Voglio riaffermare con sempre più forza che l’impegno nella politica estera di un governo di liberazione è uno di quei elementi chiave della politica dell’autodeterminazione di un Popolo, rinchiudersi nel proprio particolare non porta a nulla se non a frustrazione e depressione. Con questo preambolo voglio chiamare a raccolta tutti i Patrioti Veneti, sia in Patria sia della Diaspora, perché supportino il Veneto Serenissimo Governo nella sua azione diplomatica e di risveglio nazionale.
L’azione in politica estera del Veneto Serenissimo Governo è chiara: rifacimento del Referendum del 1866 e lotta al terrorismo internazionale in tutte le sue espressioni, sia palesi che occulte.
Non basta una guerra per estirpare il terrorismo e le sue ideologie che annichiliscono la libertà in ogni parte del mondo, la via dell’azione politica non è l’esportare la democrazia ma collaborare con i movimenti di liberazione ed emancipazione perché essi stessi creino uno Stato libero nelle loro terre, uno Stato legato al Popolo e per il Popolo, non uno stato di dittatura e terrorismo. La questione della lotta al terrorismo oggi è vista come esportazione della democrazia o difesa degli interessi economici dell’occidente, in pratica quello che molti Stati applicano nelle loro cosiddette politiche di contrasto del terrorismo è solo neocolonialismo mascherato da politiche pseudo-umanitarie. Ciò che vediamo succedere in Irak, Iran ed Afghanistan è in antitesi con gli stessi principi di libertà, e ciò grazie anche alla complicità ed inefficienza di alcuni governi occidentali. L’autodeterminazione è un principio basilare per la convivenza dei Popoli e per la pacificazione delle aree di crisi: Irak, Iran ed Afghanistan sono degli Stati artificiali, i cui confini sono frutto del colonialismo e non tengono assolutamente in considerazione i Popoli che li costituiscono. Mantenendo le dimensioni territoriali attuali non c’è alcuna speranza di pace per queste zone, il righello e la squadra utilizzati su una carta geografica non sono strumenti della diplomazia ma di guerra e sopraffazione. Un futuro di libertà per i Popoli deve lasciare alle proprie spalle il colonialismo e l’imperialismo, accogliendo nell’alveo del diritto internazionale tutti i Popoli senza distinzione alcuna, la sopraffazione del più forte nei confronti del più debole dovrà diventare un ricordo della storia dell’umanità e non più un elemento di cronaca quotidiana.
Il Rifacimento del Referendum del 1866 è l’elemento chiave della politica di autodeterminazione del Popolo Veneto; quella della truffa referendaria del 1866 è la violazione più palese del diritto internazionale commessa nei confronti del Popolo Veneto, diritto internazionale sancito dalla Pace di Vienna del 1866.
È bene riassumere brevemente i fatti storici che hanno fatto cadere i Popoli Veneti in una situazione di neocolonialismo e di etnocidio culturale e sociale, per poi risorgere facendo ritornare di nuovo a ruggire il Leone Marciano, simbolo della nostra millenaria Repubblica e del nostro Patriottismo:
1) 1797 – caduta della Veneta Serenissima Repubblica causata dal criminale Napoleone Bonaparte, il quale in scempio alle stesse libertà di cui si diceva portatore, ha messo a ferro e fuoco i territori Veneti, consumando crimini inauditi contro le Popolazioni Venete e contro il patrimonio storico della nostra amata Serenissima. Non dobbiamo dimenticare, perché la storia deve essere sempre maestra di insegnamenti, che la maggior parte della nobiltà Veneta con in testa il Doge Ludovico Manin pavidamente non ha lottato per la libertà del Popolo Veneto e si è resa complice del criminale Bonaparte, cedendo la Repubblica ai napoleonici. Così iniziò la latitanza statuale nelle terre venete, solo l’invitto attaccamento del Popolo alle tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica seppe tenere alto il vessillo marciano nei confronti dell’occupante, mirabile esempio di Patriottismo sono le insorgenze Venete, di cui le “Pasque Veronesi” sono l’espressione più rilevante, quando il Popolo prese in mano il proprio destino contro l’aggressione napoleonica e si sostituì a quella nobiltà, guidata dal già citato Doge Manin, che dopo aver proclamato un’imbelle neutralità, illegalmente dichiarò la caduta della Repubblica Serenissima.
