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Quote latte: un tipico esempio delle soluzioni all'italiana

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In questi giorni nel Veneto ma non solo sono ripresi a girare per le strade i trattori dei produttori di latte che protestano per il prezzo troppo basso e per le multe derivate dallo sforamento delle quote latte.

Questo problema è ormai incancrenito e si trascina sempre più da ormai quasi trent’anni e da ben quindici anni assistiamo a questo continuo girovagare di trattori che son passati da: Linate-Novegro, Pirellone, Roma, Bruxelles, Vicenza e altre località. Di questo problema ne hanno approffitato politicanti di ogni sorta e di ogni colore politico, ciarlatani, furbi e quant’altro, promettendo soluzioni ma lasciando di fatto inalterato il problema. Non solo ma si è messo in moto un meccanismo perverso che ha generato profonde lacerazioni e divisioni tra i produttori: da una parte chi era in regola e dall’altra chi ha comprato le quote latte arrivando anche ad ipotecare il futuro della propria azienda, altri che hanno prodotto per pura sopravvivenza e altri che hanno fatto i furbi fregandosene delle regole.

Il Veneto Serenissimo Governo erede e continuatore della storia cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, nel piano economico pone l’agricoltura al centro come elemento strategico nell’economia futura della nostra Patria. Consapevoli di questo il Veneto Serenissimo Governo già durante le primissime proteste ha sostenuto e aiutato concretamente chi protestava e facendo concrete proposte di soluzione, purtroppo i nostri incaricati si sono dovuti scontrare con l’arroganza e l’incapacità di capire di questi capi e capetti travolti da un effimera notorietà mediatica e soggiogati dai vari rappresentanti politici. Il non aver voluto dare ascolto ai nostri consigli formulati con l’esperienza di mille duecento anni di storia, giustizia, libertà e buongoverno della Veneta Serenissima Repubblica, ha portato ai risultati attuali, quanti di questi allevatori sanno delle nostre proposte formulate più di un decennio fà? L’opinione pubblica vede ormai queste proteste come episodi di una piccola parte di produttori in difesa del proprio particolare. Il Veneto Serenissimo Governo sà che dietro queste proteste ci sono anche grandi drammi umani personali e familiari, e la questione quote latte è soltanto la punta dell’iceberg dei vari problemi e crisi che attanagliano l’agricoltura Veneta, uno per tutti l’erosione drammatica del terreno destinato all’agricoltura e l’ormai irreversibile accerchiamento di moltissime aziende agricole Venete da parte di capannoni, condominii centri commerciali ecc…, che condannano queste aziende a morte certa grazie alla dissennata opera di amministratori e politici a cui gli agricoltori chiedono aiuto.

Anche questo fallimento delle quote latte dimostra ancora senza ombra di smentita che l’unica strada che si deve percorrere è il ritorno alla nostra gloriosa Veneta Serenissima Repubblica che ha saputo garantire i nostri contadini da vessazioni e ingiuste appropiazioni per più di un millennio.

A tal proposito rammentiamo a questi capi e capetti che guidano le proteste odierne nell’epoca dei cellulari, colossali trattori e nuove tecnologie, quale spessore morale avevano i nostri contadini nel periodo Marciano, anche il Macchiavelli, al seguito degli Imperiali, rimane impressionato dall’attaccamento estremo di questi contadini alla Serenissima Repubblica e cosi scrive:"…negli animi di questi contadini è entrato un desiderio di morire e vendicarsi che sono diventati più ostinati et arrabbiati contro a’ nemici dé Viniziani che non erano è Giudei contro à Romani" -Nicolò Macchiavelli (pag 447-448) "…uno di loro si lascia ammazzare per non negare el nome viniziano eppure ieri sera ne fu uno innanzi ad questo vescovo, che disse che era Marchesco e Marchesco voleva morire, e non voleve vivere altrimenti in modo che il vescovo lo fece appiccare; dimodoché, considerato tutto, è impossibile che questi Re tenghino questi paesi con questi paesani vivi." (pag. 448)

Il Veneto Serenissimo Governo invita gli allevatori Veneti a seguire gli insegnamenti della nostra storia quale unica strada per avere un futuro certo e abbandonare divisioni miserie ed egoismi frutto avvelenato dei 144 anni di occupazione della nostra Veneta Patria e indica il rifacimento del referendum farsa del 1866 come unica soluzione.

Longarone, 30 giugno ’10

Referendum subito!

il presidente della Veneta Serenissima Repubblica

Luigi Massimo Faccia