e ai fratelli della diaspora

Gli occupanti italiani sempre più si dimostrano per quelli che sono sempre stati: oppressori e succhiasangue del nostro popolo, con il referendum truffa del 1866 hanno cercato di distruggere il Veneto per giustificare l’occupazione, creando le premesse per la diffusione della pellagra, costringendoci all’emigrazione in ogni parte del mondo, facendoci combattere una guerra devastante (1° guerra mondiale) con morti e distruzioni inenarrabili, deportando le nostre genti nelle parti peggiori dell’italia: paludi, territori inospitali, monti impervi che neanche i locali volevano coltivare,

Nella 2° guerra mondiale hanno inviato i nostri giovani a morire nei deserti africani e nelle steppe russe senza armi, senza un adeguato vestiario, con scarponi di cartone, hanno venduto alla Germania nazista la provincia di Belluno.

Finita la guerra ci hanno venduto come schiavi al Belgio, alla Francia e alla Germania nelle miniere di carbone, ogni veneto era scambiato con sacchi di carbone. Abbiamo sfamato le nostre famiglie con le rimesse, ricostruito un Veneto degno del nostro passato; dimostrando di essere in grado di gestire la nostra terra.

Il 09 maggio del 1997 con la liberazione di piazza San Marco abbiamo lanciato un forte messaggio a tutto il mondo ricordando l’occupazione illegale del Veneto da parte italiana, la risposta dai nostri fratelli emigrati si è fatta sentire: negli anni abbiamo coltivato varie amicizie con i molti patrioti sparsi nei vari continenti che vogliono informarsi sulla situazione veneta e cercare di collaborare con la madrepatria, sia per tenere vive le loro tradizioni, e nella speranza, per chi lo volesse, di ritornare a casa, ricordiamo che Radio Nazionale Veneta è stata, negli ultimi mesi, tra i 100 “podcast” più seguiti in Brasile.

Adesso i parassiti che governano a Roma, e occupano illegalmente le nostre terre vogliono togliere il diritto dei veneti della diaspora a essere veneti con leggi capestro. Quando vi vengono a chiedere il voto prendeteli a calci, ricordatevi che questi politici sono i successori di tutti quei falsi amici che fin dall’inizio dell’emigrazione veneta vi hanno ingannato promettendovi aiuto e i riconoscimenti che meritavate presso le istituzioni italiane senza però arrivare a nulla di concreto, solo un Veneto indipendente garantirà il vostro ritorno e la giusta riconoscenza.

Ricordiamoci sempre che l’emigrazione di migliaia di Veneti, (ma non solo), non può essere catalogata come migrazione ciclica e spontanea di lavoratori che cercano fortuna in giro per il mondo, è stata causata dal regime italiano che con le sue tasse, vedi tassa sul macinato, e le sue discriminazioni,  non ha fatto altro che impoverire fino alla fame i popoli che aveva appena conquistato, non per niente la fuga dai territori della penisola italiana è iniziata negli anni 60 del diciannovesimo secolo appunto subito dopo l’unificazione di questo stato fallito. 

A tutto questo bisogna ribellarsi, costruiamo comitati per la libertà della nostra patria, non date ascolto ai vari rappresentanti italiani, che da una parte vi danno pacche sulle spalle, organizzano eventi culturali il più delle volte inutili teatrini, vi illudono facendovi credere che sono amici e che stanno lavorando per voi ma alla fine usano le vostre sofferenze e speranze solo per i loro tornaconti elettorali e si dimenticano delle promesse fatte.

Nel 2017 abbiamo democraticamente, attraverso un referendum, dimostrato di volere la nostra libertà vincendolo con il 98,10% dei consensi, ma saranno i Veneti che dovranno scegliere il grado di libertà che meritano, e avremo bisogno di tutti i patrioti, anche dei nostri fratelli della diaspora.

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, è al vostro fianco e Radio Nazionale Veneta è la vostra voce, ascoltatela usatela e diffondiamola il più possibile in tutto il mondo.

Venezia-Longarone 06 Maggio 2025

Ufficio di Presidenza

Veneto Serenissimo Governo




San Marco Evangelista

Riproponiamo

Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della cultura, della storia e delle tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, augura a tutti i Veneti in patria ed all’estero un buon 25 aprile in onore del loro S. patrono S. Marco Evangelista.In questo momento di grave crisi identitaria della nostra società , tutti i veneti devono unirsi  per la lotta contro l’oscurantismo totalitario del terrorismo internazionale che minaccia i nostri valori di libertà, adottando come simbolo il leone marciano autentico collante dei nostri antenati che lottarono con vero spirito patriottico contro tutte le intolleranze per una società ed una repubblica in grado di soddisfare criteri di uguaglianza e timocrazia senza pari nella storia.

