Le elezioni regionali hanno sancito la sconfitta del sistema Italia: la maggioranza dei Veneti ha deciso di non legittimare con il proprio voto l’occupazione italiana.
Nel 2017 con il referendum per l’autonomia i Veneti hanno chiesto pacificamente di rivedere i propri rapporti con lo Stato italiano. Purtroppo sia le istituzioni centrali italiane che quelle periferiche non hanno fatto nulla, anzi con continui tira e molla hanno impoverito ancora di più il Popolo Veneto e la terra Veneta.
Dopo 159 anni di occupazione illegale del Veneto coloro che hanno usato i millenari simboli marciani per farsi votare alle elezioni sono stati smascherati. Le percentuali prese dai vari partiti sono illusorie perché la maggioranza del popolo Veneto con il proprio non voto ha detto che è ora di finirla con i giochi italiani.
Per il presidente uscente della regione Veneto è stato un fallimento, ha deluso il popolo Veneto, ha dimostrato di non rappresentare i millenari valori della nostra amata Veneta Serenissima Repubblica ma anzi si è prostrato al main streaming e alle indicazioni del pensiero unico dell’agenda 2030.
Ha accolto presunti profughi curandoli con la nostra sanità mentre migliaia di cittadini Veneti sono in attesa in interminabili liste. Ha voluto organizzare delle Olimpiadi a Cortina ma la situazione nel bellunese è un disastro, senza nessuna ricaduta positiva sul territorio ma anzi ancora più disagi per la popolazione di montagna che vive la terra, i bellunesi hanno saputo ripagare l’Italia standosene grandemente a casa durante la pagliacciata elettorale degli occupanti. E questi sono solo alcuni esempi del cosiddetto Veneto di Zaia.
Zaia ha solo dimostrato di sapere essere un uomo delle sagre, un uomo del turismo e del consumo usa e getta: in anni di sua gestione del Veneto nei vari ruoli che ha rivestito abbiamo avuto un’involuzione, il Veneto è diventato una terra di conquista sia con flussi migratori incontrollati sia con la distruzione sistematica del miracolo economico Veneto. Chi vive il Veneto lo sa bene e per questo ha capito che chi era al vertice della regione era solo capace a chiacchiere. Infatti tutti stiamo ancora aspettando che i nove decimi delle tasse dei Veneti siano trattenute in Veneto come ha promesso Zaia all’indomani della vittoria referendaria del 2017.
A queste elezioni si sono presentate anche delle forze cosiddette anti sistema, ma chi partecipa alle elezioni italiane è tutto tranne che contro il sistema italia, infatti nascondendosi come sempre sotto il leone marciano hanno proposto di tutto tranne l’autodeterminazione del nostro popolo, anzi hanno proposto di ridurre le competenze gestite dalla regione. Inoltre hanno un atteggiamento estremamente ambiguo rispetto al ruolo del Veneto nel quadro internazionale, ciò ovviamente in antitesi con la millenaria storia diplomatica della Veneta Serenissima Repubblica. Ci sembra che chi sottostà ai giochi italiani abbia fatto proprio il motto: “tutto cambi affinché nulla cambi”, tenendo sempre a mente la gestione del potere.
Come Veneto Serenissimo Governo, essendo stato comitato per il SI all’autonomia del Veneto, ci siamo ritenuti custodi e difensori della schiacciante vittoria referendaria del 2017, e non saranno certo delle gestioni creative della regione Veneto ha derubricare la questione veneta. Ricordiamo sempre che è Veneto chi ama il Veneto, e chiamiamo gli eletti in questo consiglio regionale, nonostante sia un consiglio di minoranza, ha confrontarsi con noi per il bene del nostro Popolo e della nostra terra veneta.
Il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto è la chiave per uscire dalla palude italiana e dall’incubo rappresentato dalla UE. L’Italia e i suoi rappresentanti sia nazionali che locali sono responsabili dell’invasione che stiamo subendo, sono complici della sostituzione etnica delle nostre città. L’UE sta portandoci verso una guerra europea di dimensioni inimmaginabili. Non possiamo pensare che la salvezza arrivi dalle elezioni né tantomeno dagli eletti, la salvezza viene dal nostro agire secondo le indicazioni di Dio per avere un futuro degno di essere vissuto.
L’indipendenza del Veneto non è un sogno ma una possibilità reale di sopravvivenza per noi è le generazioni future.
Noi come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, siamo a disposizione del Popolo Veneto per farci carico delle istanze di libertà e Pace insite del nostre tradizioni millenarie.
Venezia-Longarone 25 Novembre 2025
Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo

