Comunicati Rassegna Stampa

Il sergente Gilad Shalit è libero

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l’articolo da Israele della nostra amica Deborah Fait


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" Vogliamo un altro Shalit, urlava la folla palestinese "

E’ tornato a casa. Gilad e’ tornato e tutto il popolo di Israele ha pianto di gioia.
La giornata e’ incominciata presto e abbiamo visto il nostro ragazzo uscire dall’auto in Egitto e trascinato letteralmente dai poliziotti egiziani. Camminava a fatica, le gambe non lo reggevano, magrissimo, pallido, respirava a fatica e aveva un sorriso timido e spaventato sul volto. 
Poi c’e’ stato lo stupro di un’intervista della TV egiziana,parlo di stupro psicologico perche’ e’ stato trascinato davanti a una TV egiziana, senza nemmeno essere visto da un medico  e  la giornalista lo ha letteralmente bombardato di domande cretine e provocatorie.
Gilad riusciva  a malapena a respirare, a un certo punto ha detto piano "mi sento male" ma nessuno dei presenti lo ha ascoltato . Accanto a lui c’erano due interpreti di hamas incappucciati e davanti a lui il volto impietoso della giornalista che lo incalzava forse pensando ai soldi che avrebbe guadagnato con questo scandaloso scoop della prima intervista a Gilad Shalit dopo 5 anni e tre mesi di prigionia.
L’ultima domanda e’ stata" adesso che tu sei libero, cosa pensi dei prigionieri palestinesi detenuti in Israele, ti batterai per la loro liberazione?"
Con un filo di voce ha risposto educatamente:" Per me potrebbero andare liberi" poi ha ripreso fiato e ha continuato" purche’ non tornino in Israele ad ammazzare. Farebbero meglio ad occuparsi delle loro famiglie".
La sua risposta non e’ stata tradotta dall’interprete hamas.
Non si puo’ non notare la differenza tra l’etica  egiziana e quella israeliana dove tutti i giornalisti si sono imposti di non disturbare Gilad con riprese e domande e di non essere presenti al suo incontro con i genitori per rispettare nel modo piu’ totale la loro privacy. 
Grande Israele!
Un grande Paese cui sono orgogliosa di appartenere.
Gilad alla fine e’ tornato, dopo varie visite mediche ( lo staff dell’IDF era andato a prelevarlo con i piu’ sofisticati apparati medici, quelli usati a Haiti) Gilad e’ tornato nella sua Mizpe’ Hila’ dove migliaia di persone con le bandiere di Israele hanno fatto ala mandandogli baci e fiori, cantando "Gilad e’ tornato vivo" e dopo aver cosparso il tragitto verso la sua casa di rose bianche.
Gilad e’ tornato vivo, si, pallido , grigio in volto, debolissimo, il corpo coperto di ferite ma vivo e sorridente!
I giornalisti che facevano la cronaca durante tutta la giornata hanno detto colla voce tremante che quando Gilad ha sentito al telefono la mamma, prima di incontrarla (non esistono foto del loro incontro!) l’ha salutata come ogni ragazzo israeliano fa :" Hallo, Ima". 
Il prezzo pagato per riavere Gilad e’ stato pesantissimo e solo un paese forte, un popolo speciale possono decidere di pagarlo per la vita di un ragazzo.
Un popolo speciale che ha visto andare liberi e sghignazzanti i peggiori criminali, assassini di famiglie, assassini di bambini, assassini, canaglie, criminali accolti come eroi da chi e’ degno di loro. Gli assassini che abbiamo liberato non sono una parte deviante della societa’ palestinese, sono la societa’ palestinese stessa. I filmati del loro ritorno a casa mostrano ragazzoni grassi e ben portanti, pieni di forza, sghignazzanti, le dita alzate a V, la gente che li abbraccia e salta e urla "vogliamo un altro Shalit".
Si, amici, questo e’ quello che urlavano tutti, vogliamo un altro Shalit! Questa e’ la societa’ palestinese, un intero popolo pieno di odio e violenza, tanti milioni di cloni di assassini che vorrebbero solo il sangue di Israele.
Ieri la gioia per la liberazione di Gilad si mescolava al disgusto per la liberazione di tanti criminali accolti come eroi per aver ammazzato bambini, sterminato famiglie intere.
Con le cure e l’amore della sua famiglia e di tutta Israele Gilad tornera’ il ragazzo di prima. 
I mille liberati per lui resteranno sempre quello che sono : feccia, pericolosa feccia.
Bibi Netanyahu ieri ha concluso il suo breve discorso dicendo "Am Israel Hai!".
Il Popolo di Israele vive.