Grazie degli applausi, anche se dovremo cominciare a ragionare da Veneti, anche su questo la Serenissima insegna, non ci sono personalismi come nella partitocrazia, anche se sono uno dei protagonisti dell’impresa nota come San Marco. Io voglio essere un servitore di San Marco: l’unico a cui noi dobbiamo amore e gloria e a San Marco questo era dovuto.
Ringrazio per gli applausi, però noi dobbiamo essere chiari perché siamo Veneti e siamo figli di una storia originale e nella originalità è stata l’impresa.
Il nostro cammino è stato protetto da San Marco pertanto a lui l’onore e la gloria.
Fatta questa premessa, vorremo ricordare senza dilungarci, ormai tutte le varie tematiche sono state tutte toccate. Noi abbiamo deciso di fare il Congresso nel giro di un mese, anche se la preparazione avveniva già da parecchi mesi. Dal giorno 18 aprile a martedì prossimo in cui si decideranno i miei destini, ossia il rientro in carcere oppure, se avrò più fortuna e potrò continuare a lavorare per San Marco fuori.
Chiaramente anche in carcere continuerò a lavorare per San Marco, questo è ovvio.
Il discorso che farò in questo Congresso sarà proprio per lasciare la testimonianza ai Veneti. Il Veneto Serenissimo Governo è una realtà, il Veneto Serenissimo Governo non è quello che tutti i giornali dicono cioè il nulla, il Veneto Serenissimo Governo dalla sua comparsa (quando ha fatto le interferenze radio) all’impresa di San Marco e in questi due ultimi anni ha lavorato duramente. Il Veneto Serenissimo Governo è l’unica forza che ha dato spirito al cambiamento, pertanto l’invito è quello di affiancarlo in maniera decisa non più con titubanze o con i soliti discorsi (ma si…, ma no…, ma forse…, si può fare in maniera diversa…, ma perché non diventate un partito…, ma perché non andate con la Lega o con la Liga o con il partito del Nord Est o con Cacciari o con Galan o con tutti gli altri), noi siamo con San Marco che ci ha indicato la strada da percorrere: lo studio, la fatica e il sacrificio. La strada per liberare il Veneto non sarà una strada facile. Noi abbiamo deciso di scegliere la strada più difficile sia che siamo in tanti o in pochi, pertanto chi ha ancora dei dubbi sul Veneto Serenissimo Governo oggi deve essere il giorno che questi dubbi siano fugati oppure io non ha problemi a dirli di allontanarsi da noi perché noi vogliamo solo dei degni figli di San Marco al nostro fianco, nel senso che qua sta nascendo il Veneto. Tutti possono e debbono partecipare non vogliamo essere noi i soli protagonisti. Per ridare vita e valore al Veneto non si può pensare di passare attraverso premi e regali, qua per rifare il Veneto ossia per ritornare a quei valori che 200 anni fa il criminale Bonaparte ci ha privato: valori cristiani, valori di tradizione, valori di ingegno, valori di sacrificio, valori di gloria militare, valori di diplomazia, valori di saggezza antica. Per raggiungere questi valori bisogna cambiare strada e mentalità: non è pensabile liberare i Veneti rimanendo con la testa italiani, facendo il Partito, inventando qualche meccanismo istituzionale che comunque lo stato italiano riesce ad assorbire.
Noi siamo lo stato Veneto ragioniamo, da Veneti e operiamo da Veneti; questa è la premessa.
Spero di essere stato chiaro. Le ultime cose che posso dire sono queste: oggi abbiamo sentito alcuni aspetti importanti, il veleno cui ha detto Ivonne hanno riempito le nostre terre portandone al degrado, la stupidita con cui vengono sperperati i nostri denari coi vari Comitati per Venezia quando invece una persona nobile e gloriosa si sta battendo per la salvaguardia di Venezia prendendo bastonate e venendo buttato in galera. Sto’ denunciando il comitatone, il magistrato alle acque, il comitato per Venezia nuova come sperperatori dei nostri soldi e stanno inoltre mettendo a rischio la nostra capitale, in quanto con cifre modestissime si potrebbero ripristinare quelle isole davanti alle bocche di porto e si avrebbe la certezza di salvare Venezia da eventuali acque alte, che speriamo Dio e San Marco non le mandi perché provocherebbero un disastro immane, non solo per le opere d’arte ma per le popolazioni di intere calli soprattutto se venisse di notte, sarebbe una ecatombe di migliaia di persone. Noi come governo della repubblica, perché tale ci definiamo, vogliamo denunciare questi fatti e sarà nostra premura battagliare per queste cose perché la Repubblica ci teneva al suo territorio e alle sue genti e noi siamo gli eredi di questa tradizione.
Noi inoltre stiamo lottando per rifare il Referendum del 1866, questa è la forma democratica, quella che dobbiamo attuare; sperando che i Veneti ci diano il loro appoggio per portare avanti questo Referendum.
Voglio dire per concludere che da parte mia non è tollerabile la presenza di un comitato che giustifichi la presenza solo per il mantenimento delle proprie famiglie senza tenere conto dei rischi che corrono migliaia di Veneziani e del patrimonio architettonico di Venezia, non possiamo accettare questo perché è un delitto che chiama vendetta, ma altrettanto responsabili sono quei politici che non muovono un dito pertanto noi ci batteremo su queste cose sperando di cominciare subito avendo l’appoggio di tutti voi, perché abbiamo della gente, perché qua rinasce il Veneto. Vogliamo ritornare indietro di 200 anni coi valori, colla responsabilità personale.
Ringrazio chi come Tullio, Ivonne, Alberto, Federico, Demetrio, Pierluigi, Valerio, l’amico Pasqualetto, paolo e tutti gli altri, oggi non ha potuto essere presente l’amico Riccardo perché colpito da un problema grave in famiglia, però è qui la moglie. Queste sono tutte persone che non si conoscevano, ami viste in vita mia, che hanno avuto il coraggio di fare una scelta decisiva di non stare con i venditori di fumo o con chi fa discorsi inutili, ma di stare con chi i discorsi non ne vuole fare ma vuole fare i fatti. Grazie.
VIVA LA REPUBBLICA VENETA
VIVA SAN MARCO
Fausto Faccia

