IV – Trasporti, Viabilità ed Energia
Il Veneto Serenissimo Governo ritiene che altre grandi vie di comunicazione, sullo stile della cementificazione anni ’60, risultino, oggi, di difficile realizzabilità nel territorio Veneto. È necessaria, invece, una razionalizzazione delle grandi arterie stradali e autostradali, coniugandola con una visione dei trasporti non invasiva per il territorio ed integrativa tra i vari mezzi (interscambio gomma, ferrovia, aereo, nave).
In questi anni abbiamo assistito alla liberalizzazione selvaggia dei trasporti, non solo a Ovest ma anche e soprattutto a Est. Negli ultimi anni è incrementato notevolmente il traffico su gomma dall’Est e, di questo passo, lo sarà sempre di più. Da un recente studio tedesco pubblicato su “Der Spiegel” emerge che un autocarro da 40 tonnellate reca un danno alle infrastrutture e all’ambiente pari a 16.840 auto/tonnellata/Km quantificabile, inoltre, a 1 euro a Km percorso. Basta pensare alle decine di migliaia di camion che attraversano la nostra terra per stimare l’importo dei danni che quotidianamente subiamo per una continua politica dissennata d’incentivo al trasporto su strada. E senza considerare le ore di lavoro perse in code estenuanti e di preziose vite cadute sull’“altare” dell’asfalto.
La soluzione proposta punta a razionalizzare le direttrici di grande viabilità potenziando altri mezzi di comunicazione (idrovie e ferrovie), associati all’obbligo, per il traffico su gomma in transito, di viaggiare su rotaia/chiatta. Ciò implica la revisione della rete ferroviaria ed un potenziamento degli interporti. Verranno potenziate le dorsali ferroviarie nord-sud / est-ovest con due binari per il traffico gommato e due binari per merci e passeggeri (con controllo sui tempi di viaggio delle merci).
Parallelamente si cercherà di potenziare i trasporti locali con sistemi non inquinanti, eliminando quei mezzi ancora basati sul petrolio sostituendoli con quelli ad energia pulita. Ciò dovrà valere anche per i mezzi locali privati (furgoni e similari): i veicoli commerciali adibiti al traffico interno dovranno essere obbligatoriamente dotati di motori eco-compatibili (ecodiesel e alimentazione elettrica).
Il nostro Veneto è attualmente autosufficiente nel campo dell’Energia Elettrica ma questo non ha portato alcun vantaggio alla nostra gente e alle nostre imprese.
Visto il continuo crescere del fabbisogno italiano si sta pensando a costruire mega centrali elettriche in Veneto: ciò non è ammissibile! Sia per lo spazio territoriale richiesto ed usurpato che per l’impatto sulla disponibilità d’acqua e sulle ricchezze naturali. Per le esigenze future dovremo sfruttare tutte le opportunità che la nostra terra potrà dare (ad es.: biomasse, pannellizzazione solare privata e pubblica, sfruttamento dei rifiuti, gas di produzione animale, moto ondoso). Per biomasse si intende materiale forestale, residui agricoli e agroindustriali, legno di potatura degli alberi da frutta, paglie dei cereali, steli, foglie residui di diverse coltivazioni.
Incentivo alla realizzazione di mini-centrali, anche a livello familiare, con minori costi d’impatto, di controllo e di produzione. Le mini centrali costituiranno la fonte primaria di sviluppo energetico a livello familiare/aziendale e saranno collegate tra loro formando una rete ed il surplus eventuale verrà messo in circolo a fini di risparmio o di “rabbocco” per i nodi sotto-produttivi. Questo rappresenta l’indubbio vantaggio che in caso di black-out di uno o più mini centri produttivi il sistema non si trova in difficoltà.
La VSR promuoverà dei comitati scientifici multilaterali con gli Stati Confinanti per promuovere l’adozione di energie pulite anche oltre il territorio Veneto.
In questi anni abbiamo assistito alla liberalizzazione selvaggia dei trasporti, non solo a Ovest ma anche e soprattutto a Est. Negli ultimi anni è incrementato notevolmente il traffico su gomma dall’Est e, di questo passo, lo sarà sempre di più. Da un recente studio tedesco pubblicato su “Der Spiegel” emerge che un autocarro da 40 tonnellate reca un danno alle infrastrutture e all’ambiente pari a 16.840 auto/tonnellata/Km quantificabile, inoltre, a 1 euro a Km percorso. Basta pensare alle decine di migliaia di camion che attraversano la nostra terra per stimare l’importo dei danni che quotidianamente subiamo per una continua politica dissennata d’incentivo al trasporto su strada. E senza considerare le ore di lavoro perse in code estenuanti e di preziose vite cadute sull’“altare” dell’asfalto.
La soluzione proposta punta a razionalizzare le direttrici di grande viabilità potenziando altri mezzi di comunicazione (idrovie e ferrovie), associati all’obbligo, per il traffico su gomma in transito, di viaggiare su rotaia/chiatta. Ciò implica la revisione della rete ferroviaria ed un potenziamento degli interporti. Verranno potenziate le dorsali ferroviarie nord-sud / est-ovest con due binari per il traffico gommato e due binari per merci e passeggeri (con controllo sui tempi di viaggio delle merci).
Parallelamente si cercherà di potenziare i trasporti locali con sistemi non inquinanti, eliminando quei mezzi ancora basati sul petrolio sostituendoli con quelli ad energia pulita. Ciò dovrà valere anche per i mezzi locali privati (furgoni e similari): i veicoli commerciali adibiti al traffico interno dovranno essere obbligatoriamente dotati di motori eco-compatibili (ecodiesel e alimentazione elettrica).
Il nostro Veneto è attualmente autosufficiente nel campo dell’Energia Elettrica ma questo non ha portato alcun vantaggio alla nostra gente e alle nostre imprese.
Visto il continuo crescere del fabbisogno italiano si sta pensando a costruire mega centrali elettriche in Veneto: ciò non è ammissibile! Sia per lo spazio territoriale richiesto ed usurpato che per l’impatto sulla disponibilità d’acqua e sulle ricchezze naturali. Per le esigenze future dovremo sfruttare tutte le opportunità che la nostra terra potrà dare (ad es.: biomasse, pannellizzazione solare privata e pubblica, sfruttamento dei rifiuti, gas di produzione animale, moto ondoso). Per biomasse si intende materiale forestale, residui agricoli e agroindustriali, legno di potatura degli alberi da frutta, paglie dei cereali, steli, foglie residui di diverse coltivazioni.
Incentivo alla realizzazione di mini-centrali, anche a livello familiare, con minori costi d’impatto, di controllo e di produzione. Le mini centrali costituiranno la fonte primaria di sviluppo energetico a livello familiare/aziendale e saranno collegate tra loro formando una rete ed il surplus eventuale verrà messo in circolo a fini di risparmio o di “rabbocco” per i nodi sotto-produttivi. Questo rappresenta l’indubbio vantaggio che in caso di black-out di uno o più mini centri produttivi il sistema non si trova in difficoltà.
La VSR promuoverà dei comitati scientifici multilaterali con gli Stati Confinanti per promuovere l’adozione di energie pulite anche oltre il territorio Veneto.

