Patrioti Veneti, Figli della Serenissima!
Oggi, 24 giugno, non ci troviamo fisicamente nelle piazze o sui campi che videro il sangue dei nostri padri, ma la distanza non attenua la nostra memoria. Oggi ricordiamo. Ricordiamo con la forza di un popolo che non dimentica la propria storia e che rifiuta le menzogne dei vincitori.
La cosiddetta “Terza guerra d’indipendenza” del 1866 non fu un atto di liberazione, ma l’inizio della via italiana alla sconfitta e al disonore. Fu l’atto di nascita di un sistema politico fondato sul tradimento dei patti e sull’inganno internazionale. Un sistema che ha sempre considerato i popoli non come comunità da rispettare, ma come mera carne da cannone da sacrificare sull’altare delle ambizioni espansionistiche di una dinastia straniera e di una capitale lontana.
Ma il campo di battaglia svelò subito la debolezza dell’invasore. A Custoza, l’esercito italiano fu respinto e sconfitto dall’eroica resistenza delle armate che difendevano le nostre terre, tra le cui fila combattevano migliaia di figli del Veneto. Fu l’inizio della nostra redenzione identitaria, la scintilla di un orgoglio indomito che, poche settimane dopo, trovò la sua massima espressione nelle acque di Lissa!
Ricordiamolo con fierezza: a Lissa, la marineria veneta affrontò l’arrogante flotta italiana. E mentre l’ammiraglia nemica, il Re d’Italia, affondava nei flutti dell’Adriatico, i marinai veneti non parlavano la lingua di Firenze o di Torino. Gridavano una sola parola, una parola sacra che faceva tremare i re e i tiranni. Gridavano: “Viva San Marco!”
Quel grido era il ruggito del Leone che non si piegava. Era il rifiuto totale di un’annessione forzata che avrebbe portato solo miseria, tasse predatorie e il dramma dell’emigrazione di massa per milioni di Veneti.
Oggi, il secolo degli Stati nazionali ha dimostrato il suo totale fallimento. Questi costrutti artificiali hanno dimostrato di non rappresentare affatto i popoli, ma di volerli schiacciare sotto il peso del centralismo e della burocrazia.
Anche se oggi non siamo riuniti in assemblea, il nostro legame ideale è indissolubile. Custodiamo nelle nostre case e nei nostri cuori la bandiera del Leone. Onoriamo i caduti di Custoza e i marinai di Lissa che difesero la nostra dignità. La via per la rinascita della nostra nazione comincia dal rifiuto della loro retorica e dalla consapevolezza della nostra millenaria civiltà.
Onore ai nostri combattenti per la libertà Veneta! Viva il Popolo Veneto!
VIVA SAN MARCO!
Venezia-Longarone 24 giugno 2026
Ufficio di Presidenza
Veneto Serenissimo Governo

