Signor Presidente della Veneta Serenissima Repubblica, Presidente di Governo, Colleghi consiglieri di Governo, Patrioti, Veneti tutti:
la situazione della giustizia nella nostra Patria occupata non ha bisogno di spiegazioni, tutti possiamo vedere il degrado e l’ingiustizia in cui versano le nostre aule di tribunale e il sistema giudiziario in generale, siamo sommersi dalla burocrazia italiana che rallenta in maniera vergognosa lo svolgimento dei processi, un dilagante menefreghismo che invade tutti i livelli della magistratura, senza parlare di tutti quei magistrati che sfruttano la loro posizione per i loro interessi politici, ogni giorno possiamo vedere pluri pregiudicati che grazie a cavilli giuridici riescono ad eludere le condanne e allo stesso tempo onesti cittadini, o persone che magari ingenuamente commettono degli errori, che non avendo a disposizione i mezzi per potersi difendere efficacemente subiscono umiliazioni e prevaricazioni di ogni tipo, tutto questo in barba a quel dovere e obbligo che ha uno stato occupante nel difendere le popolazioni che invade.
Inutile dire che tutto questo deve finire e finirà soltanto quando raggiungeremo l’indipendenza, nel frattempo però dobbiamo lavorare e trovare le soluzioni che ci permetteranno di avere una giustizia degna di essere chiamata tale e memore delle Magistrature Venete le quali sono sempre state rinomate e conosciute a livello internazionale come tra le più giuste, equilibrate e lungimiranti.
Applicare il concetto di autogestione alla giustizia può sembrare inopportuno e rischioso, in quanto potrebbe esserci il pericolo che la magistratura possa diventare un potere a se stante e senza il dovere di rispondere alle istituzioni e al Popolo, questo se i magistrati fossero una casta al di sopra di ogni controllo, come succede in questo stato, in cui si sentono liberi di prendere decisioni in base al proprio modo di pensare fregandosene del bene della collettività e senza pensare alle conseguenze, intanto loro non pagano mai per i loro errori.
Per questo deve essere chiaro che la magistratura è parte integrante delle istituzioni alle quali deve rispondere del suo operato, e obbligata a seguire le leggi e procedure che gli organi istituzionali prevedono.
Quando parliamo di autogestione intendiamo dire che la gestione della giustizia, in questo caso, ma che vale altresi anche in tutti gli altri campi come la gestione delle fonti di energia piuttosto che la riscossione fiscale, solo per fare qualche esempio, deve essere in mano a persone o enti del posto perché solo chi fa parte del territorio e lo vuol proteggere conosce le persone coinvolte, le motivazioni che le hanno spinte a comportarsi in una determinata maniera, nonché la soluzione più adeguata nel rispetto delle leggi e del Popolo.
Possiamo anche dire che per quanto possibile la gestione della giustizia deve essere in mano e sotto il controllo dell’intera comunità per evitare soprusi e prevaricazioni delle solite caste che tutti ben conosciamo.
I giudici dovranno essere scelti dal Popolo in base a criteri di timocrazia e saranno responsabili delle sentenze che emettono, per evitare le solite disparità tra chi si può permettere una difesa migliore di altri, gli avvocati e i magistrati d’accusa saranno scelti a caso, appunto per evitare che chi ha disponibilità economiche e conoscenze possa facilmente eludere le leggi.
Come il Veneto Serenissimo Governo ha scritto nella costituzione Veneta, redatta nel 2005, il nucleo del diritto Veneto dovrà essere costituito dalla Costituzione e dagli statuti delle comunità e associazioni, alle leggi seguiranno le consuetudini e in mancanza di queste i giudici dovranno decidere secondo coscienza.
Lo stesso ragionamento di autogestione deve essere fatto per quel che riguarda l’amministrazione e la riabilitazione di chi ha commesso reati, i penitenziari dovranno dotarsi, per quanto possibile, di tutto il necessario per la propria autonomia alla quale anche i detenuti dovranno pensare contribuendo con il lavoro all’interno del carcere o anche al di fuori per aiutare la comunità nelle varie situazioni o problemi che inevitabilmente verranno a manifestarsi. Questo anche per dare un aiuto concreto alla riabilitazione dei detenuti perché la pena non sia solo un periodo di tempo isolato dalla collettività ma bensì un periodo di riflessione nonché di aiuto verso la società che hanno ferito e tradito con le loro azioni. Dovremmo anche cercare di creare una società in cui tutti possano lavorare per far si che nessuno, spinto dalla necessità di sopravvivere, intraprenda la via della delinquenza.
Come rappresentante del dipartimento lotta all’integralismo ribadisco ancora una volta i principi fondamentali che da sempre il Veneto Serenissimo Governo indica fin dalla sua nascita: netta condanna verso qualunque forma di integralismo, terrorismo o nazionalismo, piena consapevolezza di appartenere e portare avanti quei grandi valori legati alla religione Giudaico-Cristiana ma nello stesso tempo profondo rispetto verso quelle popolazioni che provengono da realtà sociali o religiose diverse dalla nostra, purché non in contrasto, assieme alle quali vogliamo collaborare per vivere in armonia e sincera fratellanza.
Negli ultimi mesi nel mondo sono aumentati gli esempi di intolleranza verso i Cristiani, arrivando anche a gesti estremi di violenza, non dobbiamo per questo cadere nel vortice del "occhio per occhio, dente per dente", perché andrebbe contro quello che la nostra storia ci insegna e anche perché gli esempi, di cui l’umanità è piena, ci dicono che la vendetta non risolve i problemi bensì li moltiplica.
