Relazione Dipartimento Ambiente e Ricerca

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Non c’è dubbio che l’autogestione sia una sfida epocale per il Popolo Veneto e che il periodo di transizione dall’attuale economia capitalista, basata sullo sfruttamento dell’uomo e della natura, verso un’economia autogestita, più giusta, in cui l’uomo abbia imparato a convivere con il mondo intorno a lui, rappresenterà un duro momento per il popolo Veneto.
Attualmente il sistema economico capitalista ha potuto abbattere il costo dei prodotti attraverso lo sfruttamento delle risorse del proprio territorio (finché queste sono state disponibili) e poi depredando le materie prime dai paesi del cosiddetto terzo mondo. Il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi occidentali negli ultimi 200 anni è innegabile, ma per poter valutare in maniera completa il sistema di produzione attuale, bisogna considerarlo nella sua interezza. Il costo che abbiamo pagato per questo tipo di progresso è enorme: foreste distrutte, fiumi inquinati, popoli interi costretti all’emigrazione a causa dello sfruttamento delle proprie risorse da parte di multinazionali di altri paesi. Tutto questo è frutto di un boom economico che ha come unico scopo il guadagno e non il benessere dell’intera umanità.
Questa però non è l’unica strada percorribile. Il 20 luglio 2008, qui a Longarone, il Veneto Serenissimo Governo ha costituito il primo di molti Liberi Territori Veneti. Nella Dichiarazione di Principio si legge:
Costruiremo villaggi e città autogestite, creeremo una comunità in crescita, che controllerà la propria economia e la propria cultura, amante della pace e in grado di difendersi. Il Popolo Veneto lotterà per la propria felicità, portando i vantaggi del progresso tra gli abitanti.”
In queste parole è racchiuso lo spirito della comunità autogestita, una comunità che decide da sola il proprio futuro e che come obiettivo primario ha il benessere dei propri cittadini. In questa nuova società la tecnologia sarà fondamentale, le sfide che si presenteranno al Popolo Veneto potranno essere superate solo attraverso un attento ed intelligente utilizzo delle risorse a disposizione. Il ruolo della ricerca sarà quello di permettere alla comunità di mantenere ed aumentare gli attuali standard di sviluppo e benessere, senza però annientare un territorio già pesantemente compromesso da 50 anni di sfruttamento spregiudicato.
Un facile esempio sono le fonti di energia rinnovabile, che permetterebbero di azzerare la dipendenza del Veneto dai combustibili fossili; ma che allo stato attuale non sono economicamente convenienti e perciò non vengono sviluppate.
Una futura comunità autogestita, quando dovrà decidere riguardo alla produzione di energia, opterà sicuramente per le fonti rinnovabili, ed è qui che la tecnologia dovrà offrire una scelta che permetta un’efficiente produzione energetica con il minimo impatto ambientale. La comunità autogestita deciderà poi in base a questi requisiti e non considerando l’immediato risparmio economico.
La libertà della ricerca scientifica è una caratteristica fondamentale. Questo però, non significa che non ci saranno dei settori che riceveranno più attenzione. Oggi, si tende a fare ricerca solo in settori che risultano economicamente vantaggiosi, tralasciando campi più importanti ma meno redditizi. Nella futura società Veneta, la comunità scientifica sarà al servizio del Popolo. Verranno incentivati sviluppi nei settori critici per il benessere dell’intera popolazione che permettano un vero miglioramento della società. Non dimentichiamo inoltre che la ricerca del sapere, sia esso scientifico, artistico o umanistico, deve essere vista come un punto di forza e non come una spesa inutile da ridurre in momenti di crisi.
Il Veneto Serenissimo Governo, rinnova il suo sostegno al Mashav, l’agenzia Israeliana per la cooperazione internazionale e alla sua iniziativa presso l’ONU di facilitare l’accesso alla tecnologia agricola ai paesi in via di sviluppo. Questo è un concreto esempio di quanto importante sia lo sviluppo tecnologico se usato in maniera responsabile. Non basta donare vestiti o spedire container carichi di cibo e medicinali, ma dobbiamo mettere i paesi più poveri in grado di produrre da soli la ricchezza necessaria al proprio sostentamento. Un principio simile può essere applicato alle comunità autogestite, non è importante la ricchezza immediata che deriva dall’accumulare denaro; conta maggiormente il rispetto per il territorio e il vero progresso umano e tecnologico dell’intera comunità.
Longarone, 21 gennaio 2012
Mario Bonamigo
Ministro consigliere
Dipartimento Ricerca ed Ambiente
Responsabile tecnico della Radio Nazionale Veneta