2) 1848 – nei mitici mesi della Repubblica Veneta del 1848-49 quando lo spirito veneto rinacque dalle proprie ceneri e il Leone tornò a ruggire grazie all’amore che il Popolo Veneto aveva per la propria terra. È bene ricordare che nel 1848 i nostri Antenati non lottarono contro l’Austria per perdere l’identità di Stato, ma riacquistarne l’indipendenza, come disse il Presidente del Governo Provvisorio Daniele Manin: «Non vogliamo che l’Austria sia più liberale, vogliamo che se ne vada». La Repubblica Veneta del 1848 nacque grazie al Popolo e resistette grazie al contributo che arrivò da ogni parte del Veneto da cui si rinnovarono i patti di dedizione che furono elemento costitutivo dello Stato di Terra della Serenissima. Mai dobbiamo dimenticare le parole pronunciate da Daniele Manin quando fu liberato dalle carceri austriache e messo dal Popolo alla guida dell’insurrezione e della Repubblica Veneta: “Cittadini! Ignoro per effetto di quali venti io sia stato tratto dal silenzio del mio carcere e portato in piazza San Marco. Ma vedo nei vostri volti, nella vivacità dei vostri atteggiamenti, che i sensi d’amor patrio e di spirito nazionale hanno fatto qui, durante la mia prigionia, grandi progressi, ne godo altamente e in nome della patria ve ne ringrazio. Ma deh ! non vogliate dimenticare che non vi può essere libertà vera e durevole, dove non c’ è ordine, e che dell’ordine voi dovete farvi gelosi custodi, se volete mostrarvi degni di libertà. Ci sono momenti e casi solenni nei quali l’insurrezione non è solo un diritto, ma è anche un dovere".
3) 1866 – a conclusione della guerra di aggressione italiana, in cui è bene ricordare che l’Italia inanellò una serie di sconfitte militari senza precedenti, ma dove il Popolo Veneto al grido di “Viva San Marco” conquistò la bandiera di guerra italiana a Lissa. Lo stesso vittorioso Popolo Veneto si trova di fronte ad un’occupazione italiana imposta con una truffa plebiscitaria il cui risultato è 641.758 SI – 69 NO – 273 NULLI; i soli 69 voti contrari all’Italia dimostrano in tutta la sua essenza la truffa. Una truffa che la comunità internazionale continua ad ignorare. Non si capisce da dove provenga quell’ardire di un certo culturame italiano che continua a sostenere che i Popoli Veneti accolsero con giubilo l’arrivo delle truppe di occupazione dell’Italia: basta! Quello che la cultura italiana continua a propugnarci è una mistificazione della realtà, un negazionismo indegno. Quindi la conclusione è ovvia: nel 1866 in Veneto è stato perpetrato un crimine da parte dell’Italia contro la Popolazione Veneta e il suo diritto all’autodeterminazione.
4) 1943 – durante la guerra di liberazione dalla canaglia nazi-fascista lo Spirito Popolare Veneto, a fronte dei crimini perpetrati dall’Italia e dai suoi alleati, alzò nuovamente la testa e migliaia di giovani si unirono per cacciare e combattere chi aveva depredato la loro terra
con la guerra e l’odio. Per chi lo avesse dimenticato il fascismo, oltre ad aver reso la terra Veneta un campo di battaglia, ha ceduto la provincia di Belluno al Reich tedesco, e si è reso complice dello sterminio delle Popolazioni Venete di religione ebraica, inoltre ha perpetrato eccidi verso intere comunità Venete: questo lo dobbiamo sempre ricordare!
con la guerra e l’odio. Per chi lo avesse dimenticato il fascismo, oltre ad aver reso la terra Veneta un campo di battaglia, ha ceduto la provincia di Belluno al Reich tedesco, e si è reso complice dello sterminio delle Popolazioni Venete di religione ebraica, inoltre ha perpetrato eccidi verso intere comunità Venete: questo lo dobbiamo sempre ricordare!
5) 1997 – indomiti Patrioti, guidati dal Veneto Serenissimo Governo, spinti dal più autentico spirito marciano, si unirono ricostituendo la Veneta Serenissima Repubblica svegliando così dal torpore le forze migliori del nostro Veneto, per dare nuovamente inizio alla Resistenza Marciana, per la ricostituzione nella nostra amatissima Repubblica.
6) Il Veneto Serenissimo Governo nel 9 maggio 1997 dà dignità e rinnovato orgoglio al sentimento indipendentista del Veneto, difatti senza pari dignità non è possibile nessuna trattativa per un nuovo assetto costituzionale nella penisola italiana, la pari dignità si conquista con la totale indipendenza e solo in seguito il popolo Veneto sceglierà come affrontare il proprio domani, nessuno può sostituirsi, né l’Italia né l’Europa, alla libera volontà del Popolo.
7) 2008 – il 20 luglio è stato ricostituito il Primo Libero Territorio Veneto nella martoriata terra di Longarone, rinnovando così il principio della libera adesione di tutte le comunità alla Veneta Serenissima Repubblica. Quella della Proclamazione dei Liberi Territori Veneti è un altro tassello per l’autodeterminazione della Veneta Patria, tassello che si va a posizionare al fianco della liberazione di Piazza San Marco dell’8-9 maggio 1997 e della raccolta firme per il Rifacimento del Referendum del 1866.
Ora è giunto il tempo per i Veneti di riprendere in mano il proprio destino di Nazione Storica d’Europa, il Veneto deve far sentire la propria voce nel consesso internazionale per far sì che il diritto all’autodeterminazione venga sancito anche in Veneto. 143 anni di violazione dei trattati internazionali da parte dell’Italia sono troppi, ora è necessario che l’ONU adotti una risoluzione che sancisca il diritto dei Veneti all’autodeterminazione tramite libero referendum con garanzie internazionali certe; ciò è necessario altrimenti il dubbio che per le organizzazioni internazionali esistano popoli di serie A e popoli di serie B diverrà certezza. Siamo stanchi di questo neocolonialismo italiano e di crimini che si perpetuano sulle nostre genti e sulle nostre terre.