L’autogestione delle comunità può essere la soluzione a tutti quei problemi che abbiamo nella nostra Patria legati all’integrazione di tutte quelle persone che hanno deciso di adottare il Veneto come loro seconda casa, renderle partecipi in maniera importante della vita e del miglioramento della nostra, ma anche loro società, dovrà essere la molla che differenzierà, senza cancellarle, le diversità che chiaramente ci sono fra popolazioni con diverse culture storie e tradizioni ma che hanno in comune il miglioramento della vita e la salvaguardia dell’ambiente in cui vivono.
Solo se tutti si sentono parte integrante della collettività e del territorio li si può amare fino in fondo contribuendo alla crescita morale, sociale ed economica del paese, altrimenti ognuno si rinchiude nel proprio quartiere infischiandosene del vicino contribuendo all’incremento dei ghetti.
Come responsabile del Dipartimento Pubblica Istruzione e Cultura Patriottica mi rendo conto che il lavoro da fare in questi due campi è enorme, la scuola gestita dallo stato italiano considera i ragazzi dei computer da programmare in una determinata maniera affinché da adulti si comportino come degli automi, in grado di riconoscere, forse, il giusto dal sbagliato ma non il perché, in grado magari di effettuare calcoli matematici enormi ma nello stesso tempo non capire il normale susseguirsi degli eventi sociali che contraddistinguono una società in crescita.
La scuola deve essere un luogo dove le giovani generazioni imparino si le materie tecniche scientifiche e classiche, ma deve essere anche un laboratorio in cui si impara a crescere e diventare donne e uomini adulti onesti e soprattutto liberi pensatori, dove si impara il rispetto per gli altri e per le cose, dove si impara a farsi un’opinione di quello che succede nel mondo senza essere indottrinati da nessuno.
Docenti e professori a loro volta dovranno scrollarsi di dosso la convinzione, che circola in molti casi nel corp
o insegnante, dell’infallibilità e soprattutto di voler spiegare gli eventi storici con loro interpretazioni, lasciamo al giovane la possibilità di capire con la propria testa e di farsi una sua opinione.
o insegnante, dell’infallibilità e soprattutto di voler spiegare gli eventi storici con loro interpretazioni, lasciamo al giovane la possibilità di capire con la propria testa e di farsi una sua opinione.
Con le tanto propagandate manifestazioni per il 150 anniversario dell’unità di questo stato fantoccio dobbiamo moltiplicare gli sforzi per rispondere a quanti ancora continuano a portare avanti le "eroiche gesta e ideali" del risorgimento italiano mettendo sull’altro piatto della bilancia la nostra Cultura e Storia Veneta vera protagonista nella Storiografia Europea che può vantare 1100 anni di Repubblica Indipendente, buon Governo, progresso e pace sociale al contrario di 150 anni di guerre, fame, miseria, corruzione, emigrazioni bibliche e umiliazioni di tutti i generi.
Vogliamo prendere gli esempi che l’italia ha dato in questo secolo e mezzo e confrontarli con i nobili valori e ideali in cui tutti i nostri antenati credevano: valori che li portavano a confrontarsi con il nemico a faccia aperta senza nascondersi dietro una maschera, che gli impedivano di commettere qualsiasi atto terroristico per il rispetto che provavano anche per il più mortale dei nemici, ideali che spingevano il Doge ad essere in prima fila in battaglia incitando i suoi uomini.
La lotta per la libertà e per l’autodeterminazione non è chiaramente un diritto esclusivo dei Veneti, come noi, anche gli altri Popoli della penisola italiana subiscono la fraudolenta e illegale occupazione della propria Nazione e anche loro devono avere la possibilità di decidere autonomamente il proprio destino per poter usufruire a pieno del concetto di libero arbitrio.
In questi anni abbiamo cercato di creare una collaborazione fattiva e produttiva tra i vari movimenti della penisola italiana che non si riconoscono in questo stato fantoccio, nelle ultime settimane si sono fatti passi importanti in questa direzione con la nascita dell’Assemblea degli Stati Pre Unitari, al momento questa entità è composta da: Veneto Serenissimo Governo, Napolitania e Fronte Nazionale Siciliano, nei prossimi mesi dobbiamo allargare il più possibile questo fronte verso tutti gli altri movimenti che intendono aderire a questo nuovo progetto, che non vuole essere una fusione dei gruppi che la compongono per cancellare l’autonomia di poter portare avanti la propria politica nelle proprie Nazioni.
Scopo unico dell’assemblea è l’alleanza e la collaborazione dei Popoli della penisola che condividono la speranza di poter ritornare ad essere protagonisti del proprio futuro e che ambiscono al ripristino della verità storica e delle Nazioni che per secoli hanno contribuito allo sviluppo della cultura Europea, solo quando i nostri Popoli saranno indipendenti si potrà pensare ad una libera confederazione fra stati alla pari che uniscono le forze per risolvere al meglio la sfide che il mondo ci metterà davanti.
I fulgidi esempi di patriottismo, che il popolo Veneto ha saputo esprimere nei momenti più cruciali e pericolosi della propria esistenza, ci daranno il coraggio e la forza per continuare a lavorare sempre con più vigore fino al raggiungimento del nostro obbiettivo: la rinascita della Nazione Veneta basata sui principi di legalità, onestà e rispetto verso il Popolo unico attore protagonista della propria autogestione.
Longarone, 29 gennaio 2011
Andrea Viviani
Ministro di Giustizia e Lotta all’Integralismo
Dipartimento Pubblica Istruzione e Cultura Patriottica, Responsabile dell’Archivio Storico