W S. MARCO EVANGELISTA E MARTIRE DI TUTTI GLI UOMINI LIBERI

San Marco Evangelista
25 aprile
 
sec. I
 
Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sé nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l’apostolo Paolo, che incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunità di Antiochia. Al ritorno, Barnaba portò con sé il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l’ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi». L’evangelista probabilmente morì nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un’altra come martire, ad Alessandria d’Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell’828 nella città della Venezia. (Avvenire)
 
Patronato:Segretarie
Etimologia:Marco = nato in marzo, sacro a Marte, dal latino

Emblema:Leone

 
 
La figura dell’evangelista Marco, è conosciuta soltanto da quanto riferiscono gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di s. Pietro e s. Paolo; non fu certamente un discepolo del Signore e probabilmente non lo conobbe neppure, anche se qualche studioso lo identifica con il ragazzo, che secondo il Vangelo di Marco, seguì Gesù dopo l’arresto nell’orto del Getsemani, avvolto in un lenzuolo; i soldati cercarono di afferrarlo ed egli sfuggì nudo, lasciando il lenzuolo nelle loro mani.
Quel ragazzo era Marco, figlio della vedova benestante Maria, che metteva a disposizione del Maestro la sua casa in Gerusalemme e l’annesso orto degli ulivi.
Nella grande sala della loro casa, fu consumata l’Ultima Cena e lì si radunavano gli apostoli dopo la Passione e fino alla Pentecoste. Quello che è certo è che fu uno dei primi battezzati da Pietro, che frequentava assiduamente la sua casa e infatti Pietro lo chiamava in senso spirituale “mio figlio”.
 
Discepolo degli Apostoli e martirio
 
Nel 44 quando Paolo e Barnaba, parente del giovane, ritornarono a Gerusalemme da Antiochia, dove erano stati mandati dagli Apostoli, furono ospiti in quella casa; Marco il cui vero nome era Giovanni usato per i suoi connazionali ebrei, mentre il nome Marco lo era per presentarsi nel mondo greco-romano, ascoltava i racconti di Paolo e Barnaba sulla diffusione del Vangelo ad Antiochia e quando questi vollero ritornarci, li accompagnò.
Fu con loro nel primo viaggio apostolico fino a Cipro, ma quando questi decisero di raggiungere Antiochia, attraverso una regione inospitale e paludosa sulle montagne del Tauro, Giovanni Marco rinunciò spaventato dalle difficoltà e se ne tornò a Gerusalemme.
Cinque anni dopo, nel 49, Paolo e Barnaba ritornarono a Gerusalemme per difendere i Gentili convertiti, ai quali i giudei cristiani volevano imporre la legge mosaica, per poter ricevere il battesimo.
Ancora ospitati dalla vedova Maria, rividero Marco, che desideroso di rifarsi della figuraccia, volle seguirli di nuovo ad Antiochia; quando i due prepararono un nuovo viaggio apostolico, Paolo non fidandosi, non lo volle con sé e scelse un altro discepolo, Sila e si recò in Asia Minore, mentre Barnaba si spostò a Cipro con Marco.
In seguito il giovane deve aver conquistato la fiducia degli apostoli, perché nel 60, nella sua prima lettera da Roma, Pietro salutando i cristiani dell’Asia Minore, invia anche i saluti di Marco; egli divenne anche fedele collaboratore di Paolo e non esitò di seguirlo a Roma, dove nel 61 risulta che Paolo era prigioniero in attesa di giudizio, l’apostolo parlò di lui, inviando i suoi saluti e quelli di “Marco, il nipote di Barnaba” ai Colossesi; e a Timoteo chiese nella sua seconda lettera da Roma, di raggiungerlo portando con sé Marco “perché mi sarà utile per il ministero”.
Forse Marco giunse in tempo per assistere al martirio di Paolo, ma certamente rimase nella capitale dei Cesari, al servizio di Pietro, anch’egli presente a Roma. Durante gli anni trascorsi accanto al Principe degli Apostoli, Marco trascrisse, secondo la tradizione, la narrazione evangelica di Pietro, senza elaborarla o adattarla a uno schema personale, cosicché il suo Vangelo ha la scioltezza, la vivacità e anche la rudezza di un racconto popolare.
Affermatosi solidamente la comunità cristiana di Roma, Pietro inviò in un primo momento il suo discepolo e segretario, ad evangelizzare l’Italia settentrionale; ad Aquileia Marco convertì Ermagora, diventato poi primo vescovo della città e dopo averlo lasciato, s’imbarcò e fu sorpreso da una tempesta, approdando sulle isole Rialtine (primo nucleo della futura Venezia), dove si addormentò e sognò un angelo che lo salutò: “Pax tibi Marce evangelista meus” e gli promise che in quelle isole avrebbe dormito in attesa dell’ultimo giorno.
Secondo un’antichissima tradizione, Pietro lo mandò poi ad evangelizzare Alessandria d’Egitto, qui Marco fondò la Chiesa locale diventandone il primo vescovo.
Nella zona di Alessandria subì il martirio, sotto l’imperatore Traiano (53-117); fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli, luogo pieno di rocce e asperità; lacerato dalle pietre, il suo corpo era tutta una ferita sanguinante.
Dopo una notte in carcere, dove venne confortato da un angelo, Marco fu trascinato di nuovo per le strade, finché morì un 25 aprile verso l’anno 72, secondo gli “Atti di Marco” all’età di 57 anni; ebrei e pagani volevano bruciarne il corpo, ma un violento uragano li fece disperdere, permettendo così ad alcuni cristiani, di recuperare il corpo e seppellirlo a Bucoli in una grotta; da lì nel V secolo fu traslato nella zona del Canopo.
Il Vangelo
 
Il Vangelo scritto da Marco, considerato dalla maggioranza degli studiosi come “lo stenografo” di Pietro, va posto cronologicamente tra quello di s. Matteo (scritto verso il 40) e que
llo di s. Luca (scritto verso il 62); esso fu scritto tra il 50 e il 60, nel periodo in cui Marco si trovava a Roma accanto a Pietro.
È stato così descritto: “Marco come fu collaboratore di Pietro nella predicazione del Vangelo, così ne fu pure l’interprete e il portavoce autorizzato nella stesura del medesimo e ci ha per mezzo di esso, trasmesso la catechesi del Principe degli Apostoli, tale quale egli la predicava ai primi cristiani, specialmente nella Chiesa di Roma”.
Il racconto evangelico di Marco, scritto con vivacità e scioltezza in ognuno dei sedici capitoli che lo compongono, seguono uno schema altrettanto semplice; la predicazione del Battista, il ministero di Gesù in Galilea, il cammino verso Gerusalemme e l’ingresso solenne nella città, la Passione, Morte e Resurrezione.
Tema del suo annunzio è la proclamazione di Gesù come Figlio di Dio, rivelato dal Padre, riconosciuto perfino dai demoni, rifiutato e contraddetto dalle folle, dai capi, dai discepoli. Momento culminante del suo Vangelo, è la professione del centurione romano pagano ai piedi di Gesù crocifisso: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”, è la piena definizione della realtà di Gesù e la meta cui deve giungere anche il discepolo.
 
Le vicende delle sue reliquie – Patrono di Venezia
 
La chiesa costruita al Canopo di Alessandria, che custodiva le sue reliquie, fu incendiata nel 644 dagli arabi e ricostruita in seguito dai patriarchi di Alessandria, Agatone (662-680), e Giovanni di Samanhud (680-689).
E in questo luogo nell’828, approdarono i due mercanti veneziani Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, che s’impadronirono delle reliquie dell’Evangelista minacciate dagli arabi, trasferendole a Venezia, dove giunsero il 31 gennaio 828, superando il controllo degli arabi, una tempesta e l’arenarsi su una secca.
Le reliquie furono accolte con grande onore dal doge Giustiniano Partecipazio, figlio e successore del primo doge delle Isole di Rialto, Agnello; e riposte provvisoriamente in una piccola cappella, luogo oggi identificato dove si trova il tesoro di San Marco.
Iniziò la costruzione di una basilica, che fu portata a termine nell’832 dal fratello Giovanni suo successore; Dante nel suo memorabile poema scrisse. “Cielo e mare vi posero mano”, ed effettivamente la Basilica di San Marco è un prodigio di marmi e d’oro al confine dell’arte.
Ma la splendida Basilica ebbe pure i suoi guai, essa andò distrutta una prima volta da un incendio nel 976, provocato dal popolo in rivolta contro il doge Candiano IV (959-976) che lì si era rifugiato insieme al figlio; in quell’occasione fu distrutto anche il vicino Palazzo Ducale.
Nel 976-978, il doge Pietro Orseolo I il Santo, ristrutturò a sue spese sia il Palazzo che la Basilica; l’attuale ‘Terza San Marco’ fu iniziata invece nel 1063, per volontà del doge Domenico I Contarini e completata nei mosaici e marmi dal doge suo successore, Domenico Selvo (1071-1084).
La Basilica fu consacrata nel 1094, quando era doge Vitale Falier; ma già nel 1071 s. Marco fu scelto come titolare della Basilica e Patrono principale della Serenissima, al posto di s. Teodoro, che fino all’XI secolo era il patrono e l’unico santo militare venerato dappertutto.
Le due colonne monolitiche poste tra il molo e la piazzetta, portano sulla sommità rispettivamente l’alato Leone di S. Marco e il santo guerriero Teodoro, che uccide un drago simile ad un coccodrillo.
La cerimonia della dedicazione e consacrazione della Basilica, avvenuta il 25 aprile 1094, fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere, per ottenere il ritrovamento delle reliquie dell’Evangelista, delle quali non si conosceva più l’ubicazione.
Dopo la Messa celebrata dal vescovo, si spezzò il marmo di rivestimento di un pilastro della navata destra, a lato dell’ambone e comparve la cassetta contenente le reliquie, mentre un profumo dolcissimo si spargeva per la Basilica. Venezia restò indissolubilmente legata al suo Santo patrono, il cui simbolo di evangelista, il leone alato che artiglia un libro con la già citata scritta: “Pax tibi Marce evangelista meus”, divenne lo stemma della Serenissima, che per secoli fu posto in ogni angolo della città ed elevato in ogni luogo dove portò il suo dominio.
San Marco è patrono dei notai, degli scrivani, dei vetrai, dei pittori su vetro, degli ottici; la sua festa è il 25 aprile, data che ha fatto fiorire una quantità di detti e proverbi.  Inno a San Marco
Sia eterna, Venezia mia: o immortali dimore
Della giustizia sublime, dell’onore benedetto!
Terra lucente ed eccelsa, scelta dal signore
Come perenne santuario per il suo prediletto:
Marco, santo intrepido, il nostro difensore.
Lodi a te, San Marco, patrono venerato!
Con noi nella grandezza; con noi nella tribolazione
Di questo gioioso gravoso… tu, un tempo perseguitato,
guidaci sul percorso della liberazione.
Tu che oggi dimori accanto al trono del divino
Il tuo popolo non ha mai dimenticato.
Mostra ai tuoi figli il glorioso cammino
Verso la libertà che i tiranni hanno strappato
Dai legittimi cittadini di questa nazione.
Invano gli oppressori di stirpe vilissima
calpestano i nostri diritti, godono di nostro pianto.
Sono polvere nel vento. Eterna è la Serenissima!
Eterno sei tu, o Marco, nostro amatissimo santo!
Guidaci al trionfo! Rinvigorisci la nostra Patria!
Lodi a te, San Marco, santo sereno e audace:
conciliatore, paladino dell’emancipazione.
Con noi nella giusta battaglia, come in tempo di pace…
Con noi nella rinascita e nella risurrezione.
Maria Fasolo




Il presidente Donald Trump risponde al Veneto Serenissimo Governo

“Il presidente  Donald Trump risponde al Veneto Serenissimo Governo”

Il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump risponde al Veneto Serenissimo Governo rispetto al ruolo dell’America sulla scena mondiale nella prospettiva di un’apertura di relazioni diplomatiche con la ricostituita Veneta Serenissima Repubblica”.

April 8, 2025
  Dear Dr. Serraglia,
Thank you for taking the time to share your views regarding America’s role on the world stage.

Every day, my Administration is proudly advancing policy that puts our citizens, our values, and our Nation first.  When our country is strong, the world is safe—and Americans are secure, prosperous, and free, providing a new era of peace and prosperity worldwide.

On the first day of my term—to protect our Nation’s strength, safety, and success—I signed an Executive Order directing my Secretary of State to ensure that all policies, programs, personnel, and operations at the Department of State defend America’s interests and champion the needs of the American people.  I also ordered an immediate 90-day pause on foreign aid so my Administration can ensure that every American tax dollar spent on foreign assistance advances our interests, reflects our values, and safeguards our security.

As President, I remain steadfastly committed to modernizing our military, bolstering our alliances, and improving our diplomatic capabilities.  My Administration is working to restore our military readiness, purge the illegal and divisive DEI ideology from the ranks of our Armed Forces, and deploy a next-generation missile defense shield to protect our Nation.

Another critical part of defending America’s standing in the world is putting American workers, farmers, and businesses on a level playing field and eliminating our economic dependence on foreign countries.  To achieve this goal, my Administration is prioritizing domestic production and balancing trade through the use of tariffs and increasing domestic manufacturing.  For far too long, poorly negotiated trade deals have crippled American workers by allowing foreign nations to flood our markets with cheap goods while hollowing out our manufacturing base here at home.  This great betrayal of our Nation is finally over—and American workers and manufacturers will soon be thriving and flourishing like never before.

As President, I will never stop fighting for the needs of our citizens and our homeland.  Over are the days of war, poverty, and weakness—and I look forward to working together to usher in a new dawn of American safety, prosperity, and peace.

Thank you again for writing.  May God bless you, and may He continue to bless the United States of America.Sincerely,

Venezia-Longarone 09  Aprile 2025

Ufficio di Presidenza

Veneto Serenissimo Governo