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Con il referendum sulla giustizia è rinata la Veneta Serenissima Repubblica

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Il Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 ha decretato la rinascita della Veneta Serenissima Repubblica. Basta guardare la geografia degli scrutini per rendersi conto che esistono due realtà nella penisola: una è l’italia, l’altra è la millenaria Repubblica di San Marco (dal 1866 occupata illegalmente dall’italia). Da notare che questa rinascita cade nello stesso giorno in cui fu proclamata la rinascita della Repubblica Veneta da parte di Daniele Manin.

I Veneti hanno decretato per l’ennesima volta che sono altro rispetto all’italia, che la propria storia, cultura e tradizioni li definiscono in modo diverso, e in questo caso che la giustizia italiana per i Veneti è ingiustizia. Ingiustizia perché i referendum sul diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto e delle sue specificità locali sono stati ignorati, se non irrisi, dalle istituzioni italiane. In Veneto i Veneti, vincendo in modo inequivocabile il referendum del 2017 sull’autonomia, volevano tornare padroni del proprio destino attraverso un pacifico referendum, decidendo il grado di autonomia che ritenevano più opportuno. Come veneti nemmeno vincendo un referendum, che si appellava alla costituzione italiana e alle deleghe che essa prevede per le realtà territoriali, siamo riusciti ad ottenere nulla dal truffaldino occupante italiano.

L’italia è quindi chiaramente irriformabile, ed è chiaro che il Veneto è trattato solo come una colonia da sfruttare e maltrattare.

Noi Veneti dobbiamo tutti prendere coscienza che l’unica via di scampo, per non essere definitivamente eliminati come Popolo dalla millenaria tradizione e cultura, è quella dell’indipendenza totale dall’Italia e dalle organizzazioni internazionali che legittimano l’italia ad occupare le nostre terre.

La propaganda e le fake news di matrice woke affermano che i giovani hanno votato per lo status quo e per la difesa della costituzione italiana contro la riforma della giustizia e contro le generazioni dei genitori e nonni, ma la realtà è un’altra: aldilà dei partiti e personaggi politici di varia estrazione solo l’islam italiano con i propri adepti nostrani si è adoperato per ostacolare la riforma. Quindi nello specifico questo referendum ha visto la mobilitazione attiva delle organizzazioni islamiche perché la riforma costituzionale non passasse. Ciò evidenzia chiaramente che il risultato, la vittoria del NO, è stato determinato dalla volontà di talune minoranze di spingere verso il mantenere una legislazione che permetta un’invasione e una sostituzione etnica della nostra popolazione. Ciò non è complottismo o mania di persecuzione, basta passeggiare nelle nostre città per vedere che sempre più stiamo diventando minoranza. Questi cosiddetti “nuovi italiani” non accettano la nostra cultura ma vogliono sostituirla con la loro utilizzando i mezzi democratici per sottometterci e costringerci alla schiavitù o alla conversione alla loro fede.

Come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, riteniamo che il ritorno di un Veneto indipendente nel contesto internazionale sia un elemento di pace nel bacino del mediterraneo, e di argine all’invasione islamica in atto, invasione che viene spesso mascherata da solidarietà, ma che in realtà è la punta dell’iceberg del terrorismo internazionale.

I Veneti con i referendum hanno sempre dimostrato quanto sono maturi per autogestirsi attraverso una democrazia diretta che riscopra i patti di dedizione che hanno fondato la nostra Repubblica Serenissima. Ora non demordiamo, l’italia è al suo epilogo, e la costituzione su cui si fonda è solo un feticcio, una legge che subiamo.

Invitiamo tutti i Veneti a riconoscere come unica costituzione il Decalogo che Moshè ricevette da Dio sul Sinai, senza la guida e la protezione di Dio siamo destinati ad un tragico futuro.

Venezia-Longarone 24 Marzo 2026

L’Ufficio di Presidenza
del Veneto Serenissimo Governo