Valerio Serraglia

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POLITICA ESTERA DEL VENETO SERENISSMO GOVERNO

Qualsiasi movimento di liberazione per essere in grado di compiere la propria missione deve avere una politica interna e una politica estera.

Questa relazione tenderà ad inquadrare lo stato delle relazioni e delle prospettive future tra il Veneto Serenissimo Governo e gli altri paesi, popoli e movimenti di liberazione .

E’ evidente che con la caduta del muro di Berlino si è concluso un periodo sociale, politico ed istituzionale tale da richiedere nuovi strumenti di analisi, nuove strade, tutto questo è paragonabile alla scoperta della ruota ed ai sconvolgimenti conseguenti.

In breve si può constatare la fine degli stati central-imperialisti che hanno una caratteristica peculiare: il policentrismo che porta inevitabilmente ad una costante lotta tra di loro per il controllo delle materie prime.

I vari tentativi di spartizione non hanno dato nessun risultato, di fatti la stessa conferenze di Berlino di fine ’800 non è riuscita ad impedire la prima guerra mondiale, la Società delle Nazioni non è riuscita ad impedire la seconda guerra mondiale, e la stessa ONU non è riuscita ad impedire lo svilupparsi dal 1945 ad oggi giorno una serie di guerre, cosiddette regionali (con milioni di morti), che sono rimaste tali e non sono degenerate in conflitti totali esclusivamente per la presenza deterrente atomico.

Lo scontro strategico tra le due super potenze, avvenuto negli anni ottanta con le cosiddette guerre stellari, ha messo in ginocchio l’Unione Sovietica; questo ha cambiato il quadro geopolitico nel mondo che si è diventato da bipolare a monopolare.

La situazione geopolitica attuale dimostra che sia l’Europa e sia il Giappone senza un credibile deterrente militare non sono in grado di competere economicamente con gli Stati Uniti.

Gli strumenti creati dopo la seconda guerra mondiale (vedi l’ONU) non hanno più ragione, non è un caso che l’ONU non sia tenuta in nessun conto, la stessa NATO ha perso la sua funzione originaria quale strumento di difesa prima contro l’URSS e poi contro il Patto di Varsavia.

L’aggressione alla Repubblica Federativa di Jugoslavia è estremamente significativa rispetto ai nuovi compiti che si è data la NATO, ora più che mai schiacciata sugli interessi USA:

1. controllo militare dell’Europa dall’atlantico agli Urali;
2. controllo del Medio Oriente;
3. controllo dell’Africa.

Proprio in questo contesto si fa sempre più forte la necessità d’intrecciare la lotta della Nazione Veneta per l’autodeterminazione con la lotta delle altre Nazioni, Popoli, Etnie per la conquista del loro libero arbitrio. Qualsiasi avanzamento e vittoria di una singola Nazione crea condizioni favorevoli agli altri popoli, il Veneto Serenissimo Governo ritiene che esistano due condizioni di lotta:

1°- all’interno dei popoli all’interno della NATO (vorrei qui ricordare per chi l’avesse dimenticato che all’interno della NATO esistono istanze di autodeterminazione che vanno oltre il Veneto: la Scozia, la Valle d’Aosta, il Tirolo, l’Euskadi, il Quebec, la Bretagna, la Corsica, il Piemonte, la Savoia, la Sardegna, il Regno di Napoli, la Lombardia, l’Ocitania, i Cimbri, il Friuli, i Ladini, i Galles, la Catalogna, la Sicilia, e altri è evidente che non ci siamo dimenticati della shoa e del genocidio degli indiani d’America).

2°- con le nazioni e con i popoli all’esterno della NATO.

Il problema non è certamente quello di costituire un’altra internazionale da contrapporre alla mai morta Trilaterale ma esiste la necessità di avere dei strumenti di intreccio, di consultazione, di scambio di esperienze che non ci facciano andare alla lotta senza un possibile retroterra (vedi gli Stati Uniti 1770).

Quindi lanciamo la proposta di prendere le dovute iniziative per verificarne la necessità Su questo terreno il Veneto Serenissimo Governo ha già preso le dovute iniziative sia a livello degli stati nazionali sia a livello dei movimenti di liberazione, lo stato di queste trattative e incontri per essendo all’inizio è sulla buona strada per dare risultati estremamente positivi.

I rapporti internazionali che noi vogliamo costruire intendono basarsi sulla non ingerenza, sul reciproco rispetto e su rapporti economici basati su interessi comuni, sul rispetto delle singole culture e storie.

E’ chiaro che la politica del centralismo imperiale tende a distruggere tutto quanto fa di noi degli esseri umani, pensanti ed originali e ci clona su necessità indotte, funzionali ad un sistema produttivo che differenzia sempre più il livello economico con il conseguente fenomeno dell’immigrazione più o meno clandestina.

Tutto ciò porta alla perdita delle singole identità ed a un fenomeno che noi tutti possiamo constatare ogni giorno (vedi il degrado di molti extracomunitari).

Dovere dei paesi economicamente sviluppati è quello di aiutare gli extracomunitari nei loro paesi, onde evitare tra l’altro un depauperamento delle risorse umane senza le quali qualsiasi speranza di sviluppo diventa un’illusione con la conseguente desertificazione dei paesi del terzo e quarto mondo.

La Nazione Veneta che noi vogliamo costruire non può basarsi sulla Coca Cola, sui Fast Food, sulla Droga e sulla Pornografia. Noi vogliamo una società che tende a un equilibrio, ad un rispetto del lavoro, al rispetto dei singoli, alla difesa della nostra famiglia e alla ricerca di un mondo più felice.

VIVA
LA LIBERA REPUBBLICA
DI SAN MARCO

Valerio Serraglia