La via che questo mondo ci ha sempre posto di fronte per uscire dalle crisi economiche è sempre stata una sola: la guerra. Ovviamente non si è arrivati di punto in bianco ai conflitti, prima di tutto si sono create delle situazioni “lacrime e sangue” per i Popoli, poi si è indicato ai Popoli un nemico responsabile della crisi e di tutti i mali del mondo, i Popoli presi della disperazione si sono affidati alle politiche populiste dei leader di turno i quali hanno applicato disposizioni dittatoriali a cui le egemonie internazionali hanno risposto con atti militari per ristabilire l’ordine pregresso. Questo meccanismo, ovviamente infarcito da decine di milioni di morti i quali hanno sfoltito il cosiddetto esercito industriale di riserva che era divenuto troppo aggressivo nei confronti delle classi dominanti che in modo arbitrario gestiscono il potere, inoltre secondo i meccanismi del profitto sempre e comunque e ad ogni costo ogni buona guerra crea distruzioni e quindi un nuovo mercato da sfruttare e continuare a depredare. Per avere la conferma di queste tesi basta sfogliare i manuali di storia e troviamo la conferma che il sistema dello sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano e la natura che lo circonda porta solo all’autodistruzione.
È questo lo scenario drammatico in cui viviamo anche oggi, la crisi non è temporanea né circoscrivibile, sta travolgendo tutto, e il Popolo la sta subendo sulle proprie carni, sulla propria esistenza, nel proprio quotidiano. Se continuiamo a perseverare in questo sistema non abbiamo nessun futuro degno da vivere, nessuna speranza se non quella di essere animali da soma per i potenti di turno locali, nazionali o mondiali.
Le organizzazioni internazionali hanno dimostrato la loro inefficienza e il loro essere dei burattini in mano ai prepotenti di turno, ma noi ci ostiniamo a richiedere che il diritto internazionale venga ripristinato in Veneto attraverso un libero referendum per l’indipendenza, come previsto dagli accordi internazionali del 1866 sanciti dall’Armistizio di Cormons, dalla Convenzione per le Venezia e dalla Pace di Vienna, e chiediamo che questo diritto sia sostenuto da tutti gli Stati dell’assise mondiale, perché non possiamo immaginare che essi preferiscano la lotta armata alla libera volontà popolare attraverso un referendum.
Ma ci appelliamo anche a tutti coloro che si sentono Patrioti Veneti e amanti della terra veneta sia che siano residenti nella Patria Veneta che dispersi nella diaspora perché si facciano portavoce in ogni luogo del diritto all’autodeterminazione, all’autogoverno e all’autogestione del Popolo Veneto. Inoltre invitiamo tutti i Patrioti Veneti a sostenere la diffusione dei Liberi Territori Veneti sostenendo il nascente Fondo Nazionale Veneto, quale organismo preposto e dipendente dall’ufficio di Presidenza del Veneto Serenissimo Governo in cui convogliare tutte le risorse fisiche, materiali ed economiche per incrementare le terre sotto diretto controllo politico del Veneto Serenissimo Governo, tassello fondamentale per uscire dal giogo economico, finanziario politico dell’occupante italiano.
Ogni donna veneta e uomo veneto ora più che mai sono responsabili del proprio destino, è finito il tempo della delega, se vogliamo sopravvivere dobbiamo noi stessi essere gli artefici del nostro futuro, altrimenti abbiamo di fronte a noi solo la catastrofe, senza nessun futuro.
Dobbiamo dimostrare al mondo che noi Veneti che amiamo il Veneto siamo un monolite che non può essere distrutto, solo così la nostra voce potrà essere ascoltata, non dobbiamo seguire le chimere che puntualmente gli ascari del potere centralcolonialista romano ci presentano. Nessuna elezione potrà sostituire la nostra azione diretta per ottenere un referendum per l’indipendenza, un’azione diretta che si sviluppa giorno per giorno con una pratica patriottica quotidiana in ogni luogo della nostra vita quotidiana dimostrando che un mondo diverso può esistere e non verrà certo dalla putrescente italia e dai cadaverici esponenti politici che la rappresentano. Non possiamo aspettarci nulla di buono dal Presidente dello Stato occupante italiano che oggi festeggia i 150 di uno stato criminale come l’italia, infatti tale Giorgio Napolitano nel 1956, all’indomani dell’invasione dei carri armati sovietici a Budapest, si profondeva in elogi ai sovietici. L’Unione Sovietica, infatti, secondo Giorgio Napolitano, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo». Inoltre sempre Napolitano e i suoi amici nell’aprile del 1975 appoggiò l’avvento dei criminali khmer rossi guidati da Pol Pot. Se questa è l’idea di pace che ha Napolitano, allora possiamo ben capire come senza nessun rimorso possa festeggiare ed essere il principale sponsor dei 150 anni dei crimini dell’italia. Tutti i Popoli devono tener presente che è questo il personaggio che guida l’occupazione della penisola.
L’italia, vista la propria incapacità di gestire l’economia veneta, visti i crimini che ha perpetrato in terra veneta e ai veneti tutti, visto il modo coloniale con cui occupa la nostra Veneta Patria deve andarsene con tutte le sue istituzioni, le sue leggi, i suoi lacché, non siamo disposti ad accettare altre proroghe, non siamo disposti ad accettare altri soprusi, non siamo disposti a fare parte del baraccone italia. Quello italiano è uno stato antidemocratico, che ha sempre agito contro il popolo in violazione di tutte le leggi internazionali e nazionali (persino di quelle che esso stesso si è dato), pretende che gli altri applichino le leggi ma è il primo a disattenderle, se dovessimo seguire il suo esempio probabilmente saremmo tutti in carcere. Ci auguriamo che prima o poi chi ha commesso delitti in nome dell’italia venga processato e condannato, in ogni caso il tribunale della storia sta già condannando gli atti di questo stato fantoccio. Ciò nondimeno, visti i crimini italiani perpetrati nei suoi 150 anni di storia, ci appelliamo ai principi emersi dal Processo di Norimberga contro il nazismo, quindi nessuno può nascondersi dietro il dito affermando che eseguiva solo degli ordini. Difatti in seguito al Processo di Norimberga del 1945 e precisamente l’11 dicembre del 1946 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite emette la Risoluzione 95/I a "Conferma dei principi di diritto internazionale riconosciuti dallo Statuto e dalla sentenza del Tribunale di Norimberga". La Risoluzione formula un invito alla Commissione del diritto internazionale affinché produca un documento in cui raccolga i principi emersi. La Commissione il 29 luglio del 1950 emana un Rapporto intitolato "Principi di diritto internazionale riconosciuti dallo Statuto e dalla sentenza del Tribunale di Norimberga" in cui espone sette principi fondamentali:
1 – La responsabilità penale internazionale è individuale. Chiunque commetta un atto costituente crimine di diritto internazionale è di questo responsabile e passibile di condanna. Resta la responsabilità internazionale dello Stato se questo organizza e viola i suoi doveri di prevenzione e repressione.
2 – I crimini internazionali sono indipendenti dal diritto interno dello Stato.
3- Il fatto che un soggetto abbia commesso crimine internazionale agendo in qualità di Capo di stato o Alto funzionario non lo esime dalla responsabilità penale internazionale personale.
4- Il fatto che un soggetto abbia agito in esecuzione di un ordine non lo esime dalla propria personale responsabilità penale internazionale. Parallelamente il subordinato ha il dovere di sottrarsi dall’eseguire ordini riguardanti atti criminali.
5- Il soggetto imputato di crimine internazionale ha diritto ad un equo processo imparziale e rispettoso dei principi generalmente riconosciuti.
6- I crimini che costituiscono crimine internazionale sono i crimini contro la pace, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità. I crimini contro l’umanità sono strettamente connessi alle precedenti categorie. Riprende l’art. 6 dello Statuto del Tribunale di Norimberga.
7- La complicità costituisce crimine di diritto internazionale.
Dai principi di Norimberga si evince quindi la piena responsabilità dei governanti italiani che non si sono mai dissociati con i 150 anni di crimini italiani, poco interessa che siano tecnici e politici la responsabilità oltre che collettiva è singola, le lacrime di coccodrillo non servono a nulla, il libero arbitrio è fondamentale e imprescindibile. Quindi ci aspettiamo che le organizzazioni internazionali preposte agiscano per condannare i criminali, e che il Popolo Veneto tutto alzi la testa contro i soprusi perché la delega non è e non sarà più sufficiente per una gestione della propria terra e del bene comune.
Dal punto di vista internazionale dei rapporti tra Stati confermiamo quanto più volte detto:
noi come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, abbiamo l’obbligo morale e storico di intervenire per tentare di evitare la catastrofe imminente, che se non fermata travolgerà tutto e tutti e proponiamo che le relazioni tra Popoli siano basate sul:
· Rispetto dei diritti umani fondamentali;
· Rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Popoli;
· Riconoscimento dell’uguaglianza tra le razze e tra tutte le nazioni grandi e piccole;
· Non intervento e non interferenza negli affari interni di un altro Paese;
· Rispetto del diritto di ogni Popolo di difendersi sia individualmente che collettivamente;
· a) astensione dall’uso di patti di difesa collettivi che siano di beneficio agli interessi di una delle grandi potenze b) astensione dall’esercitare pressione su un altro Paese;
· Non esercitare atti o minacce di aggressione contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un Popolo;
· Soluzione di tutte le dispute internazionali con mezzi pacifici come negoziato, conciliazione, arbitrato o accordi giudiziari,
· Promozione di mutui interessi e cooperazione;
· Rispetto della giustizia e degli obblighi internazionali.
Quindi il diritto all’autodeterminazione dei Popoli deve essere reale e non solo scritto sulla carta dei trattati, e questo diritto non deve essere utilizzato per mascherare il terrorismo internazionale da parte dei gruppi terroristici e dagli Stati che li appoggiano.
Il futuro risiede nelle capacità dei Popoli di autogestirsi e di vivere in rapporti di pace e collaborazione pacifica, le lotte per l’egemonia sono alla base dell’oscurantismo, chi rigetta tali
principi sarà responsabile della catastrofe. Noi come Veneto Serenissimo Governo ci impegniamo fin d’ora a sostenere con tutte le nostre forze quei popoli che lottano per una vera libertà contro il terrorismo ed il terrore in ogni forma venga esso attuato.
Anche noi sosteniamo che il mondo non è governato dalle minacce militari, ma è basato sulla legge internazionale e sul rispetto della libertà dei Popoli.
Longarone, 21 gennaio 2012
Demetrio Serraglia
Ministro agli Affari Esteri
e al rifacimento del Referendum del 1866
Dipartimento per i rapporti con i Veneti della Diaspora
Coordinamento dell’attività di governo per l’autogestione