Noi come Veneto Serenissimo Governo non dimentichiamo che l’occupazione italiana ha causato la diaspora di 9 milioni di Veneti che hanno dovuto lasciare la propria terra a causa dei soprusi e delle iniquità italiane.
Chiediamo che tutti quelli Stati del consesso internazionale, che nelle varie riunioni ed incontri periodici a cui partecipano nei quali vengono sottoscritti impegni per le libertà dei Popoli e per l’autodeterminazione degli stessi, si attuino per fare in modo che il Popolo Veneto esprima liberamente la propria volontà ritornando così padrone del proprio destino e del proprio libero arbitrio. Inoltre chiediamo che gli Stati e le Organizzazioni Internazionali ratifichino la legittimità della proclamazione di Liberi Territori Veneti, quale primo ricostituito focolare nazionale per il Popolo Veneto.
Applicando tutti gli sforzi possibili per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo, quale primo passo per la totale autodeterminazione dei Popoli Veneti. Abbiamo già scritto a vari Paesi delle Nazioni Unite chiedendo di stabilire rapporti e corrispondenze diplomatiche.
Ci hanno risposto Israele, Etiopia e Bielorussia e l’ufficio di gabinetto di uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il quale ci ha fatto sapere di vedere con interesse l’autodeterminazione dei Popoli. Per ovvi motivi di riservatezza non posso dire qual è questa Nazione.
L’impegno e l’azione per il rifacimento del Referendum del 1866 è un patrimonio di tutti i Patrioti Veneti, non saranno sicuramente i vari giochi elettorali a cui lo Stato Italiano annualmente ci ha abituato a deprimere il sentimento identitario e patriottico Veneto. I vari cani da guardia del Regime, che si nascondono dietro le parole federalismo-autonomia-autogoverno-ecc., sono solo degli ascari funzionali all’occupazione italiana che con il loro agire si rendono complici della negazione del diritto al libero arbitrio per i Popoli Veneti.
Il movimento di rivendicazione nazionale Veneta ha alla propria base la spinta patriottica-popolare e propone il Patriottismo come modello, quindi l’aspetto volontaristico di appartenere ad una Nazione diventa il volano da seguire, la pietra angolare per la ricostituzione della Veneta Serenissima Repubblica: se i Popoli non dimostreranno, attraverso il proprio libero arbitrio (l’autodeterminazione cosciente e volontaria), di voler essere parte integrante della Repubblica Veneta, il movimento patriottico Veneto andrà a costruire solo un’Italia in piccolo. Cosa che certa borghesia “veneta” ha tentato e tenta di fare, sfruttando l’elemento identitario ed indipendentista del Popolo per la difesa degli interessi particolari di settore.
Sono i Patrioti che fanno le nazioni; è Veneto non chi è nato in Veneto ma chi vuole bene al Veneto e di conseguenza faccia proprio il bagaglio identitario che lo contraddistingue.
Noi che lottiamo per la Causa Veneta non siamo dei malati di passatismo, ma guardiamo alla nostra storia come maestra di vita, una maestra da cui apprendere tutto ciò che di positivo c’è, evitando di ripetere gli errori che inevitabilmente si sono commessi. La Veneta Serenissima Repubblica in ogni epoca era all’avanguardia come avanzamento politico rispetto agli altri Stati del consesso europeo e mondiale; oggi il patriottismo Veneto deve riscoprire lo stesso concetto di avanguardia politica: da qui la necessità di mettere il POPOLO ALLA GUIDA DELLO STATO per fare in modo che si autogoverni, che diventi cittadino e non suddito. Oggi la condizione dei Popoli Veneti è ancora quella di essere sudditi, le elezioni “democratiche” sono solo l’oppio dato alla gente per offuscarne le menti; le elezioni sono un falso mezzo di democrazia.
Il regime rappresentativo odierno, frutto del giacobinismo e non dell’illuminismo, produce solo un’altra forma di aristocrazia dove viene premiato chi attira elettori, sia in buona che in mala fede.
L’unica via per uscire da questo meccanismo perverso è quella dell’esercizio diretto della sovranità del popolo per il popolo: noi come Veneto Serenissimo Governo mettiamo a disposizione di tutto il Popolo Veneto la nostra storia, la nostra azione, la nostra elaborazione teorica, i nostri risultati diplomatici ed il nostro impegno per il riscatto nazionale della Veneta Serenissima Repubblica.
Viva San Marco
Viva i Popoli Veneti
Viva la Veneta Serenissima Repubblica
Longarone, 23 gennaio 2010
Demetrio Serraglia
Ministro agli Affari Esteri
Responsabile rifacimento del Referendum del 1866
Dipartimento per i rapporti con i Veneti della Diaspora
Dipartimento Cultura Patriottica ed Identità Nazionale